giovedì 5 luglio 2012

NON ASCOLTERO' PIU' UNA CANZONE DI DALLA.


Quando è morto Lucio Dalla sono stato tra quelli che nonostante le sue simpatie per l'Opus Dei, nonostante la sua sessualità "discreta", nonostante il rifiuto sistematico di schierarsi al fianco di ogni forma di lotta che riguardasse i diritti dei gay (che dovrebbe prescindere dalle inclinazioni di ognuno visto che io mi batto anche per gli immigrati, le donne e gli ebrei pur non rientrando in nessuna di queste categorie ma, vabbé questo è un altro discorso...) e nonostante presentasse il compagno Marco Alemanno come un amico (neppure più Valentino descrive così Giammetti) ne difendeva commosso la memoria convinto che, pur volendo mantenere un riserbo nei confronti della sua vita privata, avrebbe comunque elargito nel testamento un segno tangibile della gratitudine che tutti noi, si spera, nutriamo per chi ci è stato accanto per oltre 10 anni. "Vedrete, non può essere tanto meschino da non lasciargli qualcosa", dicevo, e ne ero assolutamente convinto.
Ieri è stato aperto il suo testamento. Tutta l'eredità va a 5 cugini (con i quale pare non avesse neppure un grande rapporto) mentre a Marco Alemanno (ormai sdoganato dalla cronaca e presentato in tutti i TG come il compagno), nulla. Mi sento molto deluso, anzi tradito. Tradito per tutte le volte che mi sono commosso sentendo le sue canzoni e per quel briciolo di orgoglio che provavo nel condividere con lui (sebbene non ne avesse mai fatto parola, o quasi) l'appartenenza alla stessa "razza" che forse con troppa enfasi romantica mi fa sentire vicino a tutti gli omosessuali che nella storia hanno lasciato una traccia del loro genio.
Mentre scrivo, mi vengono alla mente le sue poesie in musica ma, alla luce di un gesto tanto iniquo, davanti a una tale scarsa generosità anche materiale inizio a convincermi che in fondo la sua poetica sia stata solo un bluff, un esercizio di stile, parole sublimi che non arrivavano dal cuore ma dal cervello e che alla fine Dalla sia stato come un tamburo che producesse sì un suono ma che proviene in realtà da uno strumento vuoto. Per questo non ascolterò più una sua canzone. L'arte non può prescindere dall'artista e se non lo si stima, se lo si ritiene fasullo, la sua produzione, per quanto sublime, non può creare quell'empatia necessaria alla generazione di un'emozione.  
Forse non sono a conoscenza di tutta la faccenda, forse gli ha lasciato dei soldi in una cassetta in Svizzera di cui solo il compagno ha la combinazione ma anche fosse, resta il fatto che, di fronte ad un atto pubblico, abbia continuato a nascondere il nome del suo amore. Si pensa sempre che un artista sia migliore di noi altri, e ne sono convinto, ma in questo caso Lucio Dalla si è comportato come un omuncolo comune trattando il compagno come un'amante qualsiasi, perfetto nel letto ma imbarazzante in pubblico.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

O forse Dalla è caduto vittima della (umanissima) sindrome di "Ho solo 69 anni, c'è tempo per fare testamento"?

Simone ha detto...

Non e' stato aperto nessun testamento perche' Dalla non ha lasciatto nessun testamente da aprire.
Intanto sui giornali qualcuno se la prende con il fatto che non esiste una legge per le unioni civili (matrimonio sia mai nominarlo) senza capire che se Dalla voleva lasciare tutti i beni al suo compagno o corista (cosi lo definiva Avvenire) aveva tutti i mezzi per farlo, non l´ha fatto quindi quelle erano le sue volonta'.

Ominona ha detto...

attenta INSY... Dalla ha creato molte, moltissime società per la cura dei suoi diritti di autore cme per latri suoi interessi. Il caro Alemannno (c'era anche lui in coppia per 10 anni, vero? e lo era anche nei silenzi opportuni, nel basso profilo, giusto?) illo tempore è stato fatto titolare di molte quote di queste società. E questo dal punto di vista meramente economico, per il mantenimento del caro amico. Dal punto di vista etico e morale, mi ripeto: dov'era Alemanno? Se è stato zitto per tanto tempo, potrebbe serenamente continuare a farlo, o no?

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

trovo comunque molto triste la faccenda...

Parigino ha detto...

Anch'io, che pure sono molto discreto di mio - penso che tutta la vicenda abbia risvolti di profonda tristezza: sembrano contare di più dei parento lontani che la persona con cui Dalla ha vissuto per 10 anni. E' tutto incredibilmente triste!

Anonimo ha detto...

Parigino, tu dici che è triste. Io penso che sia invece una legge giusta.
Se tu non decidi, autonomamente e volontariamente, di fare un testamento e di stabilire nero su bianco chi è importante nella tua vita e chi no, allora la legge può solo prenderne atto e fare riferimento allo stato anagrafico: quindi vincono genitori, fratelli, nipoti.
Io non credo che Dalla fosse stupido: se non ha fatto testamento verso il suo compagno, vuol dire che non voleva farlo...

ZS

Anonimo ha detto...

Insy io non ti conosco ma posso dirti con molta tranquillità di continuare ad ascoltare Lucio Dalla. Molte cose non sono dette o sono tralasciate in questa vicenda perché è più bello o più comodo o più appariscente fare un titolo scandalistico che dire la "verità". La verità è che: Lucio Dalla non ha fatto testamento e questo non perché non voleva lasciar nulla al compagno o non voleva proteggerlo. Semplicemente, come timidamente ha detto l'avvocato D'Andrea (leggi le dichiarazioni du ADnKrons) il testamento sarebbe stato quasi totalmente a beneficio della fondazione. Ti assicuro che è proprio così. Fuori da questo benedetto testamento non è rimasto solo Alemanno ma anche tutto il resto della famiglia di Dalla, e non mi riferisco ai parenti che hanno ereditato, ma alle persone che insieme a Marco Alemanno hanno vissuto una vita intera con Dalla e alle quali lui voleva bene. Non so se questo ti rassicura, ma Marco Alemanno è forse il meno svantaggiato in questa situazione, ti assicuro che non morirà di fame. Il suo è più che altro un disagio morale, una profonda sofferenza, un senso d'umiliazione e d'impotenza e di dolore. Continua ad ascoltare Dalla: non si nascondeva, come tanti dicono, non combatteva battaglie che non sentiva sue, forse sbagliando, ma era una persona splendida, come Alemanno, e meriterebbe più rispetto. Ciao!

stan ha detto...

sono stato linciato dalla rete e dai social network per aver sostenuto immediatamente questa tesi. Mi compiaccio di te e del tuo garbato eloquio che in toni meno eleganti condivido. Non nutro nessuna simpatia per la "vedova" che ha reso pessimo servigio alla comunità accettando il ruolo che i media gli hanno confezionato, e ribadisco che lucio dalla (minuscolo) aveva interesse a non rivelarsi per meglio vendere le sue produzioni a pubblicitari che non avrebbero comprato merce "segnata" e in questo rivelatosi per ciò che era: un avido figlio di buona donna(mai stato fedele)convinto di non morire tanto banalmente. Mi ha rovinato la gioventù e diversi viaggi in macchina con i miei genitori, ora so che il mio fastidio era intuito precoce! grazie di averlo scritto!

Anonimo ha detto...

Attenti a non commettere lo stesso errore fatto con la coppia Versace - D'Amico. Anche ad Antonio spettava un vitalizio di 50 milioni di lire al mese e i gay tutti, a cominciare dai militanti in capo alle associazioni, attaccavano Gianni (e fratelli) perché non gli aveva lasciato nulla (sticazzi! A guardagnarli 600 milioni di lire, oggi 400.000 euro, all'anno).

Aurora ha detto...

mai piaciuto Dalla, mai piaciuta la sua musica. La trovo espressione scontata e emozianilistica di una generazione non mia. (per inciso una generazione che non riconosceva un omosessuale neanche se gli mordeva il culo)