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martedì 1 luglio 2008

coSI' T'IMPARI!!"-terzo caso



A seguito della polemica su: “così ti impari, secondo caso”, vi sottopongo un ennesimo, lampante episodio di sfrugugliamneto della sorte ricordandovi che la vita e come un cane che sta mangiando: andargli a rompere l’anima non è mai una cosa prudente.

Nato a Long Island, Treadwell nella sua vita ha dovuto affrontare problemi di alcool e droghe, dopo il tentativo fallito di affermarsi come attore, infatti cercò in tutti i modi di ottenere un ruolo nella sit-com Cin Cin,[1] ma il ruolo fu affidato a Woody Harrelson.
Ad certo punto della sua vita decide di vivere a stretto contatto con gli orsi grizzly nel Parco nazionale e riserva di Katmai in Alaska, che diventano una sua ossessione personale. Treadwell ha vissuto assieme agli orsi ogni estate per tredici anni, dal 1990 al 2003, studiandoli e documentando ogni loro movimento. Questa sua bizzarra scelta di vita la portato a diventare una celebrità negli Stati Uniti, tanto da partecipare a svariati show.
Nel 2003, la tredicesima estate è stata per lui fatale, infatti si trovava nel parco in compagnia della fidanzata Amie Huguenard, quando i due furono assaliti e sbranati da alcuni nuovi esemplari affamati e probabilmente non abituati alla loro presenza. Della loro tragica fine vi è una documentazione audio fornita dalla telecamera di Treadwell, che era otturata dal tappo, che ha registrato le loro grida strazianti. Negli 85 anni di storia del Parco nazionale di Katmai, questo è il primo incidente in cui alcune persone sono state uccise dagli orsi.,[2]
La vita, il lavoro e la morte di Treadwell sono stati raccontati nel documentario del 2005 di Werner Herzog Grizzly Man.

Insomma io da piccolo avevo la passione per i pesciolini rossi e quelli stai sicuro che se ci infili un dito nell’acqua non te lo tranciano di netto come una murena.
Non ti piccino i pesci rossi? Puoi sempre dedicarti alle miniature storiche o alle riproduzioni di monumenti fatti con gli stuzzicadenti prima di andare a rompere l’anima a un Grizli.

giovedì 26 giugno 2008

COSI' T'IMPARI!!"-nuovo caso


Dopo l’episodio della rubrica “Così ti impari!” con la storia dell’artista vestita da sposa che decide di andare in medio oriente facendo autostop e che, pensa che strano, viene uccisa da un turco che poi va al matrimonio della cugina facendo le foto con la videocamera della vittima (che sembra una sceneggiatura scritta da Almodovar al ritorno della sagra della Mariuana di Fara Sabina), non pensavo avrei trovato facilmente materiale altrettanto buono e invece oggi, spulciando tra i fatti di cronaca di Repubblica, solo dopo aver letto il Uol Strit Giurnal, Le Figarò, Die Zeitung e, come al solito, Saiens, trovo questa notizia:
VENEZIA - Un uomo è morto ieri a Mestre, per un colpo di calore, durante le manifestazioni in corso per contrastare la realizzazione di un campo per nomadi. Secondo fonti della Lega Nord, che sostiene il gruppo di cittadini che si contrappone alla costruzione del campo, la vittima è Gino Serena, di 77 anni.
Ma ora io dico, se c’è una cosa che ogni estate arriva puntuale come la conduzione di Sonia Grei a Uno Mattina Estate è il solito avviso che si può trovare su tutti i tg d’Italia e che è sempre lo stesso da quando sono nato: “Soprattutto per gli anziani, evitare di uscire durante le ore più calde della giornata, riparasi dal calore, bere molta acqua e mangiare frutta fresca”. E questo che fa? Non solo esce con 4 milioni di gradi che, dalle parti di Mestre sono anche umidi per cui ti pare di camminare immerso fino al collo in una palude di mucillagine ma va pure in un campo nomadi dove se anche fosse sopravvissuto al caldo un vibrione del colera se lo prendeva e lo portava dritto al Creatore dei Leghisti (ndr: un dio simile al nostro ma avvolto in una tunica verde e che vuole il dislocamento amministrativo dal Paradiso centralista e ladrone).
E poi mi immagino questo, già incazzato perché, per non farsi mancare nulla, era anche invalido, sarà andato lì con il dente avvelenato perché qualche zingarello gli aveva sfilato il bastone mentre camminava facendolo cadere nel Canal grande, è ovvio che gli siano schioppate le coronarie (giuro che sull’atlante medico scientifico della Zanichelli il collasso si chiama “schioppo del cuore”).
Ora io me la prendo sempre con le lesbiche ma quando ho davanti gli zingari, le prime riescono ad essermi addirittura simpatiche e fosse per me io i campi nomadi li piazzerei su delle chiatte galleggianti in rotta verso il triangolo delle Bermuda, però leggendo questo articolo, non posso far a meno di dire: “Ecco, così ti impari!”

mercoledì 23 aprile 2008

PRETI VOLANTI.


Vorrei inaugurare oggi una rubrica intitolata “Così t’impari”, dedicata alle imprese più idiote che mente umana possa concepire.
E’ già tanto difficile arrivare incolumi alla fine della giornata pur non facendo l’operaio alla Tissen-Crup che io, francamente, non andrei a sfrugugliare ulteriormente la sorte.
Ho letto infatti stamattina sul Corriere della sera di questo prete brasiliano disperso durante il tentativo di mettere il record di volata con palloncini gonfiati ad elio.
E’ vero che di imprese impossibili, come far indossare scarpe con il tacco 12 ad una lesbica senza che lo scambi per un'arma impropria da usare durante una partita di calcio, ce ne sono tante ma quando queste sono anche idiote e portano, come in questo caso, ad un tragico epilogo non posso non dire, con una punta di sadico cinismo: così t’impari!
Inizialmente pensavo fosse un gesto estremo di avvicinarsi al Signore, una forma estrema d’ascetismo, e invece no.
La motivazione è ancora più stupida dell’impresa in sè: raccogliere dei fondi per creare un’area di sosta “spirituale” per camionisti su un’autostrada in Brasile.
Apparte il fatto che vorrei capire chi è che paga per vedere un prete che svolazza attaccato a dei palloncini se neppure puoi avere il gusto di usarlo come bersaglio per un torneo ti tiro con la carabina ma poi come ti viene in mente di costruire delle cappelline nelle aree di sosta?
L’unico essere meno spirituale di un camionista è soltanto Satana e le sole cose che questi poveracci, dopo magari 48 ore ininterrotte di viaggio, vogliono fare sono due: ridisegnare con una penna la linea del culo che gli si è cancellata dopo tanto tempo seduto a cassetta e trovare un buco qualsiasi per dare sfogo ai loro istinti erotici (per questo i ghei, che tutto gli puoi dire meno che non siano degli svelti, hanno la mappa delle aree di sosta stampata a fuoco sulla coscia).
Insomma a tutt’oggi hanno solo ritrovato i palloncini ma del prelato se ne sono perse le tracce.
Non vorrei malignare ma a me sembra un chiaro caso di punizione divina.