
Mi rendo conto che prima di esprimere un giudizio è cosa buona e giusta conoscere l’oggetto in questione ma è pur vero che non devo aspettare di partire per una vacanza su un’isola deserta insieme alla Carfagna per rendermi conto che, avendo poco spazio in valigia, dovendo scegliere tra un bichini in più e il cervello preferirebbe portare il secondo, dato che è la cosa più striminzita che possiede. Quindi pur non avendo ancora visto il film di prossima uscita “Diverso da chi?” mi permetto di esprimere un giudizio su questa pellicola dato che la trama è talmente articolata da entrare comodamente in un cartiglio dei baci Perugina: un ricchione, in coppia con un par suo da secoli, conosce una tipa, sbrocca, se ne innamora, la mette in cinta, poi torna dal compagno e formano una famiglia con tre genitori (a voli la scelta di capire se sono 2 padri e una madre, tre madri, tre padri, insomma un macello in stile JT liroi).
In questo periodo ho poche questioni che tormentano la mia mente e subito dopo la decisione se dare alla mia frangetta il verso a sinistra o a destra, il dilemma che mi ruba ore di sonno è decidere se andare a vedere o meno questo film. A dirla tutta, l’idea di vedere Argentero spogliato mi alletta ma è pur vero che mi basta recuperare in cantina il calendario di Max del 2002 e mi risparmio l’attacco di bile che mi verrebbe nel seguire un film che, non ho ben capito per quale motivo (leggo su una prestigiosa guida cinematografica) giace nel genere commedia romantica quando meriterebbe invece il genere fantascienza dato che un ghei che si converte e finisce a letto con una donna e ci fa quello che ci farebbe con un uomo (una volta capito però che le serrature da centrare sono altre) non può che essere un film più simile a La guerra dei mondi che a Lov stori.
Insomma dopo la canzone Luca era ghei, arriva un film che ha sottesa la stessa prospettiva esistenziale: se becchi quella giusta, non c’è Apollo del belvedere che tenga (non che Nigro lo sia ma, personalmente io me lo farei), capitoli e ci scappa se non la conversione definitiva, almeno un turbamento dei sensi.
Adesso io ho deciso di fare una cosa: telefono alla rivista “Concorsi per tutti” e voglio bandirne uno: si offre ricompensa di 100mila euro a chi porta un’esperienza di un ghei che, dopo aver accettato la sua omoricchionaggine, ha conosciuto una donna biologica e se ne è innamorato.
Anche qui, mi permetto di fare una previsione dicendo che potrei aspettare fino al giorno in cui sarò pronto per un monolocale in legno di noce che tanto nessuno verrà a reclamare il premio (per questo mi sono sbilanciato con la cifra).
Capisco che il cinema è il posto dove si celebrano le fantasie più sfrenate e vorremmo tutti vivere nella terra di mezzo di Padron Frodo o su un materasso 3metri per 3 circondato dagli attori della Cazan Prodacsion ma qui la sceneggiatura ha effettivamente esagerato tanto più se penso che se devo proprio perdere la testa per qualcuna lo farei per la Bellucci, non certo per la Gerini.
In tutto questo, la cosa che davvero mi sfugge, è il motivo per il quale contro Povia, che a San Remo più o meno ha portato una storia simile, gli esponenti dell’Arci si sono stracciati le vesti minacciando di gettarsi in piazza dandosi fuoco come i monaci buddisti a Lhasa e per “Diverso da chi?” hanno dato la loro benedizione. L’unica cosa che mi viene in mente è che la Cateleia abbia disposto che Mancuso (ndr: presidente della suddetta associazione dalle chiappe chiacchierate) venisse colpito da una pallottola d’Argentero pur di comprare il suo benestare.
Quindi, alla fine di queste considerazioni, credo proprio che per vederlo aspetterò l’uscita del cofanetto che sicuramente verrà realizzato allegando al film il cd di Povia e sarà distribuito in edicola con la promozione: “Eterosessualità? Sì, grazie. Corso rapido audio-video per convertire il ricchione che è in te (no! Il ricchione in questione sei tu!! Che hai capito brutto depravato!!??)”. in più, con la prima uscita un cilicio da viaggio e il libro degli esercizi spirituali di Mons. Ersilio Tonini.


