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mercoledì 22 agosto 2007

MEGLIO NELL'ARMADIO CHE SULLA PALAFITTA CON MALGIOGLIO.


Quando parli con un fiorentino, puoi metterci la mano sul fuoco che prima o poi, qualsiasi conversazione stiate facendo, che parliate del global uorming o del aifon di Eppol, vi tirerà fuori la pippa galattica di come abbiano tra i loro “illustri antenati” Dante, Michelangelo, Lorenzo il Magnifico e Pico della Mirandola e di come questo li ponga una tacca sopra a tutti. Il vero Popolo unto dal Signore insomma non è quello ebraico ma il loro. In effetti chi non sarebbe orgoglioso delle proprie origini, della propria stirpe, della propria schiatta avendo stille di geni legati al proprio DNA?
Il popolo dei ghei invece, si sa, non si distingue come gruppo per origini di sangue ma per tendenze sessuali. Quindi anche noi, come i fiorentini, potremmo fracassare gli zebedei del prossimo (e spesso lo facciamo) tirando fuori illustri co-recchionali.
Ma stavo anche pensando: oggi se un ragazzino volesse fare auting cercando di infinocchiare i genitori con il fatto che essere ghei non significa solo buttarsi in ginocchio davanti ad altri maschietti nelle fratte del parchetto cittadino ma anche appartenere ad un gruppo di intellettuali ed artisti che danno lustro all’umanità quali esempi potrebbero portare senza andare a ravanare nella preistoria con la solita lista di Oscar Uaild, Platone e Leonardo?
Mi è venuto quindi alla mente il fatto di cronaca/spettacolo/mondezza/terrore/disgusto che ieri mi ha catturato l’attenzione (solitamente attratta solo da articoli pubblicati su “Saienz” o “Le caiè du sinemà”). Come ormai anche i sampietrini delle strade avranno saputo, Malgioglio è entrato nella rosa dei naufraghi prossimi a salpare sull’Isola di Famosi. E mi sono detto: se all’epoca a mia madre avessi detto: “mamma, sono ghei, ma in fondo non c’è nulla di male. Essere ghei è come essere etero. Il mondo omosessuale è pieno di intellettuali, scienziati, artisti, come per esempio Cristiano Malgiogl…”, non mi avrebbe manco fatto finire l’inutile arringa e oggi comunichereste con me attraverso una tavola Uiia, altro che blog.
Quindi stavo considerando: chi potrebbe oggi rappresentare in maniera illustre l’italica stirpe dei ghei?
Di Malgioglio ho già detto e poi basta vederlo in un esibizione degli anni ’80 per farsi venire un blocco renale. Dice: “ Ma ha scritto anche canzoni per Mina!”. Risponde: “Sì ma Mina se glielo chiedi ti canta anche “Siam tre piccoli porcellin” e i cori del Corpo degli Alpini.
ACP (n.d.r.: Alessandro Cecchi Paone)? Preferisco confessare d’aver avuto uno zio rinchiuso in manicomio per tare psichiche ereditarie.
Lele Mora ha dichiarato di non essere nemmeno fascista ma mussoliniano (te ce farei stare io sotto Mussolini!!).
Zeffirelli: purtroppo Dio non gli ha dato la grazia del mutismo e quando parla sembra “Il meglio de : la sai l’ultima?”.
Renato Zero dice che è etero (sono le vostre risate quelle che sento?).
Dolce&Gabbana: un doppio autogol.
Un consiglio quindi ai ragazzini in procinto di uscire dall’armadio da uno che l’ha fatto appena dopo lo sbarco dei mille: fatevi forti della vostra essenza, delle vostre ragioni e del vostro cuore perché se cercaste di rafforzare la vostra scelta avallandola con esempi del genere, tanto varrebbe continuare a fare le velate.

Tanto per farvi un'idea:

lunedì 23 luglio 2007

DA QUANDO LA VECCHIA 42 è DIVENTATA LA NUOVA 38


Qualche settimana fa la bibbia (vanity fair, per gli infedeli) pubblicava un articolo di quelli soliti che si devono scrivere per forza sul pericolo dell’anoressia, sul fatto che le modelle sono sempre più magre, del pericolo dell’emulazione e di tutte quelle fregnacce legate alle diete a cui si sottopongono.
Tra quelle che mi hanno colpito per efficacia, ho letto ella favolosa dieta del cotone. Ovvero ste maledette che già sono giovani, in più sono alte 2 metri e pesano 65 gr non ti vanno pure trovare il modo di dimagrire? beh io le trovo geniali, avventurose, sempre pronte a sperimentare gli ultimi ritrovati della scienza. E siccome si sa che le modelle vengono prese per il loro cervello cosa hanno scoperto per mantenere la taglia – 12? Prendete appunti: cotone imbevuto nell’acqua (le più viziate nella vodka che è calorica ma da almeno un po’ di sostegno).
Colgo quindi l’occasione per dare un altro paio di spunti su come mantenere o ridurre la taglia, tanto più che siamo in piena estate e nessuno aspira ad essere arpionato mentre nuota da una baleniera che ci ha confuso per una megattera incinta.
Quindi ho un paio di metodi di dimagrimento sperimentati da me. Se fatte con cura, non solo assicurano risultati fantastici ma, con un po’ d sforzo, possono diventare un vero e proprio stile di vita. Semplici, studiati per tutti, dalla 12enne alla nonna di 80 anni.
La prima è la dieta del cocomero.
Comprate 15 cocomeri, belli grossi, maturi, di quelli da 12 kg l’uno e ve li caricate in spalla per tutta la scalinata di trinità dei monti o della Ara Coeli (se siete di fuori Roma trovate voi la lochescion ma che abbia almeno 300 gradini).
Ripetete l’esercizio per 13/15 volte al giorno per una settimana. Scegliete come orario esclusivamente il lasso di tempo compreso tra le 12, 30 e le 15, 30 perché è quello che bioritmicamente tra luglio e agosto assicura una maggior perdita di massa grassa.
La sera, per premiarvi dello sforzo, un bel bicchiere d’acqua e, se prima di andare a letto avete ancora fame, ignorate lo stimolo e dormite. Garantiti dai 5 ai 12 kg a fine ciclo.
Non abbiate paura delle smagliature, la dieta come potete immaginare è ricca di liquidi ed è perfettamente equilibrata. In più aiuta la diuresi e regolarizza la pressione.
La seconda che vi propongo, sperimentata personalmente con successo durante il corteo del ghei praid di roma è la dieta del bue.
Mi sono scelto il carro più pesante tra quelli allestiti per la marcia e me lo sono fatto legare diserto con una fune (ovviamente ho scelto quello degli orsi).
Consiglio anche a voi di scegliere una fune bella resistente.
Al via del corteo, con il sole a picco che ti squaglia l’asfalto sotto i piedi e il trucco in faccia, ho iniziato a trainare.
Da piazzale Ostiense a Circo Massimo avevo già dovuto stringere di molto la corda. Al passaggio al Colosseo poi avevo già perso 6 kg per arrivare ad un totale di 12 al raduno in Piazza san Giovanni. Io ve lo consiglio, certo è una dieta che si può fare solo in prossimità di grandi manifestazioni di piazza o se vostro padre è un latifondista e non ha più animali da soma.
Per il mantenimento poi, in entrambe i trattamenti, la risposta è solo una, semplice, inequivocabile: digiunate.