lunedì 22 settembre 2008

isola, seconda puntata: me tocca...



lunedì scorso avevo giurato: "mai più isola". ma la sera prima del concerto di madonna, dopo essermi addormentato accanto alla tazza del cesso di casa per aver bevuto anche l'alcol dal deodorante sprai che ho in bagno, avevo anche promesso di non toccare più alcolici salvo poi sabato scorso vincere la gara dei ciupitos sbaragliando Emi Uainaus e Pit Doerti.
quindi stasera, si replica.
Pare infatti pare che la Ventura, per aggiudicarsi definitivamente i titoli di beniamina del nazional popolare, regina del "Magna come parla" e paladina della veracità, questa sera introdurrà il nome degli opinionisti della puntata pronunciando i loro nomi con un rutto emesso tutto d'un fiato.

mercoledì 17 settembre 2008

LINSEI DIXIT



Ho appena finito di leggere Siti, il giornale gratuito usato per tutto: pulirsi le suole dopo aver acciaccato una cacca di cane, ripararsi la messa in piega durante una pioggia improvvisa o come copri sedile sulle panchine al parco, tranne che come veicolo di notizie.
L’articolo che mi ha subito rapito non era quello che riguarda l’ordinanza che da oggi permetterà di multare le battone per strada (tanto io ricevo in casa, quindi non mi riguarda), quanto la dichiarazione della mia quasi omonima Linsei Loan, al secolo Maria Rosa Guidoni (una mia ex compagna di liceo che cambiò nome all’anagrafe per emularmi, salvo poi trasferirsi in California alla ricerca di fortuna, lontana dalla mia fama soverchiante).
Insomma non solo pare abbia riacquistato un equilibrio (per quanto tale possa essere quello di una che, così gnocca, decide di colpo di mettersi con una lesbica) ma si è anche schierata contro il candidato repubblicano Mec Chein (di cui ero convinto fosse il titolare delle famose patatine surgelate, ma poi, i meglio informati, mi hanno fatto scoprire che c’è un mondo oltre la porta della cucina).
Più in particolare, si scaglia contro la Palin, candidata vice presidente dell’Alasca, stato che in America conta come da noi la Valle d’Aosta.
Dice la mia adorata “trovo assurdo che una donna che sognava di essere una shogerl possa ora entrare alla casa bianca (lo, so anche a voi il pensiero corre subito al ministro-gallina, quello con lo sguardo assente di chi si è fatta una borraccia di valium corretta con la sambuca). In oltre, si dice sconcertata dall’atteggiamento omofobo della governatrice e Linsei è tanto più sconvolta dalla questione dal momento che, pare, presto convolerà a nozze con Samanta, insieme alla quale hanno appena scelto un’autofficina autorizzata Iveco come alcova per il loro viaggio di nozze.
Questo mi fa fare una considerazione: è vero Linsei ha avuto qualche problemuccio con le dipendenze che l’ha portata a prendere più ambulanze che taxi. D’accordo, ha come amiche Paris Ilton, la strega di Biancaneve e Donatella Versace, però ha il coraggio di opporsi ed argomentare la sua posizione politica, cosa che, non capisco come mai, nel mondo dello spettacolo Italiano manca quasi del tutto (ad eccezione dei soliti Guzzanti&Co che comunque viaggiano in quella terra indefinibile tra spettacolo e politica) e non posso che chiedermi per quale motivo sia così. Paura di esporsi, assenza di opinioni politiche o il fatto che, a differenza di LL, indossano biancheria intima?

martedì 16 settembre 2008

ISOLA 2008: INIZIAMO BENE


Oggi ho la certezza definitiva che i figli della Ventura hanno dei precettori privati perché non è pensabile che quelle due anime pie possano subire il trauma di essere additati a scuola come suoi figli soprattutto dopo che milioni di italiani ieri sera l’hanno vista nella sigla iniziale della, boh, sarà la settima, la quinta, edizione de “l’isola dei famosi”.
Insomma una madre di famiglia, anche di una certa età, ormai lo possiamo pure dire, si può presentare vestita con un fular di Laura Biagiotti in testa, seduta su una botte di gin e un bastone con un teschio al posto del pomello? Le mancava solo un pappagallo sulla spalle e che cantasse “quindici uomini, sulla cassa del morto”.
Comunque, come Dio volle, ieri sera c’è stata la prima puntata dell’isola. Partiamo subito dal luc della conduttrice. Mi pare di aver capito che quest’anno si sia rivolta a Valentino che le ha evidentemente rifilato il costume di Ambra Orfei quando faceva quelle trasmissioni sui circhi della Camciacca meridionale che vedevi solo se eri immobilizzato a letto con delle fratture multiple e per caso il telecomando cadendo dalla mano si sintonizzava su rai tre. Ha una specie di smoching che starebbe male anche a Cheit Mos e che su di lei, con quei capelli e quella cartellina che tanto non legge perché lei è “un animale da palcoscenico” fa di lei la gemella separata alla nascita della franca Leosini di “Storie Maledette”.
Anche se Alitalia tra dieci giorni se la compra la Raianer e a Milano hanno ammazzato a sprangate un ragazzetto colpevole forse di aver rubato dei biscotti (scene da Miserabili di Ugò), la vera notizia della settimana è che Vladimir Luxuria è nel cast dell’isola.
Io la conosco da 15 anni e devo dire che se c’è una cosa che né i soldi né la fama le hanno regalato è il gusto nel vestirsi. Nelle interviste di presentazione ti puoi far vedere con una vestaglia da 10 euro, gonfia come ti fossi fatto 12 lattine di Peroni e una permanete fatta in casa?
Siccome però Vladimir si vergogna un po’ di essere finita dal parlamento a fare capanne di foglie in Onduras, ha fatto mettere da contratto che ogni volta che la si nomina si debba ribadire che è un politico. Siccome però quando la Ventura si rivolge a lei definendola “un politico”, vedi sullo schermo una travestita che sembra uscita da un film di Pappi Corsicato, il pubblico si sta ancora chiedendo di chi si stia parlando.
In più, ogni volta che parla, Vladimir deve fare parallelismi con Montecitorio. Ventura: “Com’è il clima lì? Fa freddo?”
Vladimir: “Sì, ma mai come alla Camera”.
Ventura: “Come sono i tuoi concorrenti?”
Valdimir. “Agguerriti, ma mai come i deputati”.
Oddio che palle!


Nella scaletta della presentazione dei concorrenti arrivano poi in successione una brasiliana e un’argentina che, presentate in successione dopo una mezza trans, più che la squadra delle donne, sembra il pubblico del Frutta e Verdura (ndr: un after auar romano che è a metà strada tra un bordello di Caracas e l’incubo di uno che la sera prima ha mangiato cozze e pecorino).

Tra le concorrenti c’è Flavia Vento. Io capisco che vogliamo fare una trasmissione di puro intrattenimento, che nessuno pretende che sia un’inchiesta sociale della BBC, ma possibile che ogni volta che c’è bisogno di far ridere debbano chiamare ‘sta disgraziata? Tanto neppure dà soddisfazione perché se la predi per il culo si offende senza reagire. Richiamate la Elia allora, almeno se a quella le dicono qualcosa gli parte di ceffoni e così si che alza gli ascolti. Oltretutto la poveretta è in evidente sovrappeso e pare che in un centro Figurella le abbiano consigliato di accettare di andare a mangiare cocchi sull’isola piuttosto che spendere per un trattamento da 500 sedute che le sarebbe costato tanto quanto il cascé del programma.

Anche quest’anno la presenza di opinionisti che sembrano stati presi a caso per i corridoi della Rai mentre vagavano cercando di raccattare un gettone di presenza anche come figuranti del pubblico alla Botola. Pescati quindi dal mucchio ieri sera c’erano: Mara Venier (che si confonde con le due tette e capisci chi è lei delle tre solo perché è quella che dice le cose più idiote) e Luca Giurato. Da domani in tutte le banche si possono ritirare i risarcimenti per il canone rai con allegata una lettera di perdono del CDA della Rai.


Tra i concorrenti finalmente si inizia a vedere un po’ di luce. Arriva Leonardo Nonmichiedeteilcognomechenonloso, un nuotatore con un fisico tale che te lo faresti anche avesse una seppia al posto della faccia e che a 23 minuti dall’inizio è ancora incomprensibilmente in maglietta.

Come ogni anno, la prima prova da superare non è buttarsi da un elicottero nell’oceano nuotando per 45 miglia fino all’isola in 6 minuti ma è capire la Ventura che prova a spiegare le regole del gioco, e subito dopo introduce al pubblico Filippo Megnini, un altro nuotatore che ha preso tipo 400 medaglie e che adesso ha deciso di rovinarsi l’immagine da grande atleta andando a fare il valletto in Onduras. Simona lo descrive come farebbe con una lavastoviglie durante una televendita: “Filippo, sinonimo di forza e resistenza. È pratico e silenzioso e la resa è assicurata da 24 mesi di garanzia”.
Gli autori per far capire che si tratta di un nuotatore, non essendo per niente didascalici, gli fanno quindi fare da Ostia in Onduras a nuoto. Quando finalmente esce dal mare, ha un fisico da scioglimento della calotta glaciale ma ha la voce di Gianni Brosio quindi, per favore, dalla seconda puntata, dategli una lavagna così i commenti almeno li fa scrivendo come quella muta e con il dito mozzato di Lezioni di piano anche se effettivamente in costume ha un pacco che ti distrarrebbe anche se rivelasse il nome dell’assassino di via Poma, di Meredit e della Filo della Torre insieme. Megnini è bello ma ha un espressione da lesso e risponde dopo 5 minuti alle domande da studio, un po’ perché il satellite ci mette tempo a inviare l’audio un po’ perché lui non capisce conferendo al tutto l’assurdità dei dialoghi di Ionesco.


I vip iniziano a lanciarsi dall’elicottero. Quando si cala la Vento uno squalo prova ad attaccarla ma per paura di far sballare i suoi valori del colesterolo desiste.

Solite scene da Titanic e alla fine approdano persino la Vinslet e di Caprio ma Giucas Casella (che ha promesso di ipnotizzare i concorrenti facendo credere che le noci di cocco siano polli arrosto e torte santonorè) è ancora lì che arranca.

Tra i famosi c’è anche una certa Nichi Gioia. Non so chi sia, dice che è una che fa i salotti ma non mi sembra una filippina.

Mentre ‘sti disgraziati si riprendono dalla fatica, parte una di quelle belle schede dalla grafica all’avanguardia fatte con il commodor vic 20 partorite dalla geniale squadra di autori, che, con incredibile colpo d'inventiva, decidono di chiamare questo gruppo di rottami “Gli invincibili” usando nome e grafica del film della Pixar.
Tutti hanno nomi idioti e super poteri come ad esempio Leonardo Tumiotto che, essendo un nuotatore, è l’uomo pesce,
Giuseppe Lago, visto che viene da Uomini e donne è l’uomo trono. Mi chiedo quindi perché Valdimir che ha tette e pisello non lo abbiano chiamato: l’uomo-donna.

Sono forse le 11 quando sento finalmente per la prima volta il motto di questa edizione che è: A testa alta a schiena dritta andiamo incontro al destino, anche se lei avrebbe preferito: Dio, Patria e Famiglia, ma all’ultimo le hanno detto che era già stato usato.

Dedico un brevissimo volo d’uccello ai non famosi, primo perché devo lavorare sennò mi licenziano, secondo perché per molti di loro non c’è ancora molto da dire.
Carlo, 55 bidello con i capelli di Zio Tibia rimasto sotto dopo un reiv a base di lsd negli anni ’60. Tanto per esordire con classe, dice di dover pisciare sulla zattera perché non la tiene più. E giù la Ventura e la Venier, le signore della tv, a ridere e a fare battute come non se ne sentivano dai tempi del duo Bombolo/Er Mondezza.
Giurato prende la parola per chiedere al bidello se ci fa o ci è, che detto da uno che diceva di leggere le notizie tra le “fiche” fingendo dei lapsus froidiani (altro che avanspettacolo anni ’50) è come sentire il bue dire cornuto all’asino.

Chiara: fa l’infermiera in rianimazione ma mi sa che preferisce l’animazione e visto che s’è rotta il cazzo a svuotare padelle ai vecchi è disposta pure a fare la schedina dalla Ventura.

Alessandro, imprenditore. Ha 37 anni e si definisce un ragazzo…certo quindi io che ne ho 34 sono una coccinella dei boi scaut.

Sonia: muratrice. 4 figli con dei nomi francesi presi a caso da Bel e Sebastien. La cosa che mi stringe il quore è che fa la muratrice costretta a lavorare perché non arriva neppure a pagare le bollette (ma fare un paio di figli in meno, no?)

La Ventura che deve essere l’ultima rampolla della casata dei Ranieri di Monaco ha quella spocchia di chi si trova per la prima volta davanti a un povero con lo stessa atteggiamento di un antropologo davanti a una popolazione primitiva.
“Davvero non arrivi alla fine del mese?”, chiede a Sonia.
Del resto lei non vive in Italia dove ogni 3 minuti esce un articolo sul fatto che se stamo a mori’ de fame…


Daniele, 35, magazziniere. Qualcuno gli ha detto che ha un bel fisico perché per tutta la puntata è andato in giro solo con un paio di calzoncini. La sera fa il PR nelle discoteche. Ed è subito tristezza.

Alessandro, 21 anni schipper di Napoli. Ieri sera io e i miei amici ci siamo sputtanati la paghetta della settimana per votarlo con gli sms e farlo vincere.


Yelena, una mezza russa che è identica a Orietta Berti, fatta subito fuori prima che potessi dire “A testa alta a schiena dritta andiamo incontro al destino anche se lei avrebbe preferito”.

Mariagrazia, 21 anni di Sciacca, studentessa. La sua paura è: non riuscire a sposarsi. Si vede che è una di quelle ragazze evolute e per niente legata ai retaggi meridionali.

Diciamo che in generale il programma è lo stresso degli altri anni. Niente di nuovo, lento e noioso con punte di classe e finezza come quando Giucas confessa di essersela fatta sotto mentre nuotava, mentre Ciavarro ha la faccia di chi dice tra sè e sè “pensavo che i fotoromanzi su Grand Hotel fossero stati il baratro della mia carriera, ma evidentemente si può scendere ancora”.

La Ventura è sempre più sboccata quindi credo che per la terza puntata ci scappa una bella bestemmia a dio e la madonna al posto del classico Buona Sera.

I capelli di Simona cambiano colore a ogni inquadratura come le statuine metereopatiche e pare che domani a Milano piova.

Poi, si sfiora il dramma quando Ciavarro chiede perché i non famosi sono “avversari” e non conocrreti facendo presagire una divisione in squadre. Siccome è la sola cosa non prevista dal copione, la Ventura va in panico ed essendo, come ho detto, un animale da palcoscenico, la regia stacca sul meteo del tg4 pur di non far vedere la scena patetica di lei che cerca disperatamente sulla sua inutile cartellina la pagina con la risposta giusta.

Intanto, daje che continua a chiamare i non famosi “comun pipol”. Perché a questo punto non li chiama direttamente merde?

Al mezzanotte e 20 la puntata finisce. In nomiescion la Vento che frigna e piange alla fine di una puntata lunga come un anno di fame.

lunedì 15 settembre 2008

ISOLANI, UNITEVI!


AVVERTO TUTTI CHE STASERA INIZIA L'ISOLA. DOMANI, RIASSUNTO DELLA PUNTATA!! SE UNO DEVE RITORNARE, CHE LO FACCIA ALMENO CON QUALCOSA DI INTERESSANTE DA SCRIVERE.

venerdì 12 settembre 2008

TORNO SUBITO


Scusate se per qualche giorno non mi farò sentire ma sono un po’ impicciato con il cambio di stagione, che è arrivato così all’improvviso, più un altro paio di cosette che devo risolvere.
Immagino che possiate pure dire “tranquillo, che viviamo benissimo anche senza di te”, ma questo mio avviso è mosso da puro egocentrismo.
Saluti a tutti e a prestissimo.
INSY (che vorrei ribadire, non sta per Insipido, come qualcuno lo scorso fine settimana ha insinuato).

lunedì 8 settembre 2008

MADONNA OLIMPICA


Io al prossimo concerto di Madonna ci vado in carrozzella. Piuttosto che rifarmi un’ammazzata del genere, mi amputo una gamba per sfruttare i posti riservati agli storpi.
Diciamo pure che a prove del genere bisognerebbe arrivarci preparati, e la sera prima fare le 5 del mattino vomitando in bagno ettolitri di negroni non è quello che si dice un buon preambolo considerando che poche ore dopo mi sarei ritrovato in fila sotto il sole con 4 milioni di persone per un tempo superiore a quello che c’è voluto per l’uomo per evolversi da Neandertal a Sapiens.
Come anche 2 anni fa, l’ansia ci ha portati ad arrivare alle 3 del pomeriggio nell’illusione poi di arrivare tanto vicini al palco da vedere le cicatrici da lifting di Madonna salvo poi ritrovarci nel prato 300 metri dietro ad altri arrivati comodamente alle 7.
All’apertura dei cancelli la gente si è precipitata verso i tornelli talmente velocemente che hanno dovuto avvisare il CIO del fatto che fossero stati stabiliti non meno di 12mila nuovi record sulla distanza dei 400 ostacoli dal momento che abbiamo dovuto scavalcare transenne abbattute (molti non ce l’hanno fatta e la conta dei morti e dei feriti è roba da zumami in Tailandia), montagne di bottiglie abbandonate durante il bivacco e corpi esanimi di almeno una dozzina di fan geneticamente non predisposti ad un concerto di Madonna.
Siccome però aprire i cancelli centrali per raggiungere il prato sembrava una soluzione troppo comoda per chi aveva pagato solo 75 euro per assistere allo spettacolo, hanno pensato bene di smistare 50mila persone facendole scendere lungo delle scalette larghe come quelle del letto a castello di una coppia di gemelli di 6 anni.
Tra la gente che si sistemava ho intravisto anche un paio di persone che giravano con le foto dei loro amici sul petto chiedendo alla gente se li avessero visti come le madri di plasa 5 de maio.
Che dire invece del concerto. Io, come ho già detto, non sono di quelli che crede che l’inno di Mameli debba essere sostituito da Eng Ap quindi non sono stato così attento da memorizzare ogni singolo istante del concerto, per questo aspetterò l’uscita del dvd.
Però alcune cose me le ricordo:
1) io e i miei tre amici eravamo nella sola zona ghei fri dello stadio. Eravamo circondati da una coppia, di quelle così all’antica da essere composta da un maschi e una femmina, un tipo che abbiamo dedotte essere un’agente del sisde in missione segreta dal momento che è rimasto impalato immobile con lo sguardo fisso per tutto il tempo mentre intorno c’era gente che ballava invasata dallo spirito di Manitu e da un gruppo di femmine nane che per un’ora intera prima che iniziasse il concerto, sono state al cellulare dando a Nicoloetta le coordinate per raggiungerle (quando alla fine è arrivata Nico ho scoperto il motivo di tanto accoramento: era la vivandiera del gruppo e una volta raggiunte le atre ha tirato fuori mezza dozzina di panini con la mortadella).
2) c’era un ballerino rasato biondino per il quale avrei pagato anche il biglietto della tribuna divina da 300 euro anche solo per vedergli fare per 2 ore e mezzo step tach;
3) Madonna sembra Mister Poteto di Toi Stori, ha tutti i pezzi ma messi a caso sul viso. Ne sono certo dal momento che ha un occhio grosso come una bocca e gli zigomi hanno i capezzoli sulla punta.
4) io sono una pippa in geografia ma lei mi batte dal momento che, mentre gli zingari del campo nomadi della Casilina suonano Spenisc Lesson (tanto spagnoli, italiani, greci, rumeni so’ tutti una razza) lei inizia a gridare Oppa! Oppa! E si fa un bicchiere di Uzo con il suddetto ballerino bono.
5) Madonna ha le mani della strega di Biancaneve. Sui maxi schermi infatti appare (credo per errore) un primo piano dei moncherini mentre finge di suonare una chitarra come facevo io con le padelle da piccolo mimando il chitarrista dei Chis (ho avuto un infanzia darc roc, e allora?). Il cameraman responsabile ormai credo sia stato fatto a pezzi e dato in pasto a Lurd, la babbuino che Maddi si porta sempre con se.
6) chi ha visto il concerto avrà sicuramente riconosciuto Roberto Cavalli (lo zingaro con il cappello che suonava sul palco). Pare infatti che l’abbia ingaggiato come risarcimento dopo aver preferito i vestiti di Givensci al posto di quella mondezza da bancarella che produce lo stilista toscano.
7) vedi il punto 2;
8) l’organizzazione del concerto sarebbe stato inadeguato persino a un resital di Rosanna Fratello alla notte bianca di Monte Compatri, figuriamoci come gestire 70mila finocchi…
9) la resistenza della vecchia che ha cantato per 2 ore ininterrottamente anche se, i soliti ben informati, mi hanno garantito che, oltre a molte delle canzoni, abbia fatto in pleibec anche tantissime coreografie.

Geim Over.

mercoledì 3 settembre 2008

6-8-08





Mi è appena arrivato questo fonogramma del Consiglio Nazionale dei Ricchioni:

Egregio Sig. INSY,
ci risulta da fonte certa che avrebbe intenzione di esimersi dal fare commenti sulla venuta prossima ventura della Signora Ciccone, Luis Veronica in arte La ladra di negretti.
Le ricordiamo che, in quanto membro dell’alto ordine delle Chiappe Chiacchierata, le corre obbligo esprimere i suoi giudizi a mezzo blog altrimenti saremo costretti a revocarle il patentino di omosessuale.
Certi di una sua risposta le porgiamo cordiali saluti.

Quindi, siccome c’ho impiegato tanto per entrare nell’albo dei finocchi (per il quale pago ogni anno una retta altissima), eccomi un paio di considerazioni sull’ennesimo ultimo concerto salterino di Miss “Se sono così tirata è solo grazie ai mie ottimi geni italiani”, visto che se il prossimo non lo farà calmina e seduta su uno sgabello suonando una chitarra acustica come Gioan Baez, con quell’osteoporosi che si ritrova rischia di infrangersi come una bomboniera di svaroschi.


Stavo spulciando la scaletta del suo spettacolo.
Gli articoli raccattati sui siti ghei danno per scontato che tutti sappiano a memoria i titoli delle canzoni della mummia ballerina. Siccome io a stento riesco ad associare i nomi dei miei coinquilini ai loro volti, sono anche dovuto andare a riperscarmi i brani su ai tuns dove, ovviamente, ho una plei list intitolata, con grande slancio di fantasia: Tutto Madonna.
Lo scio’ si articola in quattro parti, come Vivaldi con le stagioni (figurati se poteva fare una cosa anche solo lontanamente originale).
Prima parte:

1) Pimp, in abiti Givenchy Madonna si immerge negli ambienti gangstar degli anni'20 che lei ricorda benissimo visto che in quegli anni lei già sgambettava insieme a Isadora Dancan e contrabbandava liquori per pagarsi le lezioni di danza.
A seguire, una quaterna musicale composta da:
Candy Shop

Beat Goes On

Human Nature
 (che mi ricorderà sempre un mio rimorchio a 20 anni durante un mio soggiorno a Maiemi. Lui ne aveva 35, pilota dell’aeronautica e allenatore di pallavolo. Un bono assurdo. La sfiga con gli uomini mi colpì solo qualche anno dopo).
Vogue: giuro su Dio che se accanto a me vedo qualcuno accennare ai passi del video, sradico una zolla di prato e lo soffoco infilandogliela in bocca.
Secondo blocco.
2) Old School, siamo negli anni '80, negli anni di Endi Uorrol. E' l'inizio della carriera di Madonna.
Periodo in cui lei vuole farci credere di essere nata artisticamente. Punti primo: io sto ancora aspettando sta nascita artistica che ancora oggi mi si deve manifestare.
Punto secondo: daje co’ sta storia che lei faceva parte della Factori di quel bleffone di Uorrol. Ci sarà capitata una volta per caso mentre consegnava pizze a domicilio. Anche io sono stato una volta in gita scolastica al laboratorio di Zichichi sotto il gran Sasso ma questo non fa di me un fisico nucleare.
Into The Groove
(qui dicono che si mette a saltare la corda)
Heartbeat
- Borderline (qui gioca a campana)
Die Another Day
(qui Ruba bandiera in squadra con Rocco)
She's Not Me
(qui a Strega comanda color)
Music (qui chiamano il prete per l’estrema unzione)

Per il terzo blocco pare sia andata a fare provini ai campi nomadi vicino Roma e abbia raccattato un gruppo che fa la musica folk rumena che si alternerà a quella latina americana.
Credo che sarà durante questa persofmans che ne approfitterò per fare un giro per il prato alla ricerca di tori da monta al pascolo perché se ci sono 2 cose al mondo che detesto sono la musica zigana e quella latino americana tipo La Bamba.
Rain/Here Comes The Rain Again
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Devil Wouldn't Recognize You
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La Isla Bonita/Lela Pala Tute
: ma possibile che in vent’anni dalla sua uscita, nessuno le abbia detto che La Isla Bonita è la canzone più brutta del secolo? Mo vabbè che c’ha una figlia mezza ispanica baffuta e monociliare come Mariangela Fantozzi ma non ci può ammorbare ogni concerto co’ sta lagna.
Spanish Lesson: no, scusate, mi rimangio tutto, è questa la canzona più brutta da che, battendo un osso di cervo contro un tamburo fatto con pelle di lesbica, l’uomo inventò la musica.

Miles Away
Doli Doli
You Must Love Me: questa oltre ad essere brutta, porta pure sfiga. Grattata sincronizzata di 70 mila spettatori: la menzione sul libro dei Ghinnes del 2009 è garantita.
Quato blocco.
Siamo verso la fine e la gente impazzita inizierà a contorcersi come i miracolati di Lurd. Ci sarà chi inizierà a dire cose sconnesse come “è un artista fantastica”, “però a 50 anni, guarda che grinta”, “è la prova vivente che con la volontà puoi fare tutto” o “una volta le ho visto piegare cucchiaini con la telecinesi”.
Get Stupid (About saving the planet) 
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4 Minutes

Like A Prayer

Ray Of Light
Hung Up: a metà di questa canzone questa già sta sul furgoncino che la porta a “L’antica Pesa” a trastevere per farsi due rigatoni alla carbonara lasciando cantare, sempre in pleibec, Give It To Me a Patti Pravo, tanto ormai, a forza di tirarsi, sono uguali.