lunedì 28 giugno 2010

BUON PRAID, MA SIAMO PRAUD?


Carissimi e carissime, su gay.it ho pubblicato un pensiero sul mio praid.
INSY

giovedì 24 giugno 2010

VIDEO UFFICIALE DEL PRAID DI ROMA. VEDETE E PIANGETE.



Fatemi capire, quando il comitato per il Praid di Roma ha visto questa porcheria ha detto "oh, che bello! questo sì che rispecchia lo spirito della marcia di quest'anno!!".
Dunque, non abbiamo una legge che ci tuteli come individui, né una che ci permetta di sposarci facendoci sprofondare nel ranching delle nazioni più omofobe appena prima della Corea del nord e del Burchina Faso. Cammini per strada e ti pestano, ragazzi che si suicidano perché non riescono ad accettarsi e te che fai per risvegliare gli spiriti incitandoli a scendere in piazza? Un video intriso di stereotipi, privo di ironia, del tutto inadeguato ai propositi politici e seri che tanto andiamo cercando. E pretendi pure di essere credibile? La frocia che si depila vedendo Amici e Uil e Greis in conteporanea. Ma questa è l'immagine che il comitato Praid ha dei gai? Ed è questa quella che si vuole passare? Beh, ditemelo perché se è così io domani vado a fare la tessera a Casa Paund e prenoto le vacanze con Rauti.
Senza poi contare il livello di realizzazione che sembra fatto da un guercio con la camera di uno startac del '98. Ma con che faccia lanciamo l'immagine di un praid al mondo?
Qualcuno che ne sa più di me, me lo spiega per favore?

mercoledì 23 giugno 2010

A PARIGI SONO ANDATO, UN SUVENIR TI HO PORTATO.














Di ritorno dalla Francia, quattro cose che mi sono rimaste impresse di Parigi.
Puoi attraversare le strade senza preventivamente aver fatto testamento: qui le macchine si fermano.
Non è vero che se la tirano. Li ho trovati molto socievoli e alla mano (ma potrebbe anche essere stata la mia ubriachezza molesta h24 a farmeli vedere così).
Le parigine sono mortalmente eleganti e quando ti capita di incrociare una turista italiana con lo zainetto di Carpisa, le Ogan argentate non puoi non pensare che in confronto sembrino delle caldarrostare.
L’inglese è la lingua perduta delle gru, per cui anche se parli con un vocabolario di 21 parole ti considerano una specie di Olga Fernando.
I monumenti sembrano stati edificati dai titani quindi se vedi l’arco del trionfo in lontananza e dici “mah, non mi sembra lontano, ora ci arrivo a piedi” rischi di entrare nelle liste dei candidati per il trapianto delle gambe.
I ragazzi non ti propongono di fare sesso se non in multipli di due.
La globalizzazione ha portato Strarbacs ma non il bidé. È tanto difficile metterne uno accanto alla tazza? In oltre, se al fatto che la doccia era al piano superiore del nostro appartamento aggiungiamo la vivacità del mio intestino, eccola la che ho salito più scale in questi 4 giorni che in 10 anni di step.
“Putan” è un’esclamazione che sta al nostro “cazzo” ma per i primi 2 giorni, quando lo sentivo esclamare per strada, mi giravo.



PS: e se vi va di leggere il mio nuovo pezzo su gay.it, a me non può che far piacere.

martedì 15 giugno 2010

10 E' IL RAGAZZO PER ME.














Per far capire quanto i ghei siano interessati al calcio, ieri sera vado a vedere la partita a casa di un mio amico. L’incontro inizia alle 20,30. Io avendo solitamente l’agenda fitta di impegni come la novizia di un convento di clausura, non posso credere di avere finalmente qualcosa da fare che non sia vedere le repliche di SOS Tata e alle 20 sono già lì.
Alle 20, 30 siamo ancora in tre. I primi arrivano quando ormai la partita è iniziata da un pezzo e alcuni chiedono addirittura: “cosa state vedendo?”.
Certo io non posso parlare dal momento che vedo il calcio ogni 4 anni (motivo per cui ogni volta devo farmi rispiegare le regole base del calcio, compreso il fuorigioco e il perché non si possa anche ricevere il pallone con il bacher) ma devo ammettere che ieri, eccezion fatta per un paio di omotifosi ferrati sull’argomento, ero in buona compagnia.
Sulla tavola, il mio ospite ha riversato quintali di cibo, il 95% del quale precluso causa dieta e il restante 5% causa alito (c’erano degli ottimi pomodori coperti però da una piantagione d’aglio). Così, per evitare di avventarmi sul cibo, mi sono gonfiato lo stomaco con un ettolitro di Coca Zero che oltre a conferirmi a fine serata un addome gonfio che solo sulla strada del ritorno ha ritrovato le sue dimensioni originali a seguito di un rutto da 5 minuti e da 12 allarmi d’auto attivati, ha fatto sì che stanotte abbia passato più tempo in bagno a pisciare che sul materasso a dormire. In oltre, sempre per distrarmi dal cibo, mi sono gioco forza dovuto concentrare sulla partita (vedi: giocatori). Diciamo che il Paraguai non è certo la risposta sudamericana ai Die du Stad ma, come nell’ultima settimana di saldi, se ravani bene e ti accontenti un po’, alla fine qualche affare lo fai.
È inutile però dire quanto la mia attenzione sia stata catturata maggiormente dagli azzurri che nel complesso, dove ti lanci cadi bene confortato dal fatto che dove di viso non si possa avere il massimo, sai che quei milioni di chilometri macinati lungo le fasce hanno forgiato dei corpi niente male.
L’incontro è finito con un discreto 1-1. I commenti degli esperti erano piuttosto clementi. Stamattina La Repubblica assegnava un glorioso 6 e a seguire le solite pagelle, giocatore per giocatore ma siccome a noi della capacita dei calciatori di stoppare, dribblare e andare a rete ce ne frega più o meno come sapere il menù del pranzo di battesimo di Natan Falco Briatore ecco una mia personale pagella basata su ben altri talenti.
Pepe: piccolo, compatto e scattante come una siti car e in più con un bel viso. Comodo e me lo farei.
Camoranesi: è il quinto fratello Farias, siccome però non armonizzava con gli atri fratelli, ha preferito la via del calcio. Non me lo farei neppure minacciassero di sterminare la mia famiglia.
Zambrotta: avete presente i ritratti sui sarcofaghi del Faium o le sculture dell’isola di Pasqua? Non me lo farei se però non avessi visto una vecchia campagna di Dolce&Gabbana mutande, quindi, ripescaggio: me lo faccio comunque.
Marchisio: “Roma ladrona”. Mi sta sul cazzo, lo avrei mandato a giocare ad un torneo di bic vollei in un campo fatto di guano di piccioni. Per motivi patriottici: infattibile.
Montolivo: finalmente un nuovo aggettivo da alternare a “insipido”. Non me lo farei.
Iaquinta: nonostante ieri un temporale si fosse abbattuto su Città del Capo, sradicando alberi, sgretolando ponti e devastando foreste, la sua cresta è rimasta impennata per 90 minuti. Sospetto si tratti di un callo osseo. A parte questo, me lo farei.
Giardino: potrebbe far gola a un prete. A me, no.
Criscito: ma non è il trans F tu M del grande fratello 10?
De Rossi: prima era bello, adesso con questo luc un po’ ciancicato è pure secsi.
Cannavaro: è bello da sempre e con ogni luc: capelli lunghi, rasato, con la barba con le piaghe della peste bubbonica. Come lo metti, sta bene. Ovvio, me lo faccio.
Chiellini: condanno la perfidia di Lippi nell’averlo schierato durante i primi piani dell’inno accanto a De Rossi. Diciamo che inizi a smettere di trasalire dallo spavento ad almeno 70 metri di distanza. Ma magari gioca bene…No, grazi, direi che posso evitare.
Buffon: una pietra miliare. Ieri mi ha fatto una tenerezza con la calzamaglia sotto i pantaloncini per ripararsi dal freddo, lui che proprio di primo pelo non è. No, è troppo alto e a me l’idea di sembrare il ciuaua che fa sesso con l’alano mi imbarazza.
Di Natale: non sapevo chi cazzo fosse fino a quando non è entrato in campo sostituendo Gilardinino. Ci siamo guardati attraverso lo schermo ed è stato amore al primo colpo. Io stasera lo raggiungo in ritiro e domenica mi vedrò la partita in tribuna accanto alla Seredova e alle altre mogli dei calciatori. 10 sulla maglia, 10 nel mio cuore.
Concludo con una menzione speciale per il panchinista Gattuso.
Per me può anche parlarci con il pallone e può anche essere un genio del calcio ma mi ricordo benissimo le sue dichiarazioni omofobe tempo fa. Premettendo che non si deve per forza rispondere sempre a tute le domande ma spesso è meglio evitare di esprimere giudizi, voglio ricordare al calabrotto che qualche decennio fa, se il signor Lombroso lo avesse visto, lo avrebbe catalogato come morfotipo incline all’omicidio e, come niente, lo avrebbero sbattuto in un sanatorio. Per fortuna sua però i pregiudizi tendono a sparire con l’evoluzione della cultura. Ecco, si evolvesse anche lui.

sabato 12 giugno 2010

giovedì 10 giugno 2010

venerdì 4 giugno 2010

INSY: TUTTI I GIORNI, TUTTE LE SETTIMANE. IN PRATICA: UN INCUBO.








Io vi auguro di avere risvegli migliori il sabato mattina fatti di cornetti caldi, tiepidi raggi di sole che fendono le persiane della vostra camera e la notizia che la Santanché è stata sequestrata da un gruppo di integralisti islamico affetti da priapismo acuto ma, nel caso questo quadretto idilliaco non si realizzasse, sappiate che da questo sabato parte la mia rubrica settimanale sulle pagine on lain di GAY.IT.
Ovviamente mi ero proposto di occuparmi di politica finanziaria ma alla fine, con mio sommo rammarico, mi permetteranno di parlare solamente del vasto, rutilante, contraddittorio e spesso scabroso mondo omorecchionale.
Quindi se mi vedrete sempre meno presente sul mio blog a causa di una pigrizia ormai sconfinata, obblighi contrattuali mi costringeranno a pubblicare un pezzo a settimana su gay.it quindi a quanti, bontà o cattivo gusto loro, divertono le mie facezie, potranno trovarle ogni sabato mattina su quel portale.
Ciliegina sulla torta, tutte le mattine troverete un mio status fresco di giornata sempre sulla prima pagina del portale più invertito d'Itlaia.
Beh, a pensarci bene, se aggiungete che ho anche un ufficio a cui andare quotidianamente e un fidanzato ancora da abbindolare, proprio pigro non sono.
Vostro (e di molti altri),
INSY LOAN a volte riconosciuto come Alessandro Michetti

martedì 1 giugno 2010

QUANDO TOCCHI IL FONDO, SCAVA ANCORA UN PO' E TROVERAI VITTORIO FELTRI



















Diciamo che nel dubbio sarebbe sempre cosa opportuna non sbilanciarsi e appurare i fatti prima di esprimere un giudizio o scrivere un titolo del genere. Ma essendo io uno privo di equilibrio ed essendo appurato il fatto che Feltri è davvero un testa di cazzo posso tranquillamente dire che questo non è giornalismo ma provocazione becera e anche molto banale.






ps: so che riuscite ad affrontare i perigli della vita anche senza i miei post, ma agli gli amici che si chiedono della mia latitanza rispondo che da ieri ho una striscia quotidiana su gay.it e una rubrica sempre sullo stesso sito ogni sabato, questo significa che posso scrivere meno su questo mio glorioso blog...