
Seconda parte (vedi: Primi Appuntamenti: I)
Che comunque sia un cordiale alla Pergola dei Cavalieri Hilton o un piatto di capriolo e polenta in una baita di montagna, ricordiamoci sempre che non siamo li per perdere tempo.
La prima cosa da valutare è, al di la dei suoi sforzi per nasconderlo, se abbiamo davanti una femmina di un ghei perché se c’è una cosa che rende un gay ad un altro ghei meno appetibile di una donna è essere, appunto, una donna.
Non è sempre facile accorgersene subito perché, la dissimulazione è la caratteristica principale del ghei, quindi, bisogna prenderlo per stanchezza, farlo bere molto e osserva bene il linguaggio del corpo.
Gambe incrociate come i due serpenti aggrovigliati intorno alle croci delle farmacie? Donna.
Schiena contorta come fosse una S maiuscola?
Donna.
Evita le noccioline (nel caso di un aperitivo) o ordina un’insalata ( nel caso di una cena)?
E’ donnissima.
Infatti io non credo alla cazzata dell’intolleranza o dell’indisposizione di stomaco. Il “maschio” di ghei mangia a 4 ganasce a costo di farsi venire la diarrea per una settimana.
Anche l’intonazione della voce dice molto, ma quello è un segno abbastanza riconoscibile.
Attenzione alle mani. Se le rotea come fossero pale di un ventilatore è l’ideale per i luoghi chiusi e fumosi ma è irrimediabilmente donna.
Ma c’è una sottospecie del ghei che è ben più pericoloso della femmina di ghei ed è il cazzaro.
In genere i cazzari non fanno molta strada perché non sono difficilissimi da smascherare a meno che non si sia l’ultima anima pura rimasta sulla terra. I cazzari infatti non sono quasi mai la versione glitterata dell’astuto Cardinale Richelieu e poco dopo uno se ne accorge.
Il cazzaro lo riconosci per lo più perché parla solo ed esclusivamente di se. Anche se gli stai dicendo di essere un sopravvissuto dell’11 settembre, lui non smetterà di parlare di se e ovviamente, in confronto alla sua, la vita di Endi Uorrol non sembrerà che la biografia di un contadino bulgaro dell’ ‘800.
Il cazzaro è sempre quello che, entrasse anche in un ferramenta, con il commesso etero di quelli che i finocchi li ha visti solo nell’insalata (e ovviamente bono visto che lui attira solo simil-modelli brasiliani), sarebbe convinto che, prima o poi ci proverà con lui. E così appena gli chiede: “In cosa posso esserle utile”, nella mente del cazzaro, questo diventa un chiaro segno di rimorchio. “Le occorre una tenaglia? Vediamo un po’...”. Sì, si, è evidente, sta flirtando con lui. E poi il colpo finale che decreta la conferma del rimorchio: “Paga con carta o bancomat?”. Beh, più esplicito di così!
Quindi, se anche vagamente hai il sospetto che il tuo cavaliere sia uno di questi, fa il suo stesso gioco, inventa una cazzata (dopo le sue, anche dicessi che sei diventato improvvisamente etero suonerebbe comunque più attendibile) è dileguati, per sempre.















