martedì 21 settembre 2010

Hart Bit

Ieri mio fratello mi telefona. Quando lo fa ho sempre un brivido lungo la schiena e non sentendoci solitamente per commentare le partite o le puntate di X Factor c’è sempre un motivo che è quasi sempre grave.
Infatti è così: mia madre è in ospedale. Avendo problemi all’anca penso che sia quello il motivo ma viene subito spazzato via da una causa che ha la dirompenza di uno zumami: ha avuto un attacco di cuore.
30 secondi dopo un razzo argentato sfreccia lungo la tangenziale in direzione ospedale.
Entro come una furia nella sala d’attesa che è il solito caroselli d’umanità. C’è persino la polizia penitenziaria che scorta una pregiudicata in barella.
A mio fratello hanno detto che ci faranno sapere qualcosa di lì a un ora. Ne dubito fortemente e ci prepariamo alla lunga attesa. Mi racconta che mamma ha avuto un dolore al petto e al braccio. I sintomi sono inequivocabile. Lui è abbastanza sereno ma lo siamo di famiglia: finché non vediamo una bara, non ci agitiamo mai.
Due caffé, una bottiglietta d’acqua, una sfogliata poco attenta al giornale.
L’ora è passata e con una puntualità inaspettata. Ci chiamano.
La scorgo appena dalla porta socchiusa. Non me la possono far vedere, non tanto per il suo stato quanto perché è ancora in una stanza piena di pazienti e il rispetto per la sofferenza è un limite che condivido.
Un infermiere ci da i suoi effetti personali. Averli lì in una busta mi fa uno strano effetto. Ma scaccio il pensiero. Mi conferma che ha avuto un problema cardiaco. Entro 2 ore la assegneranno al reparto di terapia intensiva. Questo è quanto. Lui non sa di più io non so che chiedergli.
Torniamo in sala d’attesa. Fuori fa un caldo insopportabile. O almeno così mi sembra.
Ne approfitto per passare a casa e prendere beni di conforto per l’attesa. Poi, passo a staffetta lo scuter a mio fratello che passa a prenderle pantofole, camicia da notte e tutte quelle cose che servono quando si va in ospedale, compresa una pila di riviste che sembrano essere scritte apposta per degenti e vacanzieri.
Facciamo un giro delle telefonate. Parenti, amici, persino mio padre.
Ancora una volta, puntualmente, allo scadere della seconda ora ci chiamano e ci fanno salire in terapia intensiva.
Si entra uno alla volta, abbiamo solo un’ora di tempo e bisogna indossare camice e copriscarpe: sembrano le regole di un gioco ricompensa da realiti.
Entro prima io.
Sento mia madre arringare la cardiologa che ha lo sguardo sgranato. Mia madre le sta comunicando che non ha alcuna intenzione di stare lì per più di un giorno.
“Signora io non la posso obbligare ma ha avuto un infarto”.
Mia madre polemizza e un po’ mi tranquillizzo. È tipico di lei. Ma capisco anche che ha paura, non vuole essere ricoverata pensando che uscire dall’ospedale significhi lasciarsi dietro il dolore. È un pensiero semplice, emotivo, infantile e mi fa tenerezza. La bacio, mi siedo accanto a lei. La cardiologa permette anche mio fratello di entrare.
“Facciamo l’anamnesi insieme. E’ importante che ci siano anche i figli”.
La dottoressa parte con una sfilza di domande alle quale mia madre risponde sempre più docilmente. Il sedativo che le hanno dato inizia a fare effetto ed è meglio per tutti noi.
La cardiologa le spiega che dovrà fare la coronarografia che per noi potrebbe essere anche un ballo tribale africano. Ci spiega di cosa si tratta ma a prescindere da questo, è un test inevitabile quindi tanto vale.
Poi ci lascia con lei per un’altra mezzora. Mentre lei mangia io e mio fratello scherziamo con mamma. Le facciamo notare che c’è anche una telecamera che la sorveglia 24 ore su 24. Lei fa le corna con la mano e ci chiede: “che dite, m’avranno vista? “.
Nonostante i camici che indossiamo, i monitor alle pareti e il letto che sembra una capsula spaziale, la sensazione è quella di stare a casa. Siamo tutti inaspettatamente sereni. Forze è una tecnica inconscia di rimozione ma chissenefrega. Mi passano per la testa tanti pensieri sul tempo che passa, sull’invincibilità presunta dei nostri genitori che con gli anni si umanizza sempre di più mostrandoceli fragili e vittime della vecchiaia e penso che questo, proprio questo, è il momento del contraccambio. L’attimo in cui le parti si invertono e i figli devono diventare tutori dei loro genitori tanto quanto hanno fatto per anni loro con noi. E tutto all’improvviso ha un senso.

27 commenti:

Oscar ha detto...

al posto di coronarografia avevo letto coreografia, e per un istante ho immaginato l'infermiera che vi metteva tutti in fila e la musica di Chorus Line che parte sotto.. :-)

ti abbraccio, Insy.

Portnoy ha detto...

MI hai fatto commuovere e mi hai ricordato momenti purtroppo vissuti più volte.

Grazie

Macsi ha detto...

Ti abbraccio di cuore Insy, tanti auguri per tua mamma.

Anonimo ha detto...

devo ammettere che mi sono commosso, so esattamente cosa significhi e le considerazioni finali sono le stesse che feci io quando mia madre ebbe un periodo in cui non stava affatto bene.

grazie insy!

kanzeon ha detto...

Tanti Auguri per la tua mamma

taxand ha detto...

Mi è sembrato di tornare indietro di qualche anno... Amare sensazioni del tempo che inesorabilmente scorre.
Un abbraccio.

josephine ha detto...

Tanti auguri per la tua mamma... un abbraccio.

Anonimo ha detto...

Auguroni alla mamma Insy, spero che si rimetta al più presto.
Un abbraccio

Suzywong

SASI ha detto...

...leggo sempre il tuoblog e ogni volta vorrei lasciarti qualche commento ma un po' per pigrizia e un po' per mancanza di tempo rimando...ma questa volta no!ti sono vicina, credimi...t'abbraccio forte forte.
sandra

Edgar ha detto...

abbraccione

l@r@ ha detto...

un bacio alla tua mamma che si rimetta presto.

Anonimo ha detto...

Alessandro, leggendo il tuo "racconto" ho rivissuto certi momenti del passato e so benissimo cosa sifichino l'attesa,l'ambiente dell'ospedale e anche la combattivita' della tua cara mamma. Sono cose che ho vissuto prima di te e ti comprendo pienamente. C'e' tanta umanita' in questo tuo post,questa condivisione delle tue preoccupazioni che sento quasi di esserti vicino anche fisicamente. Auguri di cuore,non so dirti altro,ma vedrai che tua mamma se la cavera' benissimo,solo deve attendere e pazientare. Un abbraccio dal vecchio Pier.

strong ha detto...

Alessandro come mi ha fatto piacere leggere queste parole. Mi dispiace per tua madre, ma questo post è davvero bello. Io piango spesso e anche stamattina ci sono andato vicino. Mi è sembrato di essere proprio lì e mi piacerebbe rivedere presto un tuo libro. Grazie

Enrico* ha detto...

Tanti auguri di cuore per tua mamma. Un abbraccio.

E. Winchester ha detto...

“E se di qui a dicembre succede un imprevisto?”. Ping.
“Ci penseremo allora, eventualmente”. Pong.
“Mia madre forse avrebbe bisogno di me”. Ping.
“C’è tuo fratello”. Pong


Niente niente porti jella?! ;-)

Tiziana ha detto...

So bene cosa significhi... ho la mamma cardiopatica... Sono anch'io nel percorso della vita in cui si diventa responsabili e protettivi nei confronti di chi ci ha protetto per tanto tempo, e li si scopre fragili ed impauriti...
Ti abbraccio e faccio alla mamma i migliori auguri per tutto.

Alessio ha detto...

Caro Alessandro, sono un tuo accanito lettore. In bocca al lupo per tua mamma.
Un abbraccio,
Alessio

propofol ha detto...

Coraggio, come diceva un mio professore di cardiologia: oggi se a 50 anni non hai fatto almeno una coronarografia vuol dire che la tua vita è proprio senza sale.

Andrà tutto per il meglio!
un mare di auguri!

Portinaio ha detto...

Per la mamma di Insy: hip hip urrà!
E se ti può consolare mia madre l'ultima volta ha detto al medico che mio padre aveva appena tolto l'utero

Monica ha detto...

Un abbraccio forte! E auguri di pronta guarigione per la mamma.

Rosa ha detto...

Auguri per la tua mamma!
Questo racconto m'ha ricordato di quando 5-6 mesi fa mio suocero è finito in ospedale per lo stesso problema. Quest'uomo gigantesco, dagli infiniti abbracci mi è apparso in tutta la sua umana fragilità per la prima volta, nonostante cocciutamente dopo l'infarto abbia voluto raggiungere l'ospedale in macchina, guidando... Testone!
Ora sta benone, è finalmente riuscito a portare fino in fondo una dieta e io gli voglio ancor più bene, perchè l'ho visto in tutta la sua umanità, anche in quegli aspetti che lui per carattere tende a nascondere.

Un abbraccio a te e a mammà!

Rosa

Anonimo ha detto...

dietro tanta ironia e cinismo si nasconde un grande cuore, non avevo dubbi... un grande in bocca al lupo a tutti voi, e che possiate presto fare una cenetta tutti assieme, naturalmente ridendoci sopra al ricordare le corna di tua madre...!!!

Aion ha detto...

Insi proprio un bel post..

Un abbraccio,
Aion

Anonimo ha detto...

tanti auguri alla mamma.. Sergio

Lisa ha detto...

Che bel post Insy.
Ti leggo da tanto, sui temi più svariati, mi piace molto come scrivi e condivido anche parecchie delle tue idee, ma non avevo mai sentito il bisogno di commentare.
In questo post però c'è così tanta umanità e verità da far sentire "a casa" anche chi legge. E' impossibile non partecipare...
Bella la tua famiglia! Un abbraccio e un in bocca al lupo alla tua mamma :)

Rokkus ha detto...

Ti leggo spesso, ma commento molto raramente. Questa volta un "in bocca al lupo" per mamma ci sta tutto, con la speranza di leggere presto buone notizie su queste pagine che mi(ci) fanno compagnia, strappandci spesso un sorriso e a volta una lacrima. Ciao!

Anonimo ha detto...

auguri insy
un abbraccio alla mamma
io che non ho figli