martedì 2 ottobre 2007

VENITE A VIVERE A ROMA, OFFRO IO.


Ieri sera il mio coinquilino invita a cena un suo amico del Trentino che mi dicono essere una regione molto a nord al confine con la Lapponia. Roba di ghiacciai eterni, aria pulita, piumini ad agosto e negozianti che salutano quando entri per acquisti. Insomma: un incubo.
Vive a Roma ma evidentemente ancora non è stato completamente convertito alla “Roman Uei Ov Laiv” dal momento che inizia una solfa sul fatto che, lassù da lui, l’aria è pulita, che le porte di casa sono sempre aperte e che è il posto ideale per ritornare in sintonia con se stessi.
Punti di vista dal momento che se voglio sentire l’odore dei pini mi compro una scatola di Abre Magic, che preferisco la sera dare 4 mandate di chiave, mettere il paletto alla porta e azionare il disco registrato di un rotvailer che abbaia incazzato come gli avessero messo un peperoncino nel culo ma mi sento più sicuro che a vivere in una casetta di legno nel paesino di Cogne e se voglio ritrovare la pace con me stesso mi faccio una tisana al tiglio e mi ascolto il cd “Il canto delle balene” della collana “Le voci della natura”.
Insomma io a Roma ci sto proprio bene. Sarà che ci sono nato ed è facile muovermi quanto un Tupa Camaru nelle foreste vergini tra coccodrilli, insetti velenosi e boa costrictor.
Roma dà tanto e chiede tanto ma è un buon compromesso. Qui tutto è diverso e relativo, a cominciare dagli orari. A Roma non si dice “ci vediamo alle” ma “ci vediamo verso” perché a meno che non sei stato morso da un ragno mutante ed inizi a sparare ragnatele dai polsi ti trovi imbottigliato in un traffico da vittoria dei mondiali di calcio.
In nessun’altra città trovi scritto sul ponte di un cavalcavia con uno sprai rosso fuoco: AMO COSTANZA MA SENZA SPERANZA!! e sul muro di un palazzo poco distante: MARIA, SEI UNA ZZOCCOLA DEMMERDA!!.
Londra avrà pure Arrods, Parigi La Faiet e NY Blumindei ma non sono niente in confronto a MAS, i magazzini in via dello Statuto, 4 piani dove trovi di tutto, dalle gavette dei militarli, alle pellicce di astrakan all’arma del delitto di Garlasco ai cliscé per stampare dollari falsi. Dove le commesse si chiamano solo Gessica, Tamara e Cinzia, truccate con i pennarelli a punta larga della Carioca le quali, se gli chiedi dove sono i calzini ti rispondono “e che cazzo ne so…”. L’unico grande magazzino dove al reparto di biancheria intima ci trovi solo donnoni alti 2 metri, con tette turgide come sfere dal lancio del peso e che a Baia le madri li chiamano ancora Fernando o Julio.
Roma è la città dove si vive per strada, che ti tira fuori casa con la sua bellezza prepotente e che non ti lascia rientrare, neppure di notte, soprattutto se non hai mezzi tuoi. Perché se per caso ti si ferma la macchina nel fine settimana, dopo mezzanotte, tanto vale cambiare residenza e sostituirla con l’indirizzo dove ti trovi. I taxi a quell’ora sono figure di pura fantasia come il liocorno o la Bellucci che dice di essere un’attrice. I mezzi pubblici escono solo se si sta girando un film e il regista vuole una scena in cui la protagonista guarda con occhi lucidi fuori dal finestrino di un tram davanti ad una Roma notturna.
Adoro Roma perché è l’unica grande metropoli italiana dove si mischiano culture, odori, ma soprattutto puzze, di tutto il mondo. Passeggiare al mercato dell’Esquilino equivale ad un tuor con Avventure nel mondo. Indiani, cingalesi, marocchini, calabresi, tutti mischiati insieme in un orgia odorosa d’aglio, cumino e ‘nduja.
Solo a Roma puoi telefonare ad un ristorante chiedendo di prenotare per 7 e sentirti rispondere: “va bene, la prenotazione è fatta ma non so se alle 9, 30 trovate libero. Voi venite poi se c’è da aspettare 20, 25, 30 minuti vi fumate una sigaretta (una? Un pacchetto!) o vi fate un giro (testimonianza reale)”.
E’ questa la città dove è mejo “mejo” che “meglio” dove le signore portano le borze al braccio e dove la noia viene più esattamente descritta come gran rottura de cojoni.
Adoro Roma e i suoi quartieri. Le adolescenti di Prati che sembrano appena uscite dalla pubblicità di Madmuasel Coco, con i loro capelli castani liscissimi e le labbra rosa come germogli di rosa e quelle della Tuscolana con i gins falsi di Gucci a vita bassissima, un top strippato di “Corona” e in mezzo 25 chili di sovrappeso , sempre con la gomma in bocca e quell’incedere inconfondibile da lottatrice di Wrestling.
Insomma, saranno “all’immagine” le serate all’Ollivud di Milano, saranno limpidi i celi del Trentino e buone le friselle di Lecce ma io, mica mi ci vedrei tanto lontano da qui.

venerdì 28 settembre 2007

LASCIATE IN PACE VITTORIO!!


Io sono il primo ad ammettere che pur di avere Vittorio de “l’isola dei famosi” accanto a me per tutta la vita facendomelo saldare dietro da lo stagnaro con una mescola di acciaio e piombo sarei disposto a propormi come cavia umana per la ricerca del antivirus dell’ebola ma ragazzi, basta con queste illazioni.
Possibile che ogni volta che in un realiti entra in gioco uno che non sembri l’attore che interpretava Mariangela, la figlia racchia di Fantozzi, tutta la comunità omoricchia entra in fermento? Con la metà delle energie impiegate per scrivere: “io l’ho visto in un locale di tendenza” (a parte che neppure mia nonna che chiama i froci “invertiti” usa ancora il termine “di tendenza” per descrivere un posto di ghei) o “un amico di uno che ho conosciuto l’estate scorsa a Torre del Lago dice che se l’è fatto e che va con tutti” (e ti pare non ci sarebbe stata una migrazione di massa in Versilia, roba da scena pre-impatto del meteorite in “Dip Impact”) noi ghei avremmo già raggiunto tutti i diritti che ancora ci mancano compresi l’adozione, la reversibilità della pensione e la licenza di chiamare “mamma” nostra suocera.
L’ho sentito dire di Tom Cruis, di Bred Pit e persino di Renato Zero (questa davvero un’infamia brutta brutta) e mi sono sempre chiesto: ma anche fossero froci, ma sti cazzi!!!
Perché pure se Bred Pit lo è, ma come ci arrivo io a lui? Non è uno del genere lo becchi al Caming Aut (n.d.r. ritrovo “di tendenza” di lesbiche rissose, froce anoressiche e studenti calabresi fuori sede appena arrivati nella Capitale, pieni di sogni nella testa e speranze nelle valige di cartone) o sulle chat con un profilo tipo: “bell’attore di Ollivud lo da a tutti come se non fosse suo”.
Mo se qualcuno avesse davvero avuto la fortuna di intruppare il proprio bagagliaio sul cofano del bel Vittorio (lo so, io so fare bene tre cose: la prima non la posso dire, la seconda è la ruota con spaccata all’arrivo e la terza sono le metafore), buon per lui mane dubito. E ancora, fosse vero che è omoaffettivo (come dice la nutria con gli occhiali di ACP) ripeto, lo posso incontrare, gli posso mai piacere, in una parola: me lo dà? No, e allora chissenefrega se preferisce il fringuello alla passerotta (io bisogna che mi decida a scrivere il libro che da anni ho in mente “Metafore per tutti”)
Nel dubbio comunque continuo sempre a proporre mia madre come bersaglio mobile per le esercitazioni di tiro dei cecchini delle teste di cuoio pur di poter fare pioggia e vento con il finanziere toscano (n.d.r. sti toscani, quanti guai combinano!)

giovedì 27 settembre 2007

Il giorno della liberazione è prossimo: ACP Nominato!

Dicono che la meditazione prolungata focalizzandosi su un punto fisso (nel mio caso lo schermo televisivo) possa procurare degli stati d’allucinazione tipo madonne che appaiono su nuvole dorate o alieni che atterrano in soggiorno profetizzando la fine del mondo nel 2025.
Per questo ieri sera non capisco bene se quella che vedo apparire alle 21, 07 su rai2 è la Ventura o il frutto di un mio trip mentale. Anche stavolta infatti Simo emana luce cosmica dal proprio volto. Da fonti certe so che la Svizzera alla prossima puntata dell’isola ci taglia le forniture di energia. Non hanno infatti ancora capito se tutta questa elettricità serve al direttore della fotografia per spianare con le luci il viso della conduttrice o se in qualche laboratorio si sta tentando di piegare l’asse spazio temporale sperimentando un reattore in grado di superare la velocità della luce.
Ad ogni modo questa volta hanno tolto almeno un paio di calze dalla telecamera ed è solo ieri quindi che mi accorgo che la Ventura ha le narici, proprio come tutti gli altri esseri umani! Portata in trionfo da un paio di tette (hanno imposto alla produzione che dalla prossima puntata facciano scorrere anche il loro nome nei titoli di coda) che la conducono per mano al centro dello studio, Simo saluta i propri ospiti e soprattutto la sinuosa Giovanna Maglie che forse ha le sue cose infatti sembra più gonfia del solito. Sotto le sue terga una poltroncina ormai in fin di vita sventola un cartello con su scritto: “Vi prego, non fatemi più soffrire: fintemi con un colpo d’ascia!!”.
Arriva il momento di presentare i non famosi ai famosi. Quindi ennesimo momento di panico in studio perché non si capisce chi vada presentato a chi.
Ad ACP la prima settimana da naufrago ha giovato. In parte perché non ha mosso una paglia quindi è fresco come una rosa di campo e poi perché finalmente è dimagrito e gli arriva in diretta l’autorizzazione per poter finalmente transitare attraverso il canale di Suez senza rischio di incagliarsi sul fondale. Io più lo vedo più mi verrebbe voglia di usarlo come fantoccio per gli addestramenti dei tori da corrida. Ha quell’aria di sufficienza da secchione ed è convinto di avere a che fare con dei ritardati (il che in effetti…). Per fortuna c’è la figlia segreta di Villa e della Sora Lella che lo rimette sempre in riga soprattutto quando cerca di intortare tutti con una teoria economica secondo la quale: se l’energia spesa per pescare è superiore ai risultati ottenuti allora tanto vale evitare di pescare per risparmiare energie” (ecco perché io l’esame di economia non lo farò mai).
La Villa, che non va in giro con l’anello al naso, gli fa capire con i suoi modi da educanda del Collegio Notre Dam di Ginevra che “sta a di una cazzata grossa come la sua panza e quindi se non vuole pescare manco mangia. ACP che è una poveraccia presuntuosa prima accetta stizzito l’astinenza dal cibo (che non può che fargli bene) poi quando vede gli altri farsi una spigola ai ferri con contorno di telline e spolverizzata di cocco ci ripensa e mangia a 4 palmenti.
Come non bastasse ad un certo punto il programma sembra cambiare diventando un documentario sugli aguzzini nazisti della seconda guerra mondiale. La tata di ACP infatti non può che essere una capo’ scampata a Norimberga che ha cambiato il nome da Inga a Gegè e che invece di riparare in Argentina s’è rifugiata a casa dell’odioso.
Parte quindi un clippone riassuntivo sulle biografie dei non famosi illustrate dallo stesso spicher delle televendite dell’ab-pro, l’attrezzo che serve per gli addominali ma che in realtà al secondo utilizzo ti costringe al busto ortopedico per 4 mesi. Quello che mi fa più tenerezza di tutti è Sandrone, il bancario che è la versione sfigata di Calimero , la clip ce lo fa vedere alle prese con i suoi esercizi di forza mentale di sta cazzo d’arte marziale inventato a quanto parere da una suora per difendersi nei ghetti del terzo mondo dagli assalti sessuali degli uomini o, più probabile, per corcarli di legnate per costringerli ad allungarle le mani sotto la tonaca.
Finalmente si arriva alla prima eliminazione dei vip (??!). intervistano il padre della Salvataggio che si incespica nel parlare e con un lapsus froidiano espone quello che è il suo vero pensiero “speriamo che la cacciano via sta svergognata, tanto che ci sta a fare a mostrare le tette su un isola dove sono tutti ghei?” e, infatti, tutto il pubblico rimane sconcertato davanti all’esisto che coglie tutto di sorpresa! Esce la Salvataggio!! Tutto il pubblico quindi di corsa a chiamare gli alibratori per andare a riscuotere le proprie puntate nei centri scommesse. Nessuno se lo aspettava e pare che le vincite siano altissime.
La Ventura continua con dei soliloqui incomprensibili. Solo alla fine si fa avanti uno studioso di archeologia del vicino Oriente e ci rassicura che quello che parla in realtà è un dialetto aramaico estinto nel IV sec a.C. e che presto provvederà a pubblicare in allegato a TV Sorrisi e Canzoni la traduzione di tutte e 16 le puntate.
Ma se c’è una cosa che Simo sa fare davvero sono le televendite. Parte quella della Toscano immobiliare e devo dire infatti che grazie a lei dal mese prossimo pagherò meno l’affitto di casa. Pare infatti che da quando ha iniziato questa sponsorizzazione ci sia stato un crollo delle richieste d’appartamenti. A breve anche una riduzione dei tassi d’interesse sui mutui variabili per l’acquisto di beni immobili.
Ritorniamo in studio e vediamo i non famosi buttati su una zatteraccia alla deriva che solo dopo si scopre essere in realtà ACP che fa il morto a galla. Io continuo a notare solo Vittorio il finanziere che è sempre più bono. Per riprendermi tiro una sniffata di aceto.
Accanto a lui, attaccata come un tatuaggio, c’è VIvana Spagna, l’ex porno-poliziotta secsi, (la somiglianza tra lei e la cantante del “Cerchio della vita” è impressionante). Grazie alla innegabile capacità di Simo di spiegare le regole del gioco, solo alle 22, 30 i non famosi capiscono che uno di loro verrà fatto fuori.
Panico sulla zattera vivente. Uno ad uno vengono nominati quelli salvi dall’eliminazione e per aiutarli a bruciare qualche caloria di troppo, visto che sono ad un Cleb Med con open bar e buffè a volontà 24 ore su 24, li fanno buttare a nuoto verso l’isola con una cassa piombata da trasportare come zavorra aggiuntiva. VIvana si lancia ma pare non sia mai approdata. Solo oggi arriva la comunicazione da Mazzara del Vallo. Scambiata per una profuga marocchina è stata rimbarcata dalla capitaneria di porto verso l’Onduras.
Alla fine rimane solo Tiziana che viene eliminata. Sì, la casalinga sposata, con 2 figlie che, cuore di mamma, aveva dichiarato di voler fuggire dalla gabbia dorata della sua vita.
Se le avessero rapito le figlie e le avessero mandato un mozzicone d’orecchio di una delle due per posta avrebbe avuto un’espressione meno disperata. Sa che appena torna a casa, il marito, e noi moralmente con lui, la prende a colpi di mazza ferrata per quello che ha detto.
Come fosse una partita di ping pong si passa da una sponda all’altra (no, sto parlando di sponde reali questa volta) e torniamo dai meno sconosciuti. Interventi vari, tutti c’hanno da dire qualcosa soprattutto Malgi per il quale le lettere dell’alfabeto sono evidentemente 20 visto che per lui “T”e “D” fanno lettera unica. Ma s’è capito questo da che cacchio di provincia arriva?
Intanto i meno famosi arrivano all’isola e avviene l’incontro con gli sconosciuti, sedicenti VIP. Entra Vittorio e Malgioglio cerca di fargli credere che da loro ci si presenta non stringendosi la mano ma facendosi un pompino. Ma Vittorio, che ha giurato amore eterno solo a me, glissa.
Siamo alle “nonvipnominescion”. La Ventura si rilancia in una funambolica spiegazione delle regole che in bocca a lei sono, se occorresse ancora ribadirlo, chiare come una centuria di Nostradamus. E già tra gli autori serpeggia l’idea per la prossima puntata di convocare una medium per interpretare quello che dice.
E’ una levata di scudi: tutti i nonfa (che sta per “non famosi”, mi sono rotto di scriverlo per intero, da ora sono così!) nominano Sandrone al punto che pure lui per non sentirsi escluso vorrebbe bruciare il suo santino sul braciere delle caldarroste.
A questo punto: colpo di scena.
Simo reintroduce dopo 2 anni di assenza l’Ultima spiaggia. La Salvataggio e la casalinga senza cuore vengono portate li. La seconda intuisce una scianz di fuga e sarebbe pronta a vendere l’anima delle figlie al diavolo pur di restare (la sua l’ha già venduta ai provini). Parte l’ennesimo televoto a pagamento (e poi dicono che le famiglie italiane non arrivano a fine mese, ti credo!!!). La casalinga vince e scoppia in un pianto liberatorio. Secondo me ha scompensi mentali molto pericolosi quindi è meglio che se ne stia li ancora un po’. Io lo dico per l’incolumità delle figlie…
Ma anche i vip sono giunti alle nominescion. Arriva a votare anche Lisa Fusco, o la donna tagliata in due. E’ talmente nana che viene impallata dal braciere per cui Simo pare parlare con un focolare che risponde in napoletano. Pur di attirare l’attenzione la nana attacca una tammuriata in dialetto come se ne vedevano solo nei documentari dell’Istituto Luce sulla Napoli disastrata del secondo dopoguerra.
Continua il passaggio di auricolare tra i vip nominanti. Non oso immaginare che bacillario con vibrioni del colere possa essere diventato, roba da epatite fulminante.
Il nominato dai vip, anche qui il responso esce inaspettatamente come una flautolenza in una sagra dei fagioli, è ACP. A casa stappiamo lo scimapagn che conservavamo per il giorno della mia laurea perchè questo è un evento molto, troppo, più importante!!
(a Massimiliano, non massi :) )

mercoledì 26 settembre 2007

BIGODINI E MONTAGNE RUSSE

Non mettevo piede a Luneur, il luna parc di Roma, da quando nel lontano 19XX ci andai con i miei compagni di classe e da quando Fabio Irsuti, seduto accanto a me sulla barca basculante, non mi vomitò cisburger di mecdonald sulle scarpe. Da allora chissà perchè ogni volta che sono salito su una giostra mi sono sempre assicurato che quello che mi sedeva accanto fosse digiuno da almeno 12 ore.
Ieri sera sono tornato sul luogo del delitto per la festa di lancio del film Ersprai. Arriviamo verso le 23, 30 all’ingresso per le liste e subito, per far vedere quanto sono introdotto nel giro dello sciobiz (roba che io a quest’ora sto a letto da almeno 2 ore), toppo il nome della casa di distribuzione ma a giudicare dal parter che mi circonda non mi sembra di essere sulla cruaset di Cann. E’ pieno di femmine vestite come se fossero appena scese dal palco del Cica Cica Bum di via Emilia dopo aver ballato avvinghiate ad un palo di alluminio sotto gli sguardi di arzilli vecchietti sottilmente descrivibili come vecchi bavosi. Gli uomini per lo più in giacca. Ma io dico, hai capito di che tipo di film si tratta e in che lochescion si tiene? Il protagonista del film è un travestito grasso vestito di viola e per tre quarti del film si canta e si balla con le crinoline sotto le gonne e la lacca sui capelli (ma non è la cerimonia d’insediamento delle guardie svizzere al Vaticano) l’invito poi era arrotolato in un bigodino (adoro i gagget che puoi poi riutilizzare, come le bomboniere a cavatappi a forma di delfino in silverpleit) e tu che fai? Ti vesti come stessi andando a chiedere un prestito in banca?










Alle liste mi affibbiano l’ormai immancabile braccialetto
in fibra ti titanio rinforzato di quelli che adoperano in america per gli arresti domiciliari che mi da diritto ad un numero illimitato di consumazioni. Ci brillano subito gli occhi anche perché mi ricordo che l’accoppiata alcol e montagne russe è una di quelle terapie del benessere che ho letto su Salute, l’inserto del benessere di Repubblica. Io non so chi se lo è inventato sto cappio per polsi so solo che per togliertelo o passi in una fabbrica di anodizzati e te lo fai tagliare con una sega circolare o ti rassegni e te lo tieni per sempre (io ho ancora al polso quelli de: il privè di Muccassassina, il Mammamia di Torre del lago, la laug area dello Scialè e della Sma di San Giovanni, ormai te lo danno anche lì). Molte delle attrazioni del parco sono a nostra disposizione e, cosa più invitante, sono gratis! Quindi saliamo subito sul tagatà (n.d.r. una piattaforma che gira come il cavallo meccanico che trovate nei locali per cau boi in texas o in quello per lesbiche ovunque) e capiamo che la serata è una di quelle VIP che ricorderemo con gli amici davanti ad un caminetto acceso quando saremo vecchi. Con noi infatti sale Chelli Le Bruc ancora con in dosso il vestito scarlatto della Signora in rosso. Un po’ ingrazzata ma sempre fiera con la sua criniera vaporosa. Il mio amico Edu mi da una gomitata e mi corregge: in realtà è Leopoldo Mastelloni con uno spenserino anni ’80 in finta pelle tendente al lattice affiancato dalla “famosadanataleasantostefano” Demetra Empton. Qualcuno deve aver detto al “bestemmiatore di Posillipo” che “su quella giostra ti sbattono ben bene!”. Fatto sta che, andando via dal parc, alle 2, lo trovo ancora li sopra avvinghiato mentre la sua parrucca lo implora di scendere.











Il mio, è un gruppo di temerari aperti ad ogni emozione ma più di tutti c’è Francesca, una vera corsara del brivido.










Unica sua funzione della serata: reggere i nostri caschi, borsette e cellulari mentre noi ci lanciavamo su montagne russe e Flipperoni. “Dai vieni! Sali”. La picara del brivido rispondeva orgogliosa: “no c’ho paura”, “no vomito” e un’sempre verde “dopo giuro che salgo!”. Alla fine la convinciamo a seguirci nella casa dell’orrore il cui unico spavento me lo prendo quando vedo un inserviente del parco accoglierci alla fine del percorso, sembra una via di mezzo tre Zio Tibia Del Cript Sciò e Merigliani la mattina appena sveglio prima che arrivino i sacerdoti con i canopi pronti al rito di imbalsamazione quotidiana. Usciti dalla casa dell’orrore Francesca è eccitata come avesse appena fatto bangi giamping sulle cascate del Niagara si gira e ci fa: “Ragazzi, un’emozione così forte non la provavo da quando da piccola giocavo con il cavallo a dondolo!”
Per riprenderci dalle forti emozioni decidiamo di dare l’assalto al bar affollato come piazza del popolo il 31 dicenbre del 1999 alle 23, 57. I barman erano quanto di meglio si potesse trovare: giravano i drinc con il dito e per scecherarli mettevano gli ingredienti in bocca, gorgogliavano e poi te lo sputavano nei bicchieri. Avendo io il sacro braccialetto dei fri drinc i miei cari amici mi costringono a schiaffare per 20 minuti il mio braccio sotto il muso del barista. Nel frattempo mi sono svitato li braccio come la sposa cadavere, l’ho appoggiato sul bancone e me ne sono andato in pista a ballare a ballare un po’. Dopo il 12esimo drinc sono tornato a riprendermelo.















Provati dall’alcol, dalle giostre e soprattutto dalle minacce continue di Edo di vomitarci addosso da un momento all’altro decidiamo che è ora di tornarcene a casa ma non senza essere passati prima al CTO dove mi hanno riscontrato una lussazione alla spalla da Flipperone guaribile in 5 giorni e una frattura allo stinco grazie Francesca che sul Tagatà, legiadra come una ippopotamessa ballerina della “danza delle ore” di Fantasia, mi ha assestato un colpo con lo stivale da corsaro.
Per fiori e cioccolatini, portateli pure a: traumatologia maschie, 3° piano, stanza 12. Io sono li che aiuto gli infermieri ad avvitare i bulloni allentati che fissano il parrucchino di Mastelloni ricoverato ne letto accanto al mio.

lunedì 24 settembre 2007

4 lettere e serve per vincere a tombola.


Vi prego, qualcuno vanga da me e mi dia un pizzicotto o mi spenga una sigaretta sul braccio perché forse sto sognando. Ho appena letto dell’ennesima ipocrita polemica sul culo delle miss. Già il fatto di chiamare le natiche “b said” è tanto ipocrita quanto chiamare anziani i vecchi, non vedenti i cieche e omoaffettivi (come si definisce quell’attacco di colica renale di Alessandrocecchipaone) i froci.
Coos’è sto b said? Di cosa s’ha paura a chiamarlo culo? E’ poco elegante farlo vedere in prima serata? Immagino quindi che il raffinato balletto endoscopico della scossa dell’ereditiera di carlo conti alle 7 di sera sia uno special di Nescional Geografic Cianel sulla conduzione dell’elettricità attraverso i corpi solidi. O forse non lo si vuole riprendere per non offendere l’innocenza dei bambini? Ma quali, quelli che alle elementari si scambiano già via cellulare scene di film porno?
“E’ necessità - ha detto nella breve conferenza stampa Patrizia Mirigliani, la figlia della mummia di Opmet IV - di valutare le ragazze nel loro complesso, ma non dimentichiamo che Miss Italia va in televisione, dove una ripresa, un'immagine sbagliata può ingenerare vojeurismo”.Del resto, si sa, chi guarda miss Italia lo fa per sentir parlare le candidate, sapere il nome dei loro cuccioli di cani tratti in salvo da una discarica, o vedere come riescono a rigirare una frittata con un colpo di padella.
A questo punto il prossimo anno diamo anche 5 serate ai test d’ammissione alle facoltà d’ingegneria. Sai che odiens!
Siamo a un concorso di bellezza e io voglio vedere la bellezza e il culo è un elemento di valutazione dell’armonia di un corpo. Il fatto che poi lo abbia chiesto Mariotti, stilista per Gattinoni, superghei (quindi sai a lui che piacere gli fa vedere il culo di una donna) è una richiesta più che lecita.
"Il nostro grosso impegno -- continua la principessa d’Egitto - è quello di conciliare il rispetto per l'essere umano e la necessità di mostrarne le caratteristiche fisiche”. Neppure stesse ad una conferenza all’ONU sul rispetto dei deportati a Guantanamo.
Ma possiamo capire la sua preoccupazione volta alla salvaguardia di queste povere ragazze, iscritte in massa chi per gioco, chi perché segnate da un’amica, chi per una sfida con loro stesse (ma vatti a fare la scalate delle tre cime del Lavaredo se vuoi metterti alla prova!) e che dopo questa esperienza vorranno tutte tornare dal loro fidanzato, dai bambini del centro per orfani dove lavorano o ad iscriversi alla facoltà di matematica.
Nessuna di loro infatti intende lavorare “nelmondodellospettacolo” andando ad ingrossare le fila di subrettine paralitiche e smutandate riprese con inquadrature ginecologiche degne di una menzione speciale agli oscar del porno di Las vegas.
Abbasso il politicalli correct quando diventa ottuso e ipocrita. Evviva i ciechi, i vecchi e, soprattutto, il culo!!

venerdì 21 settembre 2007

Ma le det ta Goggi!!

Io davvero non lo so che m’ha detto sta testaccia bacata ieri sera! C’erano tutti i segnali. La lite lasera prima su Rai2 tra l’essere virtuale creato da Lucas (n.d.r. Simona “jar jar bincs” Ventura) e la nutria ipertrofica (n.d.r. Alessandrocecchipaone), il programmone nazional popolare, Maic “L’alba dei morti viventi” Buongiorno e Loretta “La donna che visse due, ma anche quattro, volte” Goggi e io che vado a fare? Mi vado a vedere Anno Zero che dedicava la serata a Beppe “sai che novità” Grillo, roba che ora te lo ritrovi anche nei video di bordo degli aerei a seguire dopo le indicazioni su come allacciare le cinture di sicurezza. E pensare che c’era chi mi aveva anche fotocopiato il paginone di TV Sorrisi e Canzoni con le immaginette da camposanto delle miss. La mia repulsa per il sesso femminile e una finta necessità di variare il mio palinsesto televisivo, fatto di mondezza vera, con qualcosa di più serio non ha fatto altro che farmi perdere la lite tra le due cariatidi della chermes che premia ogni anno la più bella del reame. Meno male che le tecnologie mi vengono in aiuto. Ma come fanno quelli in Cina o in Afganistan a vivere senza internet e iutub? Come fanno a non vedere i filmati, chessò, dei laureandi della Normale di Pisa che si danno fuoco alle scorregge o le insegnanti di matematica che improvvisano orgette nella pausa merenda con tre ragazzini di 14 anni?

Devo dire che la Goggi ha fatto bbenneee. Anche se, prima che con Maic, si sarebbe dovuta incazzare con le maestranza del programma per:
1) la scalinata che le hanno fatto scendere. Aveva il 75% di pendenza e al terzultimo gradino le è apparsa tutta la sua vita davanti gli occhi come in un film, compresa la versione remixata di “maledetta primavera” che mandavano qualche anno fa nei peggiori locali ghei d’Italia e del canton ticino;
2) il vestito leggero e volatile come una colata di pece che la faceva sembrare una lapide di ghisa nera;
3) il parrucchiere che ha fatto una brutta copia dell’acconciatura della Ventura che era una brutta copia dell’acconciatura di Madonna.
In più mettici la menopausa, te credo che quella povera donna si fa saltare la mosca al naso.
Giuro di fare ammenda. Io la finale non me la perdo neppure se mi chiamano dalla Farnesina dicendomi che stanno usando mia madre come scudo umano nei territori occupati.

giovedì 20 settembre 2007

UN TUFFO SULL'ISOLA DEI FAMOSI (?) 5.


Dunque ho fatto un calcolo a spanna. Se io mi tuffo dal bastione di Castel Sant’Angelo, sfuggendo a pantegane grosse come draghi di Comodo e inizio a scendere il Tevere con un blando stile libero, a fine giornata dovrei essere ad Ostia. Da li taglio dritto verso lo stretto di Gibilterra. Una sosta, 4 redbul e riparto per il rash finale. Mi faccio l’Atlantico a rana e, non voglio essere troppo ottimista ma, in capo a 3 settimane dovrei essere in Onduras, poi, un po’ la fame, un po’ il mio fascino, un po’ la minaccia di sgozzargli il cane Tobia a cui tiene tanto, Vittorio dovrebbe cedere e accettare di diventare il mio fidanzato. So che non posso pretendere che tutti ieri sera abbiano visto “L’’isola dei famosi” quindi mi sembra giusto chiarire che il tipo in questione è uno dei naufraghi non famosi dell’edizione di quest’anno.

37 anni, finanziere, timido ma soprattutto un sorriso che te la fai sotto appena lo vedi.
E’ dunque partita la quinta edizione de “L’isola dei famosi” (accidenti come vola il tempo quando ci si diverte!). La Ventura era bellissima, complice un vestito rosso di Valentino, l’opera dei maestri scalpellini dell’opificio delle pietre dure di Firenze e di quel trucchetto di ripresa telecinematografica chiamato “calza” (n.d.r. un filtro che attenua i tratti del viso) ieri sera però sostituita da un calzettone di lana pesante grazie alla quale Simona sembrava levigata come una porcellana di Limong.
Al primo primopiano della ventura scopro però che, al di la dell’effetto calzettone, c’è qualcosa di strano. Ha gli zigomi come due pomi d’ottone, fossette sulle guance mai viste prima e denti da roditore, nel complesso sembra il coniglio gigante di Donni Darko. Credo che il vero gioco di quest’anno sia: “Che s’è rifatta la ventura? (come al solito si gioca inviando sms, chiamando da numero fisso o dal mobile, tariffe soggette all’operatore). Nei campi larghi poi sfoggia una siluet da armadio a un’anta di Ikea: praticamente dalle spalle ai fianchi è una linea retta. Punto vita: non pervenuto. In cima a tutto questo, un’acconciatura alla Madonna in Eng Ap, solo 3 anni in ritardo con la moda, ma bella.
I partecipanti sono ormai ben “noti” a tutti, se volete ripassare la lista dei deportati andate al post “naufraghi di tutti il mondo: unitevi!
Buttati su un vaporetto di contrabbandieri nicaraguensi, inizia la solita tarantelle della conversazione tra sordi (e anche un po’ ritardati), tra la Ventura che per spiegare un gioco semplice come nascondino ti ci mette 45 minuti riuscendo a non farsi capire per niente. Dall’altra parte una nidiata di aquile tra le quali spiccano sta nana da circo napoletana con le zeppe di sughero che fa la simpatica ma che in realtà sbatteresti su uno scoglio come un polipo, ACP con lo sguardo imbarazzato (ha forse capito di aver fatto una cazzata accettando di partecipare all’Isola), Manuela Villa che, poverina, non è grassa, ha solo le ossa un po' grosse ma aprirà noci di cocco spaccandole con gli adduttori dell'interno coscia e Malgioglio che si rifiuta di lanciarsi in mare perché non sa nuotare, particolare non trascurabile visto che andrà su un isola grossa come un portacenere.
I naufraghi saltano quindi in acqua e a nuoto si dirigono verso la riva. Non appena ACP si lancia vedo alle sue spalle una baleniera giapponese puntargli contro un arpione, solo quando lo sentono parlare si accorgono che è troppo antipatico per essere un balenottero e rinfoderano l’arma.
La conversazione tra i naufraghi e la ventura si fa sempre più incomprensibile, le voci arrivano con 2 secondi di ritardo dando al tutto un vago sapore di commedia dell’assurdo che fa tanto Ibsen. Ma possibile che mandiamo gli uomini sulla luna e non riusciamo a superare sto problema audio?! Sembra l’armata di Brancaleone alle Crociate, roba che se il Camerun prende Rai 2 non ci mettono niente a dichiaraci guerra, vincerla e annetterci come colonia.
Malgioglio è una vecchia tornata stanca con il carrello carico di verdura dal mercato rionale. O Dio dei ghei!!! Scegli: o fai diventare etero lui o mi ci fai diventare a me! Io sulla stessa sponda di quel rudere non ci voglio stare!
Arrivati alla postazione di voto troviamo lì ad attenderli un ex naufrago, ex dj, ex della Jespica, ancora però figlio di Facchinetti dei Pooh: Francesco, vestito come un pappone di Miami che quest’anno sarà l’inviato dall’isola. Tutto, basta che non canta.
A questo punto si passa alla conoscenza dei non famosi che, ovviamente e a ragione, non conosciamo, tanto quanto i sedicenti famosi. Per fortuna la regia ogni volta che stacca da un gruppo all’altro (separati in due lochescion diverse) ha il buon cuore di scrivere in sovrimpressione “isola dei famosi”, “isola dei non famosi”, distinguerli altrimenti sarebbe impossibile.
Il gruppo mi fa simpatia. C’è una madre di famiglia di Udine che molto maternamente ha deciso di partecipare per fuggire alla monotonia della sua vita che la fa sentire in gabbia (questa mi sa che a Udine non torna…).
Una ex poliziotta tutta secsi, roba da commedia erotica degli anni ’70: “La capitana si fa tutta la caserma”.
Claudio, un muratore coatto romano per il quale non ringrazierò mai abbastanza il casting per esportare come al solito un’immagine per niente stereotipata del romano. C’eravamo appena ripresi dal crollo d’immagine causato da Floriana del GF e ora questo. Sta fresco Veltroni a fare festival del cinema e nuovi piani regolatori.
E poi lui: Vittorio. Sentite, patti chiari amicizia lunga: qui tocca spendere almeno 100 euro di sms s botta. Questo deve vincere!!
Da qui 4 chiacchiere tra amico con la Ventura che parla di animali sull’isola e ‘sti 4 guitti attaccano a parlare di tope pelose. Quest’anno la parola d’ordine del programma è: eleganza.
Il programma volge verso il termine con le nominescion dei VIP (?). E qui, il fatto di essere ancora in piedi alle 11 (per me che mi corico alle 9, 30 è un sacrificio inumano) viene ripagato da ACP che attacca una mega pippa galattica sul fatto che lui i nomi non li fa, che non è corretto, che è diseducativo, che non si piega alle congiure finendo a rissa verbale con la Ventura che alla fine, giustamente sbrocca e gli dice: “la tua spocchia mettitela da un’altra parte!”. BRAVA!!!
Da quando ha deciso di diventare paladino di tutte le diversità, ACP è semplicemente insopportabile. Roba che se lo vedo rincorrere da una squadra di nazischin chiederei una spranga anche io e li seguo.
Arriviamo così alla fine. Le votazioni quest’anno si ispirano alla caccia alle streghe: si deve prendere la foto del candidato e la si brucia su una pira. Probabilmente il prossimo anno daranno direttamente bamboline vudu su cui appuntare spilloni. Quindi niente più lavagnette, così evitiamo scene imbarazzanti di analfabetizazione dei concorrenti.
Ora, vado a mettere il costume da bagno. Chi volesse seguirmi, alle 13 tuffo da ponte sant’Angelo.