
Le mensole del bagno, anche se belle ampie, sono un accatastarsi di prodotti di bellezza. Non sono convinto fino in fondo della loro efficacia, ma mi crogiolo nell’illusione che lo siano. Insomma, ben lungi dall’essere un’ossessione, preferisco parlare di vezzo, tenera civetteria, ponendomi a metà strada tra Nivea (tanto varrebbe lavarmi la faccia con la polvere di alluminio che si accumula nei cantieri) e Sislei (per la quale non basterebbe lo stipendio mensile di un operaio di quel cantiere per acquistarla).
Per evitare pubblicità gratuita, eviterò di riportare il nome dei prodotti che adopero (pur ricordando ai produttori che sono sempre disposto ad offrirmi come testimonial). Dirò solamente che il tonico che uso ogni mattina era quasi finito. Quindi, stamani, vado nella farmacia sotto casa che è grande quanto un negozio Ichea e che di conseguenza è il paradiso per gli ipocondriaci del mio quartiere.
Mi guardo intorno e punto verso il bancone della BEEEPP. Cerco il mio tonico ma non lo trovo. Mi giro e vedo la dottoressa Possoesserleutile? Che mi guarda e mi sorride.
“Si cercavo il tonico della PPPEEPPPP”.
“Perché usa quel tonico?”, mi chiede socchiudendo l’occhio come una lince e scrutandomi il viso, avvicinandosi a 3 centimetri dalla mia pelle. Lei scuote la testa ed io provo l’imbarazzo di chi viene giudicato per essersi presentato ad un ricevimento indossando l’abito sbagliato.
Poi, mi afferra per un polso e mi porta davanti ad un macchinario con lo schermo. Prende una sonda dalla vaga forma fallica e mi tranquillizzo solo quando la punta verso la mia fronte. “Mi scusi ma voglio vedere la sua pelle di che tipo è, perché…mi…pare…” e si interrompe. Ho fatto da poco le analisi dell’hiv e, in confronto, giuro, ho provato meno ansia. “Le “pare”, come!? Per tutte le pelli, parli!!”, penso terrorizzato.
Mentre sullo schermo scorrono le immagini della mia epidermide ingrandita 70 miliardi di volte che me la fanno apparire come una palude disseminata di arbusti mi inizia a parlare di sebo, macchie rosse, verdi e blu, rivelatrici di secchezza da una parte e di eccessiva idratazione dall’altra.
“Come sospettavo”, mi dice senza distogliere lo sguardo dallo schermo. “Lei ha la pelle mista”.
La cosa non mi è nuova ma detta da lei, con quel tono, assume sfumature che gettano oscuri presagi di morte sul futuro del mio derma.
Continua a toccarmi la pelle della faccia: “Tu prendi molto sole, vero? Perché sulle guance la pelle si vede che è più sottile”.
Io rispondo che in verità, quest’anno, sarò andato al mare massimo 10 volte e sempre con creme fattore protettivo: scafandro da palombaro. “Allora ne devi aver preso molto da piccolo”. Ha l’insistenza della cartomante quando il cliente non conferma le sue predizioni. “Sarà…”, taglio corto per non entrare in polemica.
Da quel momento in poi parte a razzo, con i propulsori che bruciano ettolitri di benzina al secondo.
Io vengo investito dalle sue parole e aspetto un momento di pausa, che so, mentre riprende fiato, e poterle dire che voglio solo il mio tonico della BBBEEEPPPP.
È impossibile. Irrora i polmoni d’aria con delle branchie perché altrimenti non c’è spiegazione ad un monologo di 15 minuti durante i quali il mio atteggiamento passa però da scettico, a vagamente interessato a definitivamente sedotto.
“Ma allora io ho sempre sbagliato ad usare quei prodotti?!”, chiedo terrorizzato.
“Ma possiamo rimediare”, mi dice con complicità. Io neppure i testi delle canzoni della Spiers riesco a sciorinare con altrettanta padronanza e conoscenza quanto lei fa con i nomi dei prodotti, conoscendo per ognuno le percentuali di silicio, tormalina, sali minerali e alcol. Se lei è solo una semplice farmacista ed è così preparata non oso immaginare la sapienza che si annida nelle menti dei premi nobel per la chimica!
Ancora 5 minuti e la scena seguente vede me, chino sul bancone, che prendo appunti.
“Quindi”, le faccio chiedendo conferma, “il detergente della BBBEEEEPPPP, solo la mattina. Questo esfoliante, solo la sera ma a giorni alterni, riducendo l’applicazione con il sopraggiungere del freddo (promemoria: acquistare un barometro per verificare l’arrivo definitivo della bassa pressione) e solo nelle settimane di luna crescente. Giusto?”.
Lei sembra molto soddisfatta della prometeica missione appena compiuta. E anche quando poi, a chiusura, le chiedo delle semplici striscette depilatorie per il viso, anche su quelle, lei è l’esperta mondiale. E altri 10 minuti partono per spiegarmi come usarle per evitare che mi rimangano macchie scure sul viso che, per altro, lei ha già notato.
Alla fine, il lettore ottico conta: un latte detergente che sostituirà il mio sapone microesfoliante, un nuovo tonico più delicato del mio che, a suo dire va bene per sgrassarci il motore dello scuter, riequilibrante per la zona T e le striscette depilatorie. Mentre esco dalla farmacia, mi sembra di sentirla dire al collega “incredibile come la gente ancora abbocchi a ‘ste stronzate!”, ma forse è solo frutto della mia fantasia. Ricontrollo lo scontrino: beh, questa roba non è proprio a buon mercato.
Però, mi ha anche regalato due prove di una crema che dice faccia miracoli, quindi, cerco di rincuorarmi come farebbe chi riceve in omaggio una bicicletta montan baic con 14 marce dopo aver speso l’ira di dio per una batteria di pentole in acciaio.