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martedì 18 dicembre 2007

L WORLD e il mondo fantastico


Da Feltrinelli i cofanetti di telefilm sono divisi per generi.
Volendo comprare la prima serie di L World vado quindi sparato alla sezione dedicata al genere fantascienza ma non lo trovo.
Chiedo allora ad un commesso e mi spiega che il telefilm che sto cercando si trova nello stesso reparto di Despereit Ausuaif e Greis Anatomi. Ora, se c’è una cosa che proprio non sopporto è l’incompetenza. Ma come fai a mettere un telefilm che parla di lesbiche in grado di distinguere un rossetto da un fondotinta e che non credono che Paco Raban sia un campione di lotta libera messicana in un reparto che non sia di Saiens-ficscion?
E’ per questo sue essere assolutamente inverosimile che sono un appassionato della serie tanto quanto lo sono della trilogia del signore degli anelli e dei programmi politici di Veltroni sul PD.
L World, siccome non stiamo parlando dei Promessi Sposi e quindi non è detto che tutti sappiano di cosa sto parlando, è la versione lesbo scic de “Il bello delle donna”, con la sola differenza che la sceneggiatura non sembra uscita dal quaderno dei temi di una bambina di terza elementare, le attrici sanno recitare e ogni 25 minuti se la leccano e se la sgrillettano (termini scientifici per indicare rapporti intimi tra duo o più donne).
Sono tutte belle, tutte di successo, tutte vivono in case meravigliose, si truccano e si vestono sempre in maniera impeccabile, in pratica sono dei froci con la patatina.
Certo il paragone con la realtà poi è piuttosto stridente e il telefilm è stato criticato dalla comunità lesbica stessa che non si riconosceva nei personaggi del telefilm più di quanto non lo possano essere i neri d’America rispetto al candidato alle presidenziali Barac Obama.
Le lesbiche che conosco io non sanno cos’è una scheda colore, la piastra la usano per imprimersi a fuoco il nome della ragazza sulla spalla e ammortizzano il falciaerba per fare lavori di giardinaggio e radersi i capelli. Non vanno in giro con Audi A4 ma con furgoni combinati della Iveco, al posto delle poltrone in casa hanno dei tori meccanici e hanno fatto formalmente richiesta al comitato olimpico internazionale di inserire la caccia al cinghiale a mani nude come disciplina dimostrativa alle olimpiadi di Pechino del 2008.
E poi qui stiamo parlando di un telefilm dove non accadono risse, dove le coppie si lasciano senza neppure spaccare una bottiglia puntandosela reciprocamente alla gola (che è pure sempre un modo carino per dirsi addio).
Certo ora non è che voglia generalizzare, sarebbe come dire che tutti i ghei sono delle femmine mancate (forse ho scelto un paragone poco efficace) perché di lesbiche femminili ce ne sono, come quelle che vengono chiamate Lipstic (ndr: rossetto, in una lingua straniera a me ignota) ovvero delle lesbiche talmente femminili, talmente scic e talmente rare che, o come in Giurassic Parc, catturi la zanzara che ha punto la pelle dell’unico esemplare e la cloni o tanto vale continuare a credere che ne esista una colonia tanto folta come uno stormo di Dodo australiani.
Dedicato alla mia amica E. che compie gli anni.

venerdì 28 settembre 2007

LASCIATE IN PACE VITTORIO!!


Io sono il primo ad ammettere che pur di avere Vittorio de “l’isola dei famosi” accanto a me per tutta la vita facendomelo saldare dietro da lo stagnaro con una mescola di acciaio e piombo sarei disposto a propormi come cavia umana per la ricerca del antivirus dell’ebola ma ragazzi, basta con queste illazioni.
Possibile che ogni volta che in un realiti entra in gioco uno che non sembri l’attore che interpretava Mariangela, la figlia racchia di Fantozzi, tutta la comunità omoricchia entra in fermento? Con la metà delle energie impiegate per scrivere: “io l’ho visto in un locale di tendenza” (a parte che neppure mia nonna che chiama i froci “invertiti” usa ancora il termine “di tendenza” per descrivere un posto di ghei) o “un amico di uno che ho conosciuto l’estate scorsa a Torre del Lago dice che se l’è fatto e che va con tutti” (e ti pare non ci sarebbe stata una migrazione di massa in Versilia, roba da scena pre-impatto del meteorite in “Dip Impact”) noi ghei avremmo già raggiunto tutti i diritti che ancora ci mancano compresi l’adozione, la reversibilità della pensione e la licenza di chiamare “mamma” nostra suocera.
L’ho sentito dire di Tom Cruis, di Bred Pit e persino di Renato Zero (questa davvero un’infamia brutta brutta) e mi sono sempre chiesto: ma anche fossero froci, ma sti cazzi!!!
Perché pure se Bred Pit lo è, ma come ci arrivo io a lui? Non è uno del genere lo becchi al Caming Aut (n.d.r. ritrovo “di tendenza” di lesbiche rissose, froce anoressiche e studenti calabresi fuori sede appena arrivati nella Capitale, pieni di sogni nella testa e speranze nelle valige di cartone) o sulle chat con un profilo tipo: “bell’attore di Ollivud lo da a tutti come se non fosse suo”.
Mo se qualcuno avesse davvero avuto la fortuna di intruppare il proprio bagagliaio sul cofano del bel Vittorio (lo so, io so fare bene tre cose: la prima non la posso dire, la seconda è la ruota con spaccata all’arrivo e la terza sono le metafore), buon per lui mane dubito. E ancora, fosse vero che è omoaffettivo (come dice la nutria con gli occhiali di ACP) ripeto, lo posso incontrare, gli posso mai piacere, in una parola: me lo dà? No, e allora chissenefrega se preferisce il fringuello alla passerotta (io bisogna che mi decida a scrivere il libro che da anni ho in mente “Metafore per tutti”)
Nel dubbio comunque continuo sempre a proporre mia madre come bersaglio mobile per le esercitazioni di tiro dei cecchini delle teste di cuoio pur di poter fare pioggia e vento con il finanziere toscano (n.d.r. sti toscani, quanti guai combinano!)

giovedì 27 settembre 2007

Il giorno della liberazione è prossimo: ACP Nominato!

Dicono che la meditazione prolungata focalizzandosi su un punto fisso (nel mio caso lo schermo televisivo) possa procurare degli stati d’allucinazione tipo madonne che appaiono su nuvole dorate o alieni che atterrano in soggiorno profetizzando la fine del mondo nel 2025.
Per questo ieri sera non capisco bene se quella che vedo apparire alle 21, 07 su rai2 è la Ventura o il frutto di un mio trip mentale. Anche stavolta infatti Simo emana luce cosmica dal proprio volto. Da fonti certe so che la Svizzera alla prossima puntata dell’isola ci taglia le forniture di energia. Non hanno infatti ancora capito se tutta questa elettricità serve al direttore della fotografia per spianare con le luci il viso della conduttrice o se in qualche laboratorio si sta tentando di piegare l’asse spazio temporale sperimentando un reattore in grado di superare la velocità della luce.
Ad ogni modo questa volta hanno tolto almeno un paio di calze dalla telecamera ed è solo ieri quindi che mi accorgo che la Ventura ha le narici, proprio come tutti gli altri esseri umani! Portata in trionfo da un paio di tette (hanno imposto alla produzione che dalla prossima puntata facciano scorrere anche il loro nome nei titoli di coda) che la conducono per mano al centro dello studio, Simo saluta i propri ospiti e soprattutto la sinuosa Giovanna Maglie che forse ha le sue cose infatti sembra più gonfia del solito. Sotto le sue terga una poltroncina ormai in fin di vita sventola un cartello con su scritto: “Vi prego, non fatemi più soffrire: fintemi con un colpo d’ascia!!”.
Arriva il momento di presentare i non famosi ai famosi. Quindi ennesimo momento di panico in studio perché non si capisce chi vada presentato a chi.
Ad ACP la prima settimana da naufrago ha giovato. In parte perché non ha mosso una paglia quindi è fresco come una rosa di campo e poi perché finalmente è dimagrito e gli arriva in diretta l’autorizzazione per poter finalmente transitare attraverso il canale di Suez senza rischio di incagliarsi sul fondale. Io più lo vedo più mi verrebbe voglia di usarlo come fantoccio per gli addestramenti dei tori da corrida. Ha quell’aria di sufficienza da secchione ed è convinto di avere a che fare con dei ritardati (il che in effetti…). Per fortuna c’è la figlia segreta di Villa e della Sora Lella che lo rimette sempre in riga soprattutto quando cerca di intortare tutti con una teoria economica secondo la quale: se l’energia spesa per pescare è superiore ai risultati ottenuti allora tanto vale evitare di pescare per risparmiare energie” (ecco perché io l’esame di economia non lo farò mai).
La Villa, che non va in giro con l’anello al naso, gli fa capire con i suoi modi da educanda del Collegio Notre Dam di Ginevra che “sta a di una cazzata grossa come la sua panza e quindi se non vuole pescare manco mangia. ACP che è una poveraccia presuntuosa prima accetta stizzito l’astinenza dal cibo (che non può che fargli bene) poi quando vede gli altri farsi una spigola ai ferri con contorno di telline e spolverizzata di cocco ci ripensa e mangia a 4 palmenti.
Come non bastasse ad un certo punto il programma sembra cambiare diventando un documentario sugli aguzzini nazisti della seconda guerra mondiale. La tata di ACP infatti non può che essere una capo’ scampata a Norimberga che ha cambiato il nome da Inga a Gegè e che invece di riparare in Argentina s’è rifugiata a casa dell’odioso.
Parte quindi un clippone riassuntivo sulle biografie dei non famosi illustrate dallo stesso spicher delle televendite dell’ab-pro, l’attrezzo che serve per gli addominali ma che in realtà al secondo utilizzo ti costringe al busto ortopedico per 4 mesi. Quello che mi fa più tenerezza di tutti è Sandrone, il bancario che è la versione sfigata di Calimero , la clip ce lo fa vedere alle prese con i suoi esercizi di forza mentale di sta cazzo d’arte marziale inventato a quanto parere da una suora per difendersi nei ghetti del terzo mondo dagli assalti sessuali degli uomini o, più probabile, per corcarli di legnate per costringerli ad allungarle le mani sotto la tonaca.
Finalmente si arriva alla prima eliminazione dei vip (??!). intervistano il padre della Salvataggio che si incespica nel parlare e con un lapsus froidiano espone quello che è il suo vero pensiero “speriamo che la cacciano via sta svergognata, tanto che ci sta a fare a mostrare le tette su un isola dove sono tutti ghei?” e, infatti, tutto il pubblico rimane sconcertato davanti all’esisto che coglie tutto di sorpresa! Esce la Salvataggio!! Tutto il pubblico quindi di corsa a chiamare gli alibratori per andare a riscuotere le proprie puntate nei centri scommesse. Nessuno se lo aspettava e pare che le vincite siano altissime.
La Ventura continua con dei soliloqui incomprensibili. Solo alla fine si fa avanti uno studioso di archeologia del vicino Oriente e ci rassicura che quello che parla in realtà è un dialetto aramaico estinto nel IV sec a.C. e che presto provvederà a pubblicare in allegato a TV Sorrisi e Canzoni la traduzione di tutte e 16 le puntate.
Ma se c’è una cosa che Simo sa fare davvero sono le televendite. Parte quella della Toscano immobiliare e devo dire infatti che grazie a lei dal mese prossimo pagherò meno l’affitto di casa. Pare infatti che da quando ha iniziato questa sponsorizzazione ci sia stato un crollo delle richieste d’appartamenti. A breve anche una riduzione dei tassi d’interesse sui mutui variabili per l’acquisto di beni immobili.
Ritorniamo in studio e vediamo i non famosi buttati su una zatteraccia alla deriva che solo dopo si scopre essere in realtà ACP che fa il morto a galla. Io continuo a notare solo Vittorio il finanziere che è sempre più bono. Per riprendermi tiro una sniffata di aceto.
Accanto a lui, attaccata come un tatuaggio, c’è VIvana Spagna, l’ex porno-poliziotta secsi, (la somiglianza tra lei e la cantante del “Cerchio della vita” è impressionante). Grazie alla innegabile capacità di Simo di spiegare le regole del gioco, solo alle 22, 30 i non famosi capiscono che uno di loro verrà fatto fuori.
Panico sulla zattera vivente. Uno ad uno vengono nominati quelli salvi dall’eliminazione e per aiutarli a bruciare qualche caloria di troppo, visto che sono ad un Cleb Med con open bar e buffè a volontà 24 ore su 24, li fanno buttare a nuoto verso l’isola con una cassa piombata da trasportare come zavorra aggiuntiva. VIvana si lancia ma pare non sia mai approdata. Solo oggi arriva la comunicazione da Mazzara del Vallo. Scambiata per una profuga marocchina è stata rimbarcata dalla capitaneria di porto verso l’Onduras.
Alla fine rimane solo Tiziana che viene eliminata. Sì, la casalinga sposata, con 2 figlie che, cuore di mamma, aveva dichiarato di voler fuggire dalla gabbia dorata della sua vita.
Se le avessero rapito le figlie e le avessero mandato un mozzicone d’orecchio di una delle due per posta avrebbe avuto un’espressione meno disperata. Sa che appena torna a casa, il marito, e noi moralmente con lui, la prende a colpi di mazza ferrata per quello che ha detto.
Come fosse una partita di ping pong si passa da una sponda all’altra (no, sto parlando di sponde reali questa volta) e torniamo dai meno sconosciuti. Interventi vari, tutti c’hanno da dire qualcosa soprattutto Malgi per il quale le lettere dell’alfabeto sono evidentemente 20 visto che per lui “T”e “D” fanno lettera unica. Ma s’è capito questo da che cacchio di provincia arriva?
Intanto i meno famosi arrivano all’isola e avviene l’incontro con gli sconosciuti, sedicenti VIP. Entra Vittorio e Malgioglio cerca di fargli credere che da loro ci si presenta non stringendosi la mano ma facendosi un pompino. Ma Vittorio, che ha giurato amore eterno solo a me, glissa.
Siamo alle “nonvipnominescion”. La Ventura si rilancia in una funambolica spiegazione delle regole che in bocca a lei sono, se occorresse ancora ribadirlo, chiare come una centuria di Nostradamus. E già tra gli autori serpeggia l’idea per la prossima puntata di convocare una medium per interpretare quello che dice.
E’ una levata di scudi: tutti i nonfa (che sta per “non famosi”, mi sono rotto di scriverlo per intero, da ora sono così!) nominano Sandrone al punto che pure lui per non sentirsi escluso vorrebbe bruciare il suo santino sul braciere delle caldarroste.
A questo punto: colpo di scena.
Simo reintroduce dopo 2 anni di assenza l’Ultima spiaggia. La Salvataggio e la casalinga senza cuore vengono portate li. La seconda intuisce una scianz di fuga e sarebbe pronta a vendere l’anima delle figlie al diavolo pur di restare (la sua l’ha già venduta ai provini). Parte l’ennesimo televoto a pagamento (e poi dicono che le famiglie italiane non arrivano a fine mese, ti credo!!!). La casalinga vince e scoppia in un pianto liberatorio. Secondo me ha scompensi mentali molto pericolosi quindi è meglio che se ne stia li ancora un po’. Io lo dico per l’incolumità delle figlie…
Ma anche i vip sono giunti alle nominescion. Arriva a votare anche Lisa Fusco, o la donna tagliata in due. E’ talmente nana che viene impallata dal braciere per cui Simo pare parlare con un focolare che risponde in napoletano. Pur di attirare l’attenzione la nana attacca una tammuriata in dialetto come se ne vedevano solo nei documentari dell’Istituto Luce sulla Napoli disastrata del secondo dopoguerra.
Continua il passaggio di auricolare tra i vip nominanti. Non oso immaginare che bacillario con vibrioni del colere possa essere diventato, roba da epatite fulminante.
Il nominato dai vip, anche qui il responso esce inaspettatamente come una flautolenza in una sagra dei fagioli, è ACP. A casa stappiamo lo scimapagn che conservavamo per il giorno della mia laurea perchè questo è un evento molto, troppo, più importante!!
(a Massimiliano, non massi :) )

lunedì 24 settembre 2007

4 lettere e serve per vincere a tombola.


Vi prego, qualcuno vanga da me e mi dia un pizzicotto o mi spenga una sigaretta sul braccio perché forse sto sognando. Ho appena letto dell’ennesima ipocrita polemica sul culo delle miss. Già il fatto di chiamare le natiche “b said” è tanto ipocrita quanto chiamare anziani i vecchi, non vedenti i cieche e omoaffettivi (come si definisce quell’attacco di colica renale di Alessandrocecchipaone) i froci.
Coos’è sto b said? Di cosa s’ha paura a chiamarlo culo? E’ poco elegante farlo vedere in prima serata? Immagino quindi che il raffinato balletto endoscopico della scossa dell’ereditiera di carlo conti alle 7 di sera sia uno special di Nescional Geografic Cianel sulla conduzione dell’elettricità attraverso i corpi solidi. O forse non lo si vuole riprendere per non offendere l’innocenza dei bambini? Ma quali, quelli che alle elementari si scambiano già via cellulare scene di film porno?
“E’ necessità - ha detto nella breve conferenza stampa Patrizia Mirigliani, la figlia della mummia di Opmet IV - di valutare le ragazze nel loro complesso, ma non dimentichiamo che Miss Italia va in televisione, dove una ripresa, un'immagine sbagliata può ingenerare vojeurismo”.Del resto, si sa, chi guarda miss Italia lo fa per sentir parlare le candidate, sapere il nome dei loro cuccioli di cani tratti in salvo da una discarica, o vedere come riescono a rigirare una frittata con un colpo di padella.
A questo punto il prossimo anno diamo anche 5 serate ai test d’ammissione alle facoltà d’ingegneria. Sai che odiens!
Siamo a un concorso di bellezza e io voglio vedere la bellezza e il culo è un elemento di valutazione dell’armonia di un corpo. Il fatto che poi lo abbia chiesto Mariotti, stilista per Gattinoni, superghei (quindi sai a lui che piacere gli fa vedere il culo di una donna) è una richiesta più che lecita.
"Il nostro grosso impegno -- continua la principessa d’Egitto - è quello di conciliare il rispetto per l'essere umano e la necessità di mostrarne le caratteristiche fisiche”. Neppure stesse ad una conferenza all’ONU sul rispetto dei deportati a Guantanamo.
Ma possiamo capire la sua preoccupazione volta alla salvaguardia di queste povere ragazze, iscritte in massa chi per gioco, chi perché segnate da un’amica, chi per una sfida con loro stesse (ma vatti a fare la scalate delle tre cime del Lavaredo se vuoi metterti alla prova!) e che dopo questa esperienza vorranno tutte tornare dal loro fidanzato, dai bambini del centro per orfani dove lavorano o ad iscriversi alla facoltà di matematica.
Nessuna di loro infatti intende lavorare “nelmondodellospettacolo” andando ad ingrossare le fila di subrettine paralitiche e smutandate riprese con inquadrature ginecologiche degne di una menzione speciale agli oscar del porno di Las vegas.
Abbasso il politicalli correct quando diventa ottuso e ipocrita. Evviva i ciechi, i vecchi e, soprattutto, il culo!!

martedì 11 settembre 2007

LE NOCI DI COCO



A quanto pare il 2007 è davvero l’anno delle reunion. Dopo quello dei Teic Det e il prossimo delle Spais, si riunisce il mitico trio lanciato da Arbore a cavallo tra gli anni ’70 e ’80. Con la recente inclusione di Coco nel cast de “L’isola dei Famosi” tornano alla ribalta il trio delle Sorelle Bandiera: Malgioglio, Paone e il, almeno quello, bel Francesco.
Devo dire che io di calcio non ci capisco nulla, la sola cosa che seguo sono le dirette dagli spogliatoi, le rare volte che le fanno, ma Coco m’è sempre piaciuto.
Alla ricerca di un riscatto dopo mesi di calunnie sulla sua presunta omosessualità Coco decide di prendere in mano le redini della sua vita e dichiara: “Fino a oggi la gente mi conosceva per quello che è stato scritto di me. Adesso, grazie all'Isola dei Famosi, avrò la possibilità di farmi conoscere per quello che sono veramente». Che detta così non mi sembra proprio un’ottima idea. Forse era meglio che la gente continuasse a ricordarselo sui campi da gioco o seminudo sui tavoli del Bilioner piuttosto che sfidare branchi di pescecani per sfuggire alle avans di Malgioglio e AlessandroCecchiPaone (la morte ma non il peccato!). Francesco Coco, ex difensore di Milan, ex del Barcellona, ex dell’Inter (continuo a non essere un esperto di calcio ma per essere così ex di tutte ‘ste squadre mi sa che era una pippa) e pure ex della Arcuri prende al balzo il nuovo trend ecologico del riciclo passando dal pallone alla noce di cocco.
«Tre settimane fa non ci pensavo nemmeno, stavo ancora valutando offerte in campo calcistico (mah, a me suona tanto come la frase tipica degli attori falliti: “sto valutando copioni adatti al mio talento”, ma ripeto, io di calcio non ne mastico…).
«Ogni tanto parlavo dell'Isola per scherzo con Simona Ventura, che è una mia amica. Poi le vicissitudini che ho avuto, fra infortuni sportivi e incidenti extracalcistici, mi hanno spinto a prendere sul serio questa ipotesi (soprattutto se l’alternativa è giocare in Interregionale con il Montefiascone)».
Francesco risponde anche in merito alle allusioni che spesso vengono fatte sui suoi gusti sessuali: «Mi piace che qualcuno mi apprezzi. Uomo o donna che sia. Poi scelgo la donna. Non sono mai stato attratto fisicamente da un uomo, solo a livello intellettuale (certo e il nudo solo se artistico…)».
E sui suoi presunti eccessi, dice: «Se bevessi, o mi drogassi, sarebbe già venuto fuori dagli esami che ogni società sportiva fa per i suoi calciatori (appunto, calciatori, ho chiesto ai colleghi calciofili e mi confermano: era una pippa)».
Comunque visto che è un gran bel ragazzo, sono certo che darà più soddisfazioni a noi in costume da bagno che ai tifosi con i pantaloncini da calcio.

venerdì 31 agosto 2007

941. Non aggiungo altro.


941: è questo il nuovo farmaco salva vita dei ghei. E’ disponibile per tutti e garantisce una qualità della vita migliore. Da quando lo provo dormo sereno, la pelle sembra più luminosa e respiro meglio, nonostante il setto deviato.
Più ghei del guardaroba di Elton Gion, è da poco apparso sulla piattaforma Sky il “Canale dei canali”: Fescion TV MEN! Il canale della moda interamente dedicato agli uomini (di quelli almeno che vanno ai concerti di Madonna e che hanno Caili Minog come salvaschermo del pc).
Mi piazzo lì ipnotizzato come un gatto davanti alla centrifuga della lavatrice.
La ripetizione ossessiva di tutti questi maschi che fanno su e giù lungo la passerella mi seda più di una tisana al rabarbaro. Potrei guardarlo per ore, altro che trip da LSD dei fricchettoni anni ‘60.
E al calar delle tenebre, dalle 23 in poi, Fescion Tv diventa FHOT (sarò io malizioso ma il gioco di parola mi sembra talmente palese che non può che esserci una scelta consapevole del nome). A quest’ora ti sparano a ripetizione tutti i bec steig dei calendari (die du stad compreso!!) e dei servizi più osè e vai a letto con un mal di testa lancinante neppure avessi fatto la zuppetta della buona notte intingendo i Grancereali del Mulino Bianco nel Filu ferru sardo.
Certo le interviste a questi graziati dalla genetica sono imbarazzanti. Le risposte sono tutte sbagliate. Proprio aquile non sono visto che per rispondere alla domanda “uoz ior neim?” impiegano dai 20 ai 30 secondi ma chissennefrega. Intervistandoli, quasi sempre in mutande, potrebbero anche rivelare il mandante dell’assassinio di Chennedi che comunque non ci farei caso.
Ovviamente non tutte le collezioni mi interessano in egual misura: no categorico alle collezioni invernali (troppo coperti) né a quelle troppo sofisticate tipo Prada, prendono solo cigne e fenicotteri diafane che sembrano scampate ai cacciatori di frodo appostati nelle fratte della riserva naturale WWF di Paliano: 12 kg per 1, 80 d’altezza, al primo abbraccio un po’ focoso mi si infrangerebbero tra le braccia.

Sì invece a collezione estiva. Sìissimo a collezioni di costumi. Sì anche a defilé (adoro questo termine un po’ retrò, come sofà e canapé) di stilisti un po’ audaci come Frenchi morello e Disquer scelgono sempre modelli bonazzi, quarti di manzo 25enni di quelli che li butti nel pozzetto e ti ci fai braciole e salsiccia fino a pasqua.
Ma come pretende la RAI di farsi pagare un canone quando hai praticamente gratis canali del genere? Se dovessi sborsare dei soldi lo farei per F MEN anzi, per fare più servizi e far vedere più modelli metterei una nuova voce sul modulo IRPEF per destinare il 5x1000 a questo canale.
Siccome però la facciata va salvata, di fatto è pur sempre un canale di moda ti devi sorbire pure le interviste inutili agli stilisti che ti parlano di tuid e di ispirazioni allo strutturalismo degli anni ’40 con lo sguardo rivolto al cielo, manco parlassero per intercessione divina: masticacchi!! Certo che vedere tanta grazia spalmata lungo i catuolk potrebbe causare un crollo della stima, di quelli che ti ci vuole un tim di analisti impiegati 7 ore al giorno, 6 giorni a settimana con ricovero coatto in un CIM (altrimenti non mi chiamerei Insy, no?).
poi però ci penso un attimo e mi dico: ma io, al contrario loro, sono intelligente, arguto, spigliato e soprattutto, se me lo dovessero chiedere anche a bruciapelo, saprei dire qual è il mio nome in, al massimo, 7 secondi.