mercoledì 13 agosto 2008

FIAT LUX


Ieri pomeriggio, mentre avevo il laccio emostatico al braccio ed una siringa che dal televisore mi si infilava nel braccio pompando una competizione olimpica a caso, la corrente va via.
Vado al contatore. Niente, non è saltato nulla, saranno ‘sti cavoli di condizionatori e sta cavolo di Acea che non aumenta i voltaggi e sto cavolo di governo che ancora non costruisce qualche 45 centrali nucleari e siamo costretti ancora ad andare a carbonella. Fatto sta che dopo mezz’ora mi rassegno e mi metto a dormire. Mi risveglio. Niente. Apro il frizer in piena sindrome da massaia: se si scongela devo cucinare 2 chili di petti di pollo e domani parto pure!
Aspetto, aspetto, aspetto. La sola cosa che funziona è l’aipodtac sul quale, per fortuna ho scaricato un Brein Cialleng. Ci gioco un po’ solo per sapere che, di quel solo 10% del nostro cervello che usiamo (a quanto dice il dottorino elettronico che mi parla dallo schermo), io ne uso solo il 6%.
A un certo punto mi sorge un dubbio, ma la corrente sarà andata via in tutto il palazzo? Di sicuro non in quello di fronte visto che, dalle 8 del mattina, c’è un gruppo di discreti operai che stanno evidentemente scavando un nuovo canale di Panama e si parlano da una camera all’altra gridando come se si dovessero far sentire fino a Viterbo. Ormai li conosco tutti per nome: Gaetano, Antonio e Giovanni.
Busso alla vicina. Lei fa la verifica e la luce le si accende. M’avessero comunicato la morte di un cugino, mi sarei sentito meno sconfortato. Questo significa:
a) che la corrente manca solo a me
b) che evidentemente è un guasto che non saprò aggiustare da solo
c) trovare un elettricista
d) che è il 12 agosto quindi per trovarne uno devo sequestrargli il figlio e, solo così, costringerlo a venire da me.
Il marito della vicina, dalla finestrella che da sulla tromba delle scale, come fosse una monaca di clausura, vaticina: “Po’ esse un contatto, hai visto le prese?”
Quindi torno a casa e smonto tutte le prese della corrente. Niente sono tutte ben collegate. Le rimonto tutte e nel frattempo inizio a sudare secchiate d’acqua.
Esco e trovo miracolosamente un negozio di elettricisti. Il marito della signora è fuori ma appena torna me lo manda. Io esco in ginocchio e le mani giunte per muoverla a compassione facendo si che davvero mi faccia venire il marito quanto prima.
Alle 6 arriva, apre la scatola dei fili, mi dice: “manca una fase. Devi chiamare l’Acea. 20 euro”. Tempo medio di permaneza: 3 minuti (io dovevo prendere il diploma alla Scuola Radio Elettra altro che).
Chiamo l’Acea e mi risponde il servizio emergenza.
Dopo aver dato tutti i dati, mi fa: “guardi, arriveranno entro tre ore (perfetto che vuoi che sia in confronto alle tenebre eterne?)”.
Quindi gli faccio: “Che fanno mi telefonano quando sono qui sotto?”.
Manco gli avessi detto Mortaci Tua, mi risponde: “Se e mo che chiamano?”.
E io: “scusi ma come faccio a sapere quando arrivano se non ho la corrente e il citofono non funziona?”:
Lui: “Loro non possono chiamare tutti i clienti”:
Io quando sento delle risposte così idiote vengo preso dall’impulso omicida del Canaro della magliana.
“Si ma se non ho corrente che facciamo?”.
“Buonasera, e riattacca”. Io non gli auguro certo la morte ma spero che questo operatore venga dilaniato da un disturbo intestinale che lo costringa ad andare al cesso dove non troverà carta igienica e bestemmiando, si senta dire da una voce celeste: “beh, ma mica è detto che ci debba per forza essere la carta in un bagno!! Buonasera!!”.
Quindi io ho passato un’ora affacciato alla finestra come la piccola vedetta lombarda con il terrore che se fossero passati e non gli avessi aperto, avrei perso il turno e sarei stato costretto a girare per casa con quintali di Glimma (gli inutili moccolotti di Ichea).
Alla fine li vedo arrivare e inizio a sbracciarmi, manco fossero le truppe americane il giorno della liberazione. Hanno l’aria scazzata di chi dice “sono le 8 di sera del 12 agosto e stamo ancora qui’ a riattacca’ corrente”:
Entrano, smontano il blocco avvitano una vite e torna la luce! Tutto qui? Salutano e vanno via, senza chiedere un soldo, come due eroi d’altri tempi.

9 commenti:

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angie in crisi ha detto...

invasione?
greenpis?

eccheccazzo!
Ciao Insy, buone vacanze, ho contattato il mio bagarino, forse ho risolto per te, al massimo gli faccio io il bonifico e poi me li ridai alla prima occasione.
Così ti sentirai in obbligo di incontrarmi...hihihihi.
Mi raccomando di non fare il bravo a Barcellona.

itboy_76 ha detto...

Peccato: la casa illuminata da 100mila glimma ha sempre un suo perchè! (

Buone vacanze, Insy!

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

ANGI, davvero? prato? a meno di 10 milioni di euro? fammi sapere!!! se mi scrivi in privato ti do ancoe il mio nuilero di telefono e, volendo altro!!
INSY

ITBOI: grazie e corri anche per me!!!

miss perù ha detto...

beh cara coinqui... ti sei dimenticata di chiarire che uno dei tecnici era quasi quasi bono (o forse era troppo buio e l'ho visto male!!!)
cara insy divertiti e mi raccomando, mai più di due insieme (intendo uomini nella tua camera d'albergo)baci cara

angie in crisi ha detto...

Insy, amore, mi ero per un nanosecondo illusa che quell'"altro" potesse essere il tuo meraviglioso corpo.
Ma perchè sono nata donna?
Ti faccio sapere!

halfblood ha detto...

beh a volte sti tipi dell'enel o della telecom e simili davvero rispondono come se non avessero in connessione bocca e cervello .... a testa di cazzo!