lunedì 8 ottobre 2012

DIOGENE LIFE STYLE.

A metà del mese scade l’assicurazione dello scooter che non sto guidando visto che mi è stata tolta la patente. È parcheggiato sotto casa da almeno tre mesi e la cosa che mi sorprendeva di più quando uscendo dal portone davo uno sguardo fugace al mio destriero solitario era il fatto che non me lo avessero ancora ri-rubato. Sabato scendo per prendere i documenti e verificare che l’assicurazione non sia una di quelle trappole da silenzio assenso che poi devi portare il video dell’operazione durante la quale si mostra chiaramente che ti hanno amputato braccia e gambe per garantirti l’annullamento retroattivo della polizza. Vado verso il motorino con le chiavi in mano quando vedo dei fili pendere dallo sciassi dello scoter. È già questo non è un buon presagio. Ecco svelato perché il mio motorino non era stato ancora rubato: prima di un ladro di scooter è stato vittima di un ladro di batterie. Arrabbiato? Macché, quella l’ho già tutta esaurita tra la prima volta che me lo hanno fregato, per quando me lo hanno ritrovato in brandelli, per quando il camion della nettezza urbana ci ha scaricato sopra un cassonetto per errore e per quando mi si sono rubati bauletto e parabrezza. Insomma, se c’è gente che paga per dei corsi di yoga io il raggiungimento dell’atarassia l’ho raggiunta con questo scooter. Valore del furto? 30 euro ma al mercato dell’usato è già tanto se ci si paga mezzo grammo di ketamina. Non penso proprio a questo punto né di farlo riaggiustare, né di comprarne uno nuovo, un cavallo mi costerebbe tropo di biada e poi con questi chiari di luna capace che me lo abbattono per farne salsicce. Visto che la macchina è fuori questione (oltre che fuori budget) le soluzioni restano i mezzi e il buon cuore degli amici che difronte a sapienti scene madri “no, non vi preoccupate, io non vengo, è troppo lontano e con i mezzi la sera non ce la posso fare”, si sentono costretti a darmi uno strappo. Non solo ma a questo punto ho deciso di abbracciare in pieno la filosofia di Diogene che in breve sarebbe quel filosofo greco che si era liberato di tutti gli oggetti materiali, viveva in una botte e usava solo una ciotola per bere fino a quando, vedendo un bambino usare la mano per portarsi l’acqua alla bocca, decise di dar via anche quell’ultimo orpello. La stessa cosa voglio fare anche nella mia vita perché ormai quello che prima era indispensabile può sempre diventare superfluo. E tra tasse governative e furti e ladri di fidanzati, meno cose hai meno possibilità ci sono di essere ripuliti.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

se dai via anche le mutande vengo a prendermele (ed a togliertele).

Anonimo ha detto...

Ehi Alessandro ma un garage? Ti posso affittare il mio XD Non so quanto impiegheresti a piedi o con i mezzi Ferrara-Roma, ricordati che puoi salire su Italo.
Ti consiglio la bicicletta, una di quelle scassate che ti portano comunque in giro e che nessuno ha il coraggio di rubarti.
:* AlexFe

Nanà Lanuit ha detto...

La crisi è una brutta bestia...
tornano ad attaccarsi a tutto!!!

E CHI SE NE FREGA. ha detto...

ogni cosa in più che avrai sarà solo una cosa in più che perderai (cit.)

Anonimo ha detto...

se se... tutti filosofi. io avrei bestemmiato in turco... mi incaxxo per tutto figurati quando stemmer.e emerite mettono le mani nelle mie cose private e sudate... ve vorrei vede' a voi...
maxmondoconv