giovedì 26 giugno 2008

COSI' T'IMPARI!!"-nuovo caso


Dopo l’episodio della rubrica “Così ti impari!” con la storia dell’artista vestita da sposa che decide di andare in medio oriente facendo autostop e che, pensa che strano, viene uccisa da un turco che poi va al matrimonio della cugina facendo le foto con la videocamera della vittima (che sembra una sceneggiatura scritta da Almodovar al ritorno della sagra della Mariuana di Fara Sabina), non pensavo avrei trovato facilmente materiale altrettanto buono e invece oggi, spulciando tra i fatti di cronaca di Repubblica, solo dopo aver letto il Uol Strit Giurnal, Le Figarò, Die Zeitung e, come al solito, Saiens, trovo questa notizia:
VENEZIA - Un uomo è morto ieri a Mestre, per un colpo di calore, durante le manifestazioni in corso per contrastare la realizzazione di un campo per nomadi. Secondo fonti della Lega Nord, che sostiene il gruppo di cittadini che si contrappone alla costruzione del campo, la vittima è Gino Serena, di 77 anni.
Ma ora io dico, se c’è una cosa che ogni estate arriva puntuale come la conduzione di Sonia Grei a Uno Mattina Estate è il solito avviso che si può trovare su tutti i tg d’Italia e che è sempre lo stesso da quando sono nato: “Soprattutto per gli anziani, evitare di uscire durante le ore più calde della giornata, riparasi dal calore, bere molta acqua e mangiare frutta fresca”. E questo che fa? Non solo esce con 4 milioni di gradi che, dalle parti di Mestre sono anche umidi per cui ti pare di camminare immerso fino al collo in una palude di mucillagine ma va pure in un campo nomadi dove se anche fosse sopravvissuto al caldo un vibrione del colera se lo prendeva e lo portava dritto al Creatore dei Leghisti (ndr: un dio simile al nostro ma avvolto in una tunica verde e che vuole il dislocamento amministrativo dal Paradiso centralista e ladrone).
E poi mi immagino questo, già incazzato perché, per non farsi mancare nulla, era anche invalido, sarà andato lì con il dente avvelenato perché qualche zingarello gli aveva sfilato il bastone mentre camminava facendolo cadere nel Canal grande, è ovvio che gli siano schioppate le coronarie (giuro che sull’atlante medico scientifico della Zanichelli il collasso si chiama “schioppo del cuore”).
Ora io me la prendo sempre con le lesbiche ma quando ho davanti gli zingari, le prime riescono ad essermi addirittura simpatiche e fosse per me io i campi nomadi li piazzerei su delle chiatte galleggianti in rotta verso il triangolo delle Bermuda, però leggendo questo articolo, non posso far a meno di dire: “Ecco, così ti impari!”

lunedì 23 giugno 2008

E' PIU' IDIOTA UNA RISPOSTA O UNA DOMANDA?


Per invogliarci a fare qualche domanda, una qualsiasi pur di rompere la cortina di silenzio che regnava durante le sue lezioni, il nostro professore di economia politica all’università, un giorno, ci esortò ad esprimere i nostri dubbi dicendo: “Ragazzi chiedete, senza reticenze perché non esistono domande stupide ma solo risposte stupide”. Di sicuro la frase non era sua anche perché qualche altra volta io ‘sta cosa l’ho sentita ripetere e l’ho sempre condivisa. Ma oggi, leggendo l’esternazione di Gattuso, che mi dicono essere un giocatore dell’Italia (io non li conosco per nome ma solo di faccia e di pacco quando pubblicano le loro foto esultando in mezzo al campo mezzi nudi per una vittoria) e non un docente di morale in qualche istituto universitario, scoprivo la sua avversione ai matrimoni omoricchioni perché crede nell’istituzione del sacramento che è valido solo tra uomo e donna, aggiungendo che a lui le coppie ghei fanno strano.
Ma non è che Rino sia impazzito e durante un’intervista, alla domanda: “che ne pensa della squalifica della Francia agli Europei?” è partito con una filippica sul fatto che per lui le coppie “vere” sono quelle formate da un lui e una lei e non da un lui che vorrebbe essere lei e un altro lui che vorrebbe essere, se possibile, ancora più una lei.
L’intervistatore, latore della curiosità della più vasta popolazione di CT sulla terra, cosa gli va a chiedere? “Cosa ne pensa delle unioni omosessuali?”, che detta così tanto valeva gli chiedesse dove fosse il bagno delle signore.
Quindi per questo oggi mi sono chiesto se non sia vero anche il contrario dell’affermazione del mio professore ovvero: non esistono risposte stupide ma solo domande idiote. Io figuriamoci se voglio difendere l’ignoranza della gente, tanto più che sogno staccionate dipinte di verde intorno al giardino di casa, una stanza per i bambini e una familiare guidata da mio marito, ma mi rendo conto che non ci si può stupire se non esce sangue da una pietra (a meno che questa pietra non sia la Madonna di Civitavecchia che invece fiotta come un ruscelletto).
Io la trovo una dichiarazione del tutto coerente con il personaggio e le vesti lacerate dei rappresentanti ghei che si dicono dispiaciuti per questa dichiarazione perché i giocatori sono esempio per tanti giovani e quindi le loro esternazioni omofobe potrebbe ingenerare razzismo, è una idiozia bella e buona. Non spetta ai giocatori ne agli attori ne ai conduttori dell’Italia sul 2 dare esempi di vita. La gente, per fortuna, è meno idiota di quanto si possa credere.
Non mi pare infatti che ci siano milioni di adolescenti che fumano crack, vanno in giro senza mutande e frequentano ereditiere di facili costumi (scegliete voi quale delle tre cose sia la peggiore) solo perché Britni Spirs lo fa. Il mio mito è la Moroni della Prova del Cuoco eppure io se voglio mangiare una lasagna o me la compro o non c'è verso che me la sappia preparare da solo.

giovedì 19 giugno 2008

olliGhei On AIS (seconda parte)


Il motivo per il quale il braccio sinistro è più lungo di 5 centimetri rispetto al destro non è dovuto solo al fatto che da piccolo mia madre mi trascinava per quel polso quando mi rifiutavo di seguirla spontaneamente nelle stanze delle punizioni corporali perché, ad esempio, avevo osato aprire bocca senza il suo permesso in presenza di estranei, ma anche perchè a scuola ero uno di quegli alunni svegli, attenti, sempre pronti ad intervenire alzando la mano fino al soffitto e la cui descrizione fluttua a metà strada tra l’aggettivo saccente e cacacazzi.
E quando uno tende al ruolo di prima donna, prima o poi in qualche incidente incappa.
Insomma se, per dire, fai pattinaggio da 4 mesi e sei anche bravino ma di certo non ti chiama il CONI per portare il tricolore alle olimpiadi al posto di quella scopa secca della Costner, sarebbe il caso di non fare il gradasso lanciandoti oltre le tue possibilità.
E’ un sabato pomeriggio al Palaghiaccio di Marino. Io convinco mezza classe del liceo a venire a pattinare con me, non per il gusto di fare qualcosa insieme ma perchè volevo un pubblico compiacente. Ora, ripeto, dopo così poco tempo uno a mala pena si regge in piedi sulle lame, figuriamoci se può fare chissà che cosa.
Rispetto però a loro ero ovviamente una libellula della Groenlandia quindi è ovvio che iniziassero a chiedermi: “sai fare i salti? E le trottole? Oddio, come si dice…vabbè quando salti due volte di seguito e poi ti avviti…?”.
“E certo, che ci vuole?”. Figurati se “so tutto io, so fare tutto io” si tira indietro. Insomma, abbozzo qualche salto che in realtà sembra il lancio stanco di sacco di patate sulla camionetta di un agricoltore. La grazia è la stessa almeno. Poi parto con una trottola. Ora avevo iniziato a provarla non più di un mese prima e ancora c’erano quelle due, trecento cosette che mi sfuggivano su come tenere l’equilibrio durante l’avvitamento.
Prendo la rincorsa, curvo, inizio ad avvitarmi quando ad un certo punto il pavimento diventa il soffitto e il soffitto il pavimento. Cadendo mi appoggio con il gomito che, s’è c’è una cosa che il primo giorno di corso ti dicono di non fare è proprio quella. Io sento un rumore che non saprei descrivervi se non paragonandolo a quello di un osso che si frattura.
I miei compagni sono tutti lì, ad assistere alla mia disfatta ma hanno la compiacenza di chiedermi se va tutto bene.
Io sento un dolore che a mala pena riesco a fare un cenno con la mano cercando di rassicurarli mentre, partendo da San Silvestro e passando per la Vergine e la Natività, mi bestemmio a mente tutto il calendario cristiano e pure quello ortodosso con Cirillo e Metodio.
A quel punto, la mia bocca esala un flebile fiato: “Esco un secondo che mi fa un po’ male il gomito”.
Nel frattempo mi inizia a girare la testa, mi si annebbia la vista, inizio a barcollare, ma faccio in tempo a dire ad un assistente: “mi sa che mi sono rotto il braccio”, poi crollo svenuto sul parapetto della pista andando a sbatterci sopra la fronte e il ginocchio.
Nella scena successiva ci sono io in un’ambulanza. Sento parole confuse tra le quali distinguo solo “che coglione”. Arrivo al CTO che praticamente sembravo una marmellata di fico, tumefatto e ammaccato. Il tempo di raccogliermi e mettermi dentro un vasetto da confettura con una targhetta con su scritto Insy Loan e mi spediscono nel reparto traumatologico.
Alla prima visita il medico mi chiede cosa sia successo. Riesco solo a dire: “il ghiaccio”. E lui: “caduto sugli sci?”. E io: “no pattinaggio sul ghiaccio”. Lui ha un espressione di mal celata disapprovazione e per smorzare la tensione, fa un battutone: “E il tutù dov’è?”
Insomma: frattura scomposta del gomito, trauma alla gamba e al cranio. Scendo dal lettino e vado verso il reparto sostenuto dai miei genitori. Zoppico a tal punto che una vecchia di 600 anni su una sedia a rotelle si muove a compassione e fa per offrirmela. Ringrazio ma vado avanti.
Entro nella mi stanza da sei dove pareva di stare nel reparto assemblaggi dei cantieri per elicotteri della Agusta: chiodi, corde metalliche, tutori conficcati nella carne. Io ero quello messo meglio. Quello accanto a me mi chiede con compassione: “come ti sei ridotto così?” che detto da uno con 5 chiodi che sporgono dalla gamba, mi fa capire che devo sembrare un vero cesso. “ghiaccio”. E lui: “neve?”. E io: “Nooo, pattinaggio!”.
La sua espressione è la stessa del medico e sembra dire: ”questo è più frocio delle tre Sorelle Bandiera messe insieme”.
Dopo un’ora arriva un altro medico. Breve visita, poi mi chiede: “come è successo?”. Sto per dirgli “ghiaccio” ma ci ripenso e dico: “sono stato travolto da una slavina mentre affrontavo una pista nera”. Stavolta, finalmente, oltre all’espressione di compassione vedo anche un barlume di virile solidarietà.

CONTINUA...

martedì 17 giugno 2008

RICAPITOLANDO.


Io a Bologna, si sa, ci vado per trovare marito (e li qualcuno ci casca, visto che non credo mi conoscano ancora).
Ma voi altri aderenti alla manifestazione dell'orgoglio omfrocesco, per quale motivo partecipate? raccontatemi qualcosa del perchè andata, come andate, conchi andate.
Magari poi scriviamo un mega post del Praid a 60 mani (come le fettuccine fatte in casa con la pastamatic Simac, bei tempi...)

lunedì 16 giugno 2008

OlliGhei On AIS (prima parte)


C’è un motivo per cui non ho mai detto a mio padre di essere un abitante dell’altra sponda ed è una ragione semplice e banale: non capirebbe. Perché anche se sei in coma irreversibile e sei tenuto in vita da un respiratore artificiale ma tuo figlio, che ha precedentemente sgambettato (mio padre chiama così la danza) per sei anni, ti viene a dire che ha deciso di darsi al pattinaggio artistico sul ghiaccio (per dare un giusto continuum di virilità alla sua formazione sportiva), vuol dire che proprio non vuoi capire.
Ora io non so se quel fatto per cui il sesso di alcuni animali come i coccodrilli viene determinato dal calore ambientale sia vero o meno, fatto sta che a zero gradi e in presenza di costumi acrilici il cui spettro di colore va dal porpora al rosa confetto (meglio se con qualche inserto in tulle) i maschi diventano ricchioni e le femmine mignotte.
Certo sapevo che non stavo andando a un corso di sopravvivenza per paramilitari, ma che fossero tutti ghei, non me lo aspettavo proprio. E quando dico tutti intendo pattinatori, insegnanti, giudici e persino i piloti d’aereo che sorvolavano accidentalmente le piste di ghiaccio (no, non è questo il motivo, gli stiuart sono froci anche ad alte temperature).
Insomma mi sono fatto 6 anni allenandomi almeno tre ore al giorno 5 giorni a settimana ma, nonostante tutto questo, riuscivo ad arrivare sempre ultimo anche quella volta che gareggiai nella categoria dei i diversamente abili (che, per ovvi motivi, concorrevano su delle slitte), gruppo nel quale ero riuscito a farmi iscrivere grazie alle compiacenze di un direttore di gara sul quale mi prodigai in trottole e spirali dell’amore che manco Catarina Vit ai tempi delle Olimpiadi di Saraievo (prima quindi che diventasse pingue come una cassiera di un supermercato di Monaco di Baviera) avrebbe potuto eguagliare.

CONTINUA...

FERMENTO


Chi mi conosce sa che non faccio marchette, non perchè abbia una morale che mi induca a non farle ma semplicemente perchè nessuno si arrischierebbe a mettersi nelle mie mani per fare pubblicità a qualcosa cui tenga.
Quindi prendertelo solo come un suggeriemto per sfuggire alla calura estiva (lo so che pare di stare in Goenlandia ma a metà giugno comunque è una frase fatta che va detta): Fermento è un locale molto carino, aperto da poco sulle rive del Tevere. Io ci sono andato e, nonostante non abbia il minimo gusto per l'alcol (del resto una Brunello d'annata o l'alcol contenuto in una lacca sprai per me vanno bene uguale) devo dire che loro ce l'hanno, quindi potete anche farvi consigliare da loro.

venerdì 13 giugno 2008

A bologna.


Quadraretto Viu è famoso in tutta Roma per i suoi i suoi panini con la frittata di carciofi che per le soste in auto strada sono un tonico formidabile. Il suo compagno è capace di distillare una grappa fortissima semplicemnete facendo fermentare della mollica di pane con il succo d'arancia dentro bottigliette usate di acqua Lete (ha fatto un corso accellerato nel reparto trans di Regina Cieli quando la misero dentro per spaccio di silicone importato dalla Cambogia).
Io so un sacco di barzellette (che però, chi mi conose, sa essere in realtà brandelli di questa cosa buffa chiamata vita).
Jastis, ci assicura copertura legale qualora la poliza srtradale ci fermasse per adescaggio nelle piazzole lungo il tragitto.
Insomma il 28 giugno io propongo una carovana con meta Bologna per il Praid nazionle. Vediamo se la reazione sarà ancora più forte di quella di Roma.
Chi viene?

PS: informazini ulteriori sul menù su: http://quadrarettoview.blogspot.com/