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martedì 20 maggio 2008

UN'ICONA MANCATA


Eppure il curriculum era perfetto. Bona come altre migliaia, partecipazione a miss Italia senza beccare neppure una fascia quando ormai la danno anche a quelle che concorrono in un polmone d’acciaio, conduzione di programmi visti solo dai parenti più stretti durante i brec pubblicitari sugli altri canali e un talento da Corrida di Corrado. Insomma le aveva tutte le potenzialità per diventare anche lei una delle milioni di icone ghei e invece che fa? Rinuncia a quest’unico vero riconoscimento negando il sostegno al ghei praid.
Si vede proprio che non era tagliata per lo spettacolo. Chi infatti rinuncerebbe al carro d’apertura del corteo di ricchioni in deliquio che le gridano per 3 ore di percorso: “sei bellissima!!”, pranzo e cena assicurate, un paio di foto in cronaca locale e la copertina insieme alla Tatangelo di Hit Cula Dens 2008, il cd ufficiale del corteo.
Però non le si può non riconoscere uno spiccato senso dell’umorismo dal momento che per lei: i ghei sono perfettamente integrati nella società, in Africa non e vero che c’è la fame ma è solo una loro scelta causata dalla fissa per la linea e il riscaldamento terrestre è solo una mossa degli stabilimenti di Rimini per incrementare la stagione balneare in Romagna.
Ma lei che è un ministro scrupoloso, non ha chiesto alle associazioni ghei (con i loro dati sulle disparità in ambito sociale,giuridico, lavorativo…) o anche solo alla questura (con i loro fascicoli sulle violenze omofobe) quanto sia fondata questa ipotetica integrazione. Lei si è affidata a delle fonti molto più attendibili: i suoi amici ghei. Quindi basta che un ricchione dica che “se volemo tutti bene” che per Mara questo è un elemento attendibile per parlare di assenza di discriminazione. Quindi allo stesso modo basta trovare un paio di eroinomani che dicano al ministro degli interni che a loro la droga fa bene e da domani possiamo tutti metterci a comprarne sui banchi del mercato.
Mara mia, capisco che partecipare al quel baraccone di corteo non ti si addica, te che vieni dagli illustri programmi condotti da Mengacci, ma affermare che ormai il popolo dei chiappa chiacchierata hanno pari opportunità quindi non trovi motivo di manifestare (praid o non praid) mi fa pensare che te piuttosto che La domenica del villaggio dovevi partecipare a La sai l’ultima?

venerdì 18 gennaio 2008

COSI' FAN TUTTI: opera buffa in 2 atti di C. Mastella



















“Solidarietà al Papa”, “Solidarietà al Papa, anche a te”.
Da oggi è questo il nuovo saluto che sostituisce il “buon giorno” classico perché, pare che Mastella, dopo un’attenta ricerca bibliografica, abbia scoperto sul “Mallus Diboli” (un testo satanista del 1600) che era questo il saluto adoperato dalle streghe durante i riti sabbatici.
Altrimenti, non si spigherebbe perché alla conferenza stampa nella roccaforte dell’Udeur, Clemente avrebbe esordito così alla presentazione dell’adattamento del “Così fan tutti”, rivisitazione comica dell’opera di Mozart.
La storia è per sommi capi questa: il protagonista, Pacifico Matichella (interpretato da cantante Clemente Mastella), viene sorpreso mentre piazza dei medici di sua fiducia, selezionati in base alla sua decennale competenza in campo clinico, in posto di lavoro, soprassedendo ad inutili leggi ormai superate che vorrebbero si ottenessero tali impieghi per merito e non per conoscenza. Ma alle sue spalle si ordisce una tremenda congiura che fa tra le sue vittime anche la moglie, Sara (interpretata dalla soprano Sandra Mastella). A questo punto parte forse l’aria più commovente di tutta l’opera: “Perché mirate sol la donna mia?”, in cui Pacifico, al chiarore della luna grida la sua rabbia contro i detrattori della moglie e si chiede perché mai non prendano di mira anche le mogli degli altri.
L’opera si conclude con un coro muto forse dei più toccanti nella storia della musica (interpretato dagli uomini e dalle donne dell’Udeur) che accompagna il nostro protagonista verso la rivelazione finale: “può essere deplorevole quel che feci ma: così fan tutti”.
Lo spettacolo presentato alla stampa ha sollevato numerose polemiche per la spregiudicatezza con la quale è stato rivisitato il testo ma ha avuto il beneplacito di illustri critici musicali come il Cardinal Ruini (“Ha tutto il mio appoggio!! Fantastico!!) e la signora De Mita (“Sono senza fiato, mi ha commosso”). Univoci quasi tutti i parlamentari che hanno dichiarato: “E’ una storia in cui possiamo immedesimarci tutti, forse è per questo che c’ha commossi”.
Domenica debutto a Piazza San Pietro dove l’autore andrà a presentare l’opera al Santo Padre che, dopo le polemiche sul suo mancato pic nic fuori porta a L’università, si dice anche in questo caso “senza parole”.
Le date del 20 e 21 gennaio sono tutte esaurite ma non è esclusa una terza replica presso la sala Paolo IV, libera dopo il forfé degli Airon Meiden.
Pare comunque che il maestro Mastella stia già lavorando ad un’ennesima rivisitazione di un’altra celebre opera “La maschera di ferro” di Dumà. Per ora le sole indiscrezioni trapelate riguardano il titolo che pare sarà: “La faccia di bronzo”.