lunedì 23 agosto 2010

L'ERPES E' LA LETTERA SCARLATTA.



L’altra mattina mi sveglio e sento subito che c’è qualcosa che non và. Un formicolio caldo e fastidioso sul labbro. Conosco bene quella sensazione. Soffro di erpes praticamente dalla nascita. Con la lingua sondo la superficie e capisco subito che sarà uno sfogo da record. Ed è pure sabato il che significa che a meno che una faglia si sposti sotto l’EUR portando il quartiere alla deriva del continente, io andrò al villag e non sarà mai buio abbastanza per nascondere l’orribile ulcera che si sta sviluppando sulla mai bocca. In genere mi esplode sul labbro superiore donando, almeno per il primo giorno, un turgore volumizzante niente male ma stavolta è in basso e l’effetto è quello di un’espressione imbronciata con il labbro pendulo.
Mi precipito in cucina, afferro una fettina di manzo surgelato e ce la schiaffo sopra. Chi ne soffre, sa che è un metodo per bloccarne la riproduzione. Mentre me ne sto con questo pezzo di carne sulla bocca, frugo nei cassetti per cercare l’aciclovir e Compid. Ce n’è una goccia dell’una e appena un paio dell’altra.
“ha un erpes?”, mi chiede il farmacista giusto appena interessato. Punto il dito come una freccia verso il labbro e lui risponde mimando con il viso l’espressione che avrebbe potuto fare se avesse visto uno scarafaggio attraversargli il bancone e penso a come avrebbe reagito se gli avessi chiesto la preparazione H.
Sarei dovuto andare al mare ma non posso prenderci il sole. Per ammazzare il tempo non mi resta che andare in palestra. Questa volta sembra davvero più grosso del solito e per evitare altre espressioni di ribrezzo ci vado alle 3. Di sabato è l’orario dei disperati in inverno, figuriamoci il 20 agosto. Come immaginavo c’è poca gente e quelli che sono lì non possono certo permettersi di criticare il mio di aspetto.
Torno a casa e metto aciclovir, toglo aciclovir, metto compid, tolgo compid, sembro Caraté Chid con la cera, senza sosta, ma è la sola cosa che funzioni. Per fortuna con l’età le ferite sono diventate sempre più piccole. Da piccolo mi uscivano delle croste enormi, orribili e dolorose. Per anni ho chiesto a mia madre di trovare in farmacia una soluzione.
“Lascia perdere, passa da solo”, mi rispondeva sminuendo. Ma è pur vero che è sempre stata una donna convinta che il tumore potesse essere curato con un bicchiere di latte caldo e miele. “Evidentemente sei stressato, è uno sfogo naturale. Ringrazia dio che ti viene sul labbro e non al cervello”. Aveva sentito una volta di questo leggendario sfogo e pensava che un bambino di 10 anni dovesse essere quindi grato di ritrovarsi solo un plastico del Imalaia sul labbro invece di un epres nel lobo temporale.
Insomma sabato sera, alla fine riesco ad arginare l’ulcera per la serata anche so già che l’indomani esploderà con la violenza di un male innaturalmente trattenuto.
Sono al villag e, nonostante i cerotti invisibili nascondano bene, è inevitabile che parlando con qualcuno per più di 2 minuti al bar questo non si accorga che ho un labbro mariniano.
Solitamente la prima cosa che mi sento dire ogni volta che rivelo si tratta di erpes e non una piaga da sindrome da immuno deficienza acquisita, è: “chissà con chi ti sarai baciato!”. E mentre avverto la sottile sensazione di sentirmi dare della puttana ribadisco per la milionesima volta che non è così che si prende l’erpes. “E’ lo stress e il sole”, rispondo. E mi accorgo che mi sto quasi giustificando per fugare le insulse allusioni.
Decido quindi di buttarmi in pista mettendomi contro luce e costringendo i miei amici a disporsi a paravento umano.
Oggi è il terzo giorno. quello di consolidamento dell’eruzione. Più grossi di così non dovrebbe crescere. Continuo a spandere crema come cera sul pavimento. Inesorabilmente e consapevole che questo sgambetto da stress mi costerà l’ultima settimana di ferie non potendo mettere piede sulla spiaggia per evitare che mi resti una cicatrice a imperitura memoria del mio atto di sconsideratezza. Quindi per ravvivare la mia invidiabile abbronzatura oggi mi lancerò sotto la lampada. Anche questa è pericolosissima per l’erpes ma il genio del male che è in me ha escogitato una soluzione. Mi basterà ricacciare il labbro in bocca per 15 minuti tenendolo al riparo dai raggi. Certo a immaginarla la scena sembra piuttosto ridicola ma nell’intimità della capsula non lo sarà certo di meno di quando mi metto a ballare ascoltando il mio aipod, agitandomi come un’afroculona americana sicuro che nessuno mi stia vedendo.

12 commenti:

Paolo ha detto...

Fammi capire, ma tutti questi anni di psicoterapia che hai fatto a cosa sono serviti?

Mi stupisce già che tu non abbia (quantomeno non ne fai cenno) sviluppato nessuna tecnica di rilassamento e di auto-ipnosi, ma sopratutto proprio nessuna capacità di avere una comprensione di cosa il tuo corpo ti stia dicendo. Nel senso, se l'herpes è una reazione stressiva, come certamente è, tu non pensi di fare qualcosa di diverso dal solito, non so fosse andare in un museo che almeno l'aria è fresca, o prendere una macchina e andare da qualche parte anche nei dintorni di Roma, ci sarà pure un posto tranquillo dove stare in pace senza clamori, e invece ti fiondi in tutti i contesti compulsivamente gay, arrivando al Gay Village dove incroci gente così sensibile che ti dice che l'herpes ce l'hai perchè pomici troppo in giro.

Pare che hai cominciato una lotta con il tuo corpo a chi è più testardo, pensi di vincerla?

Ma la psicoterapeuta era freudiana? :)

Luca ha detto...

Prova il Vectavir (Principio attivo penciclovir)! Funziona meglio dell'aciclovir! In più te lo danno in un astuccio arancione con lo specchietto interno.. parola di chimico farmaceutico gaio! :)

K@RL ha detto...

Come ti capisco.. Anch'io ne soffro da sempre. Tengo l'Aciclovir costantemente sul comodino perchè così se di notte mi sveglio e ho la sensazione che stia per uscirmi, me lo spalmo all'istante..

Anonimo ha detto...

Vai di RHUS TOX alla 5 CH. Chiedilo in farmacia, è meglio di tutte le creme e pomate varie!

Anonimo ha detto...

fammi capire...per la maggior parte dei gay herpes=pomiciare con chiunque????? "siamo" realmente così ignoranti?

Robby ha detto...

Solidarietà estrema. Anche io ne soffro, e ovviamente sempre quando c'è una cena importante o il primo incontro con un ragazzo che mi piace.
La vitamina B (presa in dosi massicce) aiuta.

Robby

Eli ha detto...

Prova l'olio essenziale di Bergamotto - l'unico neo è che è fotosensibile.

Andrea ha detto...

Veleggio sulla stessa barca nella stessa lunghezza d'onda... stamattina presa la prima pastiglia di Aciclovir. Prima andavo di Zovirax in minitubetto che neanche la Prairie costava tanto; adesso mi sono convertito alle compresse di Aciclovir che, oltre a impedire l'effetto labbro bianco stile canotto, mi sembra facciano effetto più velocemente e lascino meno croste e crosticine varie.

Nicola ha detto...

E' un po' che non mi esce. Comunque le ultime volte avevo abbandonato l'aciclovir e mi sono fatto solo di Compeed perchè non lascia le crosticine. Sappi comunque che ai primi segnali le cose migliori sono due: gocce di limone e un bel po' di dentifricio pasta del capitano. Una volta ho pure dimenticato di togliere il dentifricio prima che si seccasse e così s'è tolta tutta la crosta su un colpo. Malissimo, ma si è eliminato in 4 giorni.

Anonimo ha detto...

" Come immaginavo c’è poca gente e quelli che sono lì non possono certo permettersi di criticare il mio di aspetto. "
Ale non è che fai la fighetta che se la tira troppo? ;-)

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

senti se non me la posso battere con 3 70enni e 2 donne grasse!! :)

Anonimo ha detto...

Alessandro, non hai idea dei danni che possono fare 15 minuti di lampada solare. Se fossi in te non me le farei piu'... (consiglio del dottore)!