
Si chiamava Saifer e quando gli autori degli “X men” partorirono questo personaggio probabilmente dovevano essere appena usciti da un attacco di dissenteria da intossicazione di cozze del porto di Napoli perché nel gruppo dei “Nuovi Mutanti” era quello con il potere più inutile che si potesse immaginare. Ora ditemi voi se tra super eroi che hanno la capacità di volare, di cambiare il clima, di sparare raggi distruttivi dagli occhi arriva questo biondino, mingherlino e, secondo me pure un po’ “allegro” (da leggere con una strizzata d’occhio ammiccante che intende dire “ci siamo capiti, no?) che come potere ha quello di parlare tutte le lingue anche quelle aliene e dei compiuter, insomma, come il dono dello spirito santo ai discepoli dopo la pentecoste.
Decisamente un potere utilissimo visto che ogni 5 pagine i “Nuovi Mutanti” dovevano scontrarsi con nemici in grado di annientare universi interi con il potere della mente ed era quindi indispensabile che ci fosse un membro del gruppo che potesse sfinire il nemico traducendogli l’Anabasi di Senofonte il 5.678 lingue diverse. Un super-inutile, c’è poco da aggiungere. Tant’è che quando gli autori si rialzarono definitivamente dalla tazza del cesso, lo fecero morire.
Anche io ho un potere mutante bizzarro come quello di Saifer, ma che al contrario del suo avrebbe grosse potenzialità. Dico avrebbe perchè si tratta della capacità di far morire ogni strumento elettronico ma, ecco la controindicazione, solo se di mia proprietà.
E’ successo infatti che ieri, dopo esser stato depredato del mio aipod (per il ladro del quale invoco sempre le forze del maligno che se lo prendano e strazino lui e tutta la sua famiglia per l’eternità) vado a comporre un sms sul cellulare e i tasti non scrivono più o, meglio, funzionano ma fanno come gli pare, facendo apparire lettere incomprensibili in uno strano fenomeno di telescrittura, come i medium, per cui adesso so esattamente quando e perché finirà il mondo ma non posso scrivere ad un amico se ci vediamo per bere una birra.
La cosa non mi sorprende affatto: solo questo cellulare l’ho già fatto riparare 2 volte ma ora che è scaduta la garanzia gli lascerò raggiungere il paradiso dei cellulari.
Come tutti quelli dotati di super poteri anche io ebbi la mia epifania da piccolo. Tutto è cominciato con il mio primo compiuter, un Commodor vic 20 regalatomi per la comunione. Tempo di durata: 2 giorni. Trasformatore bruciato.
Sono poi passato al Geim boi: 2, uno morto per batteria ossidato, l’altro non meglio specificate cause.
Videoregistratori fatti fuori: anche qui 2. Uno in particolare seguiva una dieta dissociata particolare a base di nastri magnetici.
Con l’avvento dei cellulari il mio potere non ha fatto altro che espandersi. Al centro Nokia ormai mi chiamano per nome. Su un totale di 4 aipod 2 morti senza motivo e gli altri, terrorizzati, hanno preferito farsi rubare che finire fulminati come gli altri.
il lettore-registratore DVD già portato una volta al centro assistenza, ora da di nuovo problemi ma lo ignoro. Lui mi insulta scrivendo parolacce sul dispplei ma io gli rispondo che se non vuole essere gettato e riciclato in un pappagallo di plastica del reparto di geriatria del Sant’Eugenio fa bene a non fare troppo lo stronzo. La TV: fusibile fulminato, di notte, nel sonno (il mio però) quindi se ne è andato senza soffrire.
Non sto a dilungarmi nella lunga sequela di stereo, uolcmen e macchine fotografiche digitali. Ho una voce mensile dedicata a “riparazione e sostituzioni”. Insomma dove c’è un circuito, una batteria, due fili di rame e una presa passo io e salta tutto.
Circa due anni fa andai a ballare all’Hub di Lucca (ndr: locale ghei di paese dove i ghei, a differenza dei loro corrispettivi di città vestono camice con i polsini abbottonati e ignorano l’esistenza di palestre) con due miei amici. Uno di essi un pioniere del navigatore satellitare. Non capimmo subito cosa stesse succedendo visto che, a naso, ci sembrava non fosse quella indicata dalla vocina del tomtom la strada giusta. Capii che anche in quel caso era colpa mia solo quando trovammo un cartello con su scritto “benvenuti a Gorizia, comune denuclearizzato gemellato con Bonn”.
E’ per questo che io ho la più vasta collezione di scontrini dopo quella di tanga di Rosi Bindi. Ho un intero scaffale della libreria dedicata ai libretti delle garanzie, li conservo tutti e la sera quando non prendo sonno mi lascio avvincere dai rocamboleschi cavilli assicurativo della Indesit o della Sony.
Fui anche contattato dai servizi segreti per il blec aut nazionale del settembre del 2002 ma li tranquillizzai spiegando che questo potere funziona solo se danneggia esclusivamente me. Per questo porto i capelli corti: vorrei evitare di morire fulminato con il fon con il rischio di essere ritrovato cadavere, seminudo e magari ancora con lo smalto fresco ai piedi.
Insomma fossi nato ai tempi di Edison, oggi andremmo ancora in giro con la candela.


