martedì 13 novembre 2007

GRANDI POTERI PORTANO GRANDE SFIGA.




















Si chiamava Saifer e quando gli autori degli “X men” partorirono questo personaggio probabilmente dovevano essere appena usciti da un attacco di dissenteria da intossicazione di cozze del porto di Napoli perché nel gruppo dei “Nuovi Mutanti” era quello con il potere più inutile che si potesse immaginare. Ora ditemi voi se tra super eroi che hanno la capacità di volare, di cambiare il clima, di sparare raggi distruttivi dagli occhi arriva questo biondino, mingherlino e, secondo me pure un po’ “allegro” (da leggere con una strizzata d’occhio ammiccante che intende dire “ci siamo capiti, no?) che come potere ha quello di parlare tutte le lingue anche quelle aliene e dei compiuter, insomma, come il dono dello spirito santo ai discepoli dopo la pentecoste.
Decisamente un potere utilissimo visto che ogni 5 pagine i “Nuovi Mutanti” dovevano scontrarsi con nemici in grado di annientare universi interi con il potere della mente ed era quindi indispensabile che ci fosse un membro del gruppo che potesse sfinire il nemico traducendogli l’Anabasi di Senofonte il 5.678 lingue diverse. Un super-inutile, c’è poco da aggiungere. Tant’è che quando gli autori si rialzarono definitivamente dalla tazza del cesso, lo fecero morire.
Anche io ho un potere mutante bizzarro come quello di Saifer, ma che al contrario del suo avrebbe grosse potenzialità. Dico avrebbe perchè si tratta della capacità di far morire ogni strumento elettronico ma, ecco la controindicazione, solo se di mia proprietà.
E’ successo infatti che ieri, dopo esser stato depredato del mio aipod (per il ladro del quale invoco sempre le forze del maligno che se lo prendano e strazino lui e tutta la sua famiglia per l’eternità) vado a comporre un sms sul cellulare e i tasti non scrivono più o, meglio, funzionano ma fanno come gli pare, facendo apparire lettere incomprensibili in uno strano fenomeno di telescrittura, come i medium, per cui adesso so esattamente quando e perché finirà il mondo ma non posso scrivere ad un amico se ci vediamo per bere una birra.
La cosa non mi sorprende affatto: solo questo cellulare l’ho già fatto riparare 2 volte ma ora che è scaduta la garanzia gli lascerò raggiungere il paradiso dei cellulari.
Come tutti quelli dotati di super poteri anche io ebbi la mia epifania da piccolo. Tutto è cominciato con il mio primo compiuter, un Commodor vic 20 regalatomi per la comunione. Tempo di durata: 2 giorni. Trasformatore bruciato.
Sono poi passato al Geim boi: 2, uno morto per batteria ossidato, l’altro non meglio specificate cause.
Videoregistratori fatti fuori: anche qui 2. Uno in particolare seguiva una dieta dissociata particolare a base di nastri magnetici.
Con l’avvento dei cellulari il mio potere non ha fatto altro che espandersi. Al centro Nokia ormai mi chiamano per nome. Su un totale di 4 aipod 2 morti senza motivo e gli altri, terrorizzati, hanno preferito farsi rubare che finire fulminati come gli altri.
il lettore-registratore DVD già portato una volta al centro assistenza, ora da di nuovo problemi ma lo ignoro. Lui mi insulta scrivendo parolacce sul dispplei ma io gli rispondo che se non vuole essere gettato e riciclato in un pappagallo di plastica del reparto di geriatria del Sant’Eugenio fa bene a non fare troppo lo stronzo. La TV: fusibile fulminato, di notte, nel sonno (il mio però) quindi se ne è andato senza soffrire.
Non sto a dilungarmi nella lunga sequela di stereo, uolcmen e macchine fotografiche digitali. Ho una voce mensile dedicata a “riparazione e sostituzioni”. Insomma dove c’è un circuito, una batteria, due fili di rame e una presa passo io e salta tutto.
Circa due anni fa andai a ballare all’Hub di Lucca (ndr: locale ghei di paese dove i ghei, a differenza dei loro corrispettivi di città vestono camice con i polsini abbottonati e ignorano l’esistenza di palestre) con due miei amici. Uno di essi un pioniere del navigatore satellitare. Non capimmo subito cosa stesse succedendo visto che, a naso, ci sembrava non fosse quella indicata dalla vocina del tomtom la strada giusta. Capii che anche in quel caso era colpa mia solo quando trovammo un cartello con su scritto “benvenuti a Gorizia, comune denuclearizzato gemellato con Bonn”.
E’ per questo che io ho la più vasta collezione di scontrini dopo quella di tanga di Rosi Bindi. Ho un intero scaffale della libreria dedicata ai libretti delle garanzie, li conservo tutti e la sera quando non prendo sonno mi lascio avvincere dai rocamboleschi cavilli assicurativo della Indesit o della Sony.
Fui anche contattato dai servizi segreti per il blec aut nazionale del settembre del 2002 ma li tranquillizzai spiegando che questo potere funziona solo se danneggia esclusivamente me. Per questo porto i capelli corti: vorrei evitare di morire fulminato con il fon con il rischio di essere ritrovato cadavere, seminudo e magari ancora con lo smalto fresco ai piedi.
Insomma fossi nato ai tempi di Edison, oggi andremmo ancora in giro con la candela.

lunedì 12 novembre 2007

SABATO SCORSO: SOPRAVVISSUTO.

da bambino rimasi molto colpito quando uno scienziato, Interpellato da un giornalista, disse che a seguito di un’eventuale guerra termo nucleare i soliti essere in grado di sopravvivere sarebbero stati gli scarafaggi e i topi. Evidentemente non conosceva la capacità di resistenza dei ghei e, anche se non tutti, beh, almeno io lo sono di sicuro.
Sabato sera infatti, nonostante l’influenza, nonostante l’erpes labiale che mi aveva reso il labro superiore come un er beg esploso, nonostante la fiacca del post MuccaAssassina (sì, lo so, mi ero ripromesso che sarei andato al cinema e a letto presto ma se c’è una cosa che non si deve mai fare è fidarsi dei miei intenti) sono riuscito ad andare alla serata Anisecsual @ Alien organizzata dal mio amico costumista quasi affermato e ho fatto benissimo.
Si vede che stavolta qualcuno ha pensato all’animazione e all’allestimento più dei soliti 45 secondi, investendo più dei consueti 5 euro, 3 tichet Restorant e 20 figurine dei calciatori della Panini.
Finalmente una realizzazione degna d’esser chiamata tale anche perchè, diciamocelo, non è che basta mettere 3 finocchie di 12 chili (in 3, ovviamente) truccate come un carro del carnevale di Viareggio che a stento stanno in piedi perché (professioniste) si sono bevute anche l’acetone dello smalto e barcollano fuoritempo su un palco allestito come la recita di fine anno di una scuola uzbeka e vestiti con la carta stagnola quando il tema è “Even on Ert”.
NY primi anno ‘80 era il tema? E NY primi anno ’80 era l’allestimento. Animazione e performaz in linea, coreografie fatte da coreografi e non da reietti delle selezioni di Amici di Maria.
Bella gente e, soprattutto, i cessi non erano intasati con quintali di carta igienica come in genere succede (non so swe anche questo facesse parte del tema nuiorchese ma l’ho apprezzato molto).

ADDIO INSYPOD.


Grazie a tutti per il sostegno. Chi ne ha uno sa bene quanto ci si possa affezionare ad un oggetto del genere che è sì icona del più sfacciato materialismo ma che poi assume un anima proprio per la sua caratteristica di sincretizzare un una tavoletta di plastica i nostri gusti, le nostre esperienze e i nostri ricordi, permettendoci di portali sempre con noi.
Le due cose che più mi rattristano è il fatto che li ci fosse la mia musica (certo niente di irreperibile visti che c'era roba come Britni ed Er Sprai e non l'ultima direzione di Toscanini alla Scala in edizione limitata), le mie foto (per fortuna non quelle sconce della mia prima comunione vestito con un saio da fraticello di due taglie di meno quando all'epoca avevo pure 10 kg di più) i miei video (anche qui non c’era confessione in esclusiva dell’assassino della ragazza americana di Perugia), ma è quel senso di intimità violata che mi disturba, il fatto che qualcuno che non vorresti mai possa frugare tra i tuoi gusti per poi cancellarli in un minuto buttando via una composizione che mi ha richiesto 2 anni e tutto questo per fare posto ai suoi dati o a quelli del compratore della refurtiva (anche lui verrà colpito, e con lui tutti i suoi parenti fino al 5° grado, dalla maledizione di Insy, quindi non morte immediata ma lenta agonia). La seconda cosa che mi addolora è che lo abbia rubato in casa sfruttando l’ospitalità dal mio coinquilino dopo la serata all’Alien ed è per questo che la sua fine avverrà dopo una lenta agonia invece che con una pietosa morte immediata perché il tradimento dell’ospitalità fa anche più schifo che sputtanarsi per un semplice ipod.

domenica 11 novembre 2007

LUTTO

Oggi sono in lutto. Ieri mi hanno rubato L'ipod e solo chi ne possiede uno sa quanto sia tragica la cosa. Al limite, se veniva a mancare mio zio soffrivo di meno.
Spero di riprendermi presto e spero che il ladro venga investito da una betoniera ma non deve morire sul colpo, nooo, deve sopravvivere per ricevere la notizia della madre sbranata da una muta di pechinesi mannari mentre lui si trova costretto in un polmone d'acciaio che lo terrà in vita fino a che un blec aut bloccherà la macchina lasciandogli implodere i polmono morendo così asfissiato. se poi tutto questo avverrà mentre sta ascoltando musica con il mio ipod, beh, allora e solo in quel caso, potrò superare il trauma della mancanza.

venerdì 9 novembre 2007

DOMANI SERA LA MIA MORTE IN DIRETTA AD "ANISECSIUAL".





















Partiamo dal presupposto che io gli anni 80’ li ho appena sfiorati e consideriamo pure il fatto che quelli che ho vissuto io non sono stati esattamente gli stessi vissuti da Bianca Giagger allo studio 54 di NY.
Mentre lei, Baschia’ e Uorrol erano lì a volteggiare al ritmo di Silvester facendosi l’impossibile io ero a Roma cantando Simbolum 77 in parrocchia e facendomi di pizzette farcite con le patatine Stic della Cric Croc (ricetta brevettata dal miomiglioramico, che pure lui ci dava giù di ganascia).
E’ pur vero che se avessi avuto 20anni nei primi ’80 nella grande mela, considerato quello che girava all’epoca tra droghe e malattie e vista la mia capacità di gestire le dipendenze, oggi per parlare con me dovreste chiamare un medium.
Quindi domani sera, nonostante l’influenza incipiente, a costo di impastare acqua, farina e Zerinol per farne delle pagnottelle da portarmi appresso mi fiondo a “AneisecIsual” @ Alien, la serata che s’ispira ai club 80’ di Niu Iorc e questo non perché la organizza un mio amico carissimo, ormai da anni costumista quasi affermato che transita da una decina d’anni tra i 20 e i 30 anni ringiovanendo ogni volta misteriosamente dopo 2 settimane di irreperibilità che coincidono in genere con la scomparsa di bambini dai reparti maternità della Romania.
No! Ci andrò per scroccare drinc gratis a seguito di questo marchettone. Chi verrà sarà ricompensato con lo spettacolo di Ben Ti Vena (uno dei nomi d’arte del mio amico che ne ha ormai talmente tanti che la madre è così confusa che quando lo si rivolge a lui dice: “Scusa, Coso…”). Da non perdere il suo numero sui pattini a stivaletto con ruote in parallelo e scaldamuscoli a strisce colorate scippati dai polpacci della statua di cera di Eter Parisi del Madam Tussò di Tarquinia e al mio numero della vecchia che schiatta a centro pista sopraffatta da una trombosi causa coctel fatale di Negroni e antinfluenzali.

giovedì 8 novembre 2007

SIMO, LA ZUCCA PARLANTE. Ennesima puntata dell'Isola.



La settimana scorsa abbiamo lasciato la nostra Simona catturata a fine puntata da alcuni venditori di zucche americane che, viste le sue forme e il colore del suo vestito, l’hanno portata a Grin River in Oregon per essere venduta come la più grande zucca del mondo, in vista della notte di Allouin. Acquistata per 4000 dollari da una famiglia di coltivatori di mucche e, messa tutta la sera con una candela in testa a distribuire dolcetti a dei monelli del mid uest, è stata liberata solo 2 giorni fa dai suoi fedeli autori per essere riportata in patria in tempo per condurre la puntata di stasera (solo dopo aver pagato altri 4000 dollari di franchigia alla dogana).
Simo stasera ci stupisce con un incredibile vestito rosso rovinato però da una patacca di guacamole, testimonianza di uno spuntino tex mex fatto poco prima della diretta e, per rimediare, prima che Valentino la citi per danni d’immagine, ha la splendida idea di coprirlo con un fiocco rosso grosso come la testa di un toro il che le conferisce un’aria deliziosamente Natalizia.
La Maglie si vede che ha perso qualche etto visto che ha chiesto alla produzione di convertire il suo cascè in lassativi. E gli effetti si vedono!
Al suo fianco c’è sempre Simona Ventura che non si capisce per quale motivo si fa chiamare Silvana Giacobini.
Ma passiamo alla cronaca: la scorsa settimana in Ondulas sono cadute giusto due gocce d’acqua per cui l’isola sembra Niu Orlins dopo l’inondazione con il solo svantaggio che ACP è riuscito a partire per l’Italia prima che potesse essere risucchiato dai flutti.
Stranamente Simo, la zucca parlante, al ventesimo minuto di trasmissione ancora non ha fatto grossi inciampi con la lingua. Pare si tratti di miracolo collaterale della Madonnina di Civitavecchia dove la Ventura si è recata martedì scorso per un voto con la speranza di non far chiudere il programma prima del tempo, promettendo in cambio di non mettere piede nel ristorante di Dolce&Gabbana per almeno 2 mesi.
In studio c’è stasera lo zio di Vittorio che subito viene messo in mezzo per dirimere due quesiti fondamentali per tutto il paese: se il decreto legge sulla sicurezza verrà approvato e se sto benedetto Vittorio c’ha o no le chiappe chiacchierate. Dubbio che ormai non ho neppure più la madre del finanziere.
Finalmente Vittorio rompe gli indugi visto che fino a quel momento la sottile ironia “der mondezza” ancora non era stata evocata e dice: “sono due mesi che le lancette stanno alle sei e mezza”. Questa espressione però non mi suona del tutto nuova e recupero l’antolgia del liceo scoprendo che non è altro che una citazione di una poesia del Petrarca dedicata alla sua Laura. Insomma, Vittorio, bono ma zero originalità.
La Ventura ormai ha appreso l’arte d’arrangiarsi con poco tipico delle massaie che riescono a fare cena una per 6 con una scatola di fagioli, due fette di pane sciapo e mezzo chilo di fragole, e, arrabattandosi con i quattro ronzini che gli sono rimasti sull’isola, cerca di farci puntata provando a millantare flert tra chiunque: Vittorio e la russa (non il figlio del politico ma Victoria, la spacciatrice di gnocca), Miriana e Canonico, Bettarini e Costanzo, Stasi e la bicicletta, il barracuda e la noce di cocco.
Ancora una volta sembra di assistere a una puntata di medicina 33 dedicata alle disfunzioni erettili e al calo di desiderio post menopausa. Pare che nessuno (soprattutto Vittorio) si sogni di fare nulla con nessun’altro (soprattutto con Victoria) neppure con 2 cucchiai di Viagra sciolto di nascosto nel latte di cocco.
A quanto pare Victoria la russa è a un passo dalla morte perché si sta perdendo per strada le protesi alle tette ma al pensiero di tornare a ballare la balalaica in Siberia dissimula dicendo che si tratta solo di un occhio di pernice all’alluce. La Ventura è troppo inverosimile quando cerca di fare la buona, è come vedere Menghele dare lo sciroppo per la tosse al rabbino Toaf, e la invita a tornare a Milano per curarsi promettendole un ritocchino dal suo chirurgo di fiducia. Ma visto come ha ridotto la Ventura, Victoria si spaventa e annuncia che preferisce tornare in Russia a vendere le magliette di Corona’s sulle bancarella della piazza Rossa.
Finalmente, grazie alla petizione firmata dall’Arcighei, Emergensi e il wwf e sotto l’alto patrocinio dell’ONU, la produzione ha deciso di rimandare sull’isola Malgioglio sperando che stavolta venga davvero eletto regina di una di quelle fantastiche tribù indigene che sacrificano agli dei i loro regnanti e da allora sarà festa nazionale.
Scusate, scusate…fatemi capire bene? E’ arrivata una lettera del fidanzato a Manuela Villa? Alla versione robusta di Bad Spenser? Cioè lei è fidanzata e io no?! Dio!!!!!!! Dove sei!?!?!?!
Sono queste le cose che non capirò mai della vita ma, passiamo oltre. Dopo aver attaccato Caren per due mesi accusandola pure della morte di Ledi Daiana accecata dalla luce di un suo sorriso rimbalzato da Salerno fino al tunnel dell’Alma, con la faccia di bronzo Simona si rivolge al pubblico chiedendo di accogliere con calore e affetto Barbi Campania: una donna davvero eccezionale. Dopo questa dichiarazione però fa uno strano cenno con la mano che sulle prime non capisco poi, dagli spalti, partono in successione una frecciata che colpisce Caren in petto (acconciata come Emi Stiuart nel video “Cnoc on vud”), seguita poi da un colpo di fucile che la trapassa da parte a parte e per finire Simo tira fuori uno zippo dalla scollatura e le da fuoco al vestito gridando “muori strega maledetta! Vade retro Satan!!”.
A questo punto la parola passa alla Giacobini che vuole ricordare a Caren, ormai ridotta a tizzo di carbone, che questa settimana su Diva e Donna, il settimanale che si batte il primato di tirature con “La voce dell’oratorio” del Gesù Adolescente di Subiaco, esce una splendida borsa per la spesa con rotelle in 4 colori moda con le ricette tradizionali dell’isola a base di cocco e battute insipidi di dj Francesco. Non finisce di fare promozione al giornale che la Maglie non regge più e, ormai in overdose da lassativo, con una scoreggia, scioglie la direttrice in una nuvola di zolfo.
Ok, ci è appena arrivato il risultato del sondaggio fatto da Top Gerl, la rivista delle ragazze in, che chiedeva:
preferite che l’organizzazione Simon Visental riesca a catturare tutti gli ultimi aguzzini delle SS o volete che Malgioglio vada a raccogliere pomodori a Villa Literno e sparisca misteriosamente tra le piantagioni? Il risultato è sorprendente: vince la seconda ipotesi con il 99% dei voti mentre l’l% chiede il carcere immediato per chi non è d’accordo.
Momento della prova ricompensa ma, soprattutto, momento che mi vado a mettere la crema autoabbronzante perché tra lo scarico dei carboidrati e i capelli rasati assomiglio allo spirito di me stesso e ho paura che domani i miei colleghi, vedendomi, mi chiedono i numeri da giocare al Lotto.
Torno e ritrovo ancora Malgioglio che polemizza con Cattaneo. Ho deciso: da domani inizio le sedute di ipnosi per guarire dalla frocite e diventare finalmente etero, certo mi toccherà fare sesso con le donne ma almeno smetterò di avere anche solo una cosa in comune con queste due checche da operetta.
La cosa che stupisce è come Mirian Travisan che ha l’incisività di un deumidificatore della De Longhi ancora stia lì però è anche pur vero che continua ad aggirarsi per l’isola in compagnia di un mucchietto d’ossa ormai buono solo per fare un fondo di cottura per il bollito della Vigilia (ndr: il figlio di un ormai devastato dalla vergogna Gian Pol Belmondò) che sembra un passeggero del treno bianco per Lurd ma che però è ancora incredibilmente in gioco.
Finiamo con classe grazie a l’intervista a Lisa Fusco che in realtà è Camilla, la bambola con il passaporto, famosissima negli anno ‘80 e poi finita a far vedere le tette via satellite a tutta Italia (se penso quanto cazzo abbiamo speso per spedire in orbita un satellite geostazionario per poi utilizzarlo in questo modo mi viene voglia di andarmi a legare con le catene davanti all’ENEA). Oltre a tutto questo, per evitare gli stereotipi, si sono collegati con i genitori (Mario e Carmela: che fantasia) e altri 45.000 parenti, 2 pizze napoletane, Pulcinella che rotea una manciata di spaghetti con la pummarola e l’eruzione del Vesuvio alle loro spalle.
Mi sto per addormentare quando vengo svegliato dal botto finale. Arriva la telefonata del sedicente ex fidanzato di Caren che, da vero gentiluomo, ha rilasciato un’intervista sputtanando una presunta storia con Caren. Il tipo chiede spiegazione del perchè la Ventura, poco prima di dare alle fiamme la concorrente, gli abbia dato del “figlio di puttana” rivelando questa notizia a “Chi” e mettendo così in crisi una madre di famiglia.
A Simo non le pare vero e ribadisce l’elegante concetto!
Stasera puntata speciale sulla telefonata (arrivata purtroppo solo a mezzanotte) ad Annozero al posto dello speciale su Biagi (tanto quello è morto, può aspettare) nella quale si spiegherà come tutta la storia della tresca che Simo cercava di tirare fuori tra il mio Vittorio e la casertana, fino solo a una settimana fa, non creasse invece alcun contraccolpo sulla vita familiare di Caren.
Per una volta però sono completamente d’accordo con Simo, la zucca parlante: il sedicente ex, ha fatto davvero il figlio di puttana.

martedì 6 novembre 2007

SI SONO RICORDATI DI ME!

Sì, finalmente hanno scoperto che ci sono anch'io, ma le persone sbagliate. No, non sono stato fermato da Testino mentre passeggiavo per trastevere vestito da marinaretto chiedendomi se avessi mai pensato a fare il modello, nè m'è corsa appresso la Venturea implorandomi di andare a rimpiazzare Caren (ormai da quell'isola stanno andando via pure le palme e il barracuda) promettendomi Vittorio, Coco e una partita "tutti contro me" con la nazionale francese di regbi. Semplicemente a lavoro mi sono arrivati una serie di impicci quindi non ho avuto tempo di elargire i miei soliti brandelli di vita vissuta.
Adesso mi sbroglio e vengo.
INSY