lunedì 13 febbraio 2012

BAGNI O BIBLIOTECHE?


Tra la lavatrice e la finestra, nel mio bagno, c’è un’ampia cesta di vimini rettangolare piena di riviste. Non sono stato io a comprarla. C’era già nell’appartamento precedente, apparsa un giorno imprecisato, sempre in bagno, e portata vatti a ricordare da quale dei 20 coinquilini con cui ho condiviso a turno la mia coabitazione a San Lorenzo. I cambi di casa dovrebbero sempre essere un’ottima occasione per eliminare inutili cianfrusaglie: piatti sbeccati, pentole graffiate o soprammobili comprati in una di quelle fasi sbagliate della vita in cui sei convinto che l’artigianato africano da bancarella possa avere una sua riqualificazione artistica. Ad ogni modo questo recipiente di canne intrecciate si è guadagnato la sopravvivenza e ha trovato la sua ricollocazione sempre in bagno e sempre custode di decine di periodici.
Non so esattamente perché stiano lì, in bagno voglio dire. Forse per una forma inconscia di omologazione per cui ogni bagno deve avere un suo portariviste, ho sempre pensato però che i giornali letti meritassero qualche settimana in più di intervita in un limbo sospeso tra il comodino della camera da letto e il cassonetto della riciclata e che questo lo potessero trascorrere appunto in bagno, più per un servizio di intrattenimento offerto ai miei ospiti che per appagare il mio desiderio di sollazzarmi con letture da cesso momento che faccio parte di quell’altra parte di popolazione mondiale che non vede in una seduta sulla tazza l’occasione ideale per terminare l’Ulisse di Joyce. Forse ho una visone calvinista della defecazione ma per quanto mi riguarda il tempo da passare in bagno non deve mai superare quello strettamente necessario a espellere le proprie scorie fisiologiche (proporzionalmente controbilanciato da un attitudine ultra edonistica che mi porta a passare ore intere davanti allo specchio applicando creme al viso e cera sui capelli, ma quello è un altro discorso).
Io sono di quelli che rispondono automaticamente agli stimoli: ho fame, mangio, ho sete, bevo, ho voglia di fare sesso, penso alle stragi di cuccioli di foca e me la faccio passare, devo fare la cacca, vado in bagno. Chi invece ci va con il quotidiano sotto l’ascella mi da l’idea di uno che lo fa non per reazione a uno stimolo ma in attesa che questo arrivi e che come un paziente seduto nella sala d’attesa di un dentista in ritardo si rassegna ammazzando il tempo con la lettura.
Una volta mi scrisse un ragazzo che aveva letto il mio libro il quale, forse galvanizzato dal contenuto ironico del mio racconto, oltre a farmi i complimenti ci tenne a rendermi noto il fatto che lo aveva letto tutto tra una seduta e l’altra sulla tazza di casa sua.
Insomma leggere penso dovrebbe essere un momento di intimo piacere: un bel divano comodo, una luce calda, della musica avvolgente e il profumo di un té aromatizzato nell’aria, tutt’altra cosa rospetto a quella ridicola posizione accovacciata, con i pantaloni calati sulle caviglie e le chiappe appoggiate su una ciambella di ceramica fredda. Oltre a tutto questo poi ho sempre pensato che ci sia un tempo e un modo per ogni cosa e che farne più di una insieme non dia mai il risultato migliore quindi, per come la vedo io, o leggi o caghi, le due cose insieme, scusatemi, ma mi fa troppa impressione e poi, sarò morboso, ma mi chiedo: se lo stimolo sopraggiunge ad un punto cruciale di un racconto o sull’ultimo capoverso di un articolo di Eco, che fai? Inibisci lo stimolo contraendo i glutei rischiando l’embolo o ti liberi continuando la lettura per qualche minuto ancora tra i tutt’altro che primaverili effluvi sprigionati dalle tue viscere?

9 commenti:

La Nonna ha detto...

Tutta questa attenzione per water e deiezioni porta a supporre un periodo di merda. Forza cara, tira lo sciacquone e vai avanti divina e leggera come sempre.

Ominona ha detto...

Gioiella! hai visto che ti captia a parlar di cessi? Che non ti caga nessuno!! Kidding... sei la nostra stella!

janu ha detto...

Ho passato per i miei primi anni di vita ore sul cessi a leggere di tutto.
Poi ne ho pagato le conseguenze ( emorroidi e ragadi ) : ora non mi siedo neanche piu'.
E mi vs bene cosi' .

Anonimo ha detto...

Posso dubitare della motivazione della comparsa delle ragadi ed emorroidi?...se se
Comunque ragazzi... Siamo nel terSo millennio... Al cesso un gay che si rispetti legge tiscali su l'ipad... Ed io sono rispettabile cari! Maxmondoconv

Anonimo ha detto...

Janu caro, non puoi esser così drastico. A volte le ragadi sono un piccolo prezzo per grandi soddisfazioni (e calibri).

Anonimo ha detto...

Però cacchio che belli questi sanitari all'ultimo grido!!!
Sono così anche quelli del tuo bagno?
Amazza sn passati 20 coinquilini? Io a fatica sopporto la gatta. Comunque condivido appieno il tuo water pensiero. Ho provato una volta anche io a fare il crucipuzzle sul water ma di star lì seduto scomodo non se ne parla proprio.
Il tuo libro l'ho letto al mare: la sera a letto, la mattina e il pomeriggio in spiaggia, altro che bagno!! Be si bagno inteso come stabilimento balnerare ma mai lessi sulla tazza!!
AlexFe

A. Oscar Carini Coop ha detto...

l'unica cosa che leggo quando cago sono le scritte su shampoo e bagno schiuma. solo che, per ammettere proprio tutto, le leggo in italiano, in inglese, in francese e in spagnolo, facendo l'accento da deficiente.
questa credo che sia, anzi no, so che è la cosa più personale che abbia mai scritto su un blog

Anonimo ha detto...

@ A. Oscar Carini Coop.
Ma davvero Oscar? XD Anche io le leggo a volte ma non a voce alta, per favore mandami una tua registrazione.mp3 mentre fai l'accento da deficiente!!!!
AlexFe

A. Oscar Carini Coop ha detto...

@AlexFe. ok ma sarà un cd esplosivo. non posso permettere che qualcuno viva dopo avermi sentito mentre parlo in francese come Carlà e in spagnolo come Carrà