mercoledì 17 giugno 2009

IL SECONDOGENITO

La colpa di chi nasce ad agosto ricade sempre sui suoi genitori
E se il sudore abbonda sulla fronte del padre che aspetta nervoso fumando sigarette nel cortile assolato dell’ospedale semi deserto, figuriamoci in che condizioni si prepari all’espulsione quella povera donna afflitta dalle doglie. In questo contesto da acciaierie nasce mio fratello. Secondo di due.
La sera prima io e mia madre stiamo abbracciati sul balconcino di casa (un diminutivo piuttosto clemente trattandosi di una sporgenza di un metro per due) guardando le stelle e cercando un po’ di refrigerio. Il giorno dopo sfreccia con mio padre in una Alfasud testa di moro per le vie deserte di una Roma alla vigilia di Ferragosto.
Speravo da anni di avere un fratello. Avendo l’esempio di mio cugino, unico altro della famiglia che fosse più piccolo di me, mi ero convinto che tutti nascessero come lui: parlante, in grado di mangiare da solo e capace di saper contare almeno fino a 10, numero sufficiente per garantire una dignitosa partita di nascondino.
Quando invece, attraverso il vetro, l’infermiera che lo regge in braccio, ci mostra mio fratello la delusione è più forte dell’entusiasmo di mio padre che salta come un babbuino di fronte ad una cosa arrossata dallo sforzo del pianto e con una specie di budello vischioso, lungo e nero che gli pende dall’ombellico.
“Ma non è come Federico!”, l’espressione delusa è sempre la stessa che mi si era impressa sul volto al momento della presentazione. Nonostante abbia cinque anni, comunque non è proprio quello che una madre appena sventrata dal secondo cesareo vorrebbe sentirsi dire mentre tiene in braccio il secondogenito.
“Ma Federico ha tre anni. Anche lui crescerà”, mi risponde mia madre con una frase pacificatoria che è solo la prima di miliardi di atre che negli anni dirà per pacificare gli scontri tra me e mio fratello.
“Sì, ma ci voglio ancora tre anni!”, rispondo ostinatamente.
Il terzo figlio in genere è l’errore di una notte e tutti i successivi vengono sole se sei un fanatico dell’Opus Dei, il secondogenito invece arriva per due motivi: con il primo è andata benissimo e si vuole ripetere la stessa felice esperienza. Con il primo è andata malissimo e si vuole fare finalmente una felice esperienza. Non ho mai chiesto ai miei quale delle due li abbia spinti a ripetere l’esperimento. E che sia stata superbia o speranza di redenzione l’esperimento gli è comunque sfuggito di mano.
La prima a intuire che Stefano sarebbe stato un bambino piuttosto vivace (aggettivo che calzava a lui con la stessa eufemistica aderenza come definire robusto me che a 8 anni pesavo sessanta chili) fu mia madre. Attaccato al capezzolo, mio fratello non succhiava, mordeva. Nonostante questo, la mamma si ostinò ad allattarlo minimizzando i lividi sul petto fino al giorno in cui vedemmo Stefano masticare beatamente nel lettino qualcosa che una volta cavatoglielo a forza dalla bocca, scoprimmo essere l capezzolo mancante di mia madre. E fu così che passò al latte artificiale.
Ad un anno e mezzo era già campione di arrampicata libera sulla libreria di quercia di mio nonno. Una parete di pesantissimi scaffali colma di libri ed enciclopedie (abbindolate da venditori porta a porta) che si inerpicava fino al soffitto. I miei lo lasciavano fare sperando che così si stancasse abbastanza da cadere in un sonno profondo che neppure la camomilla riusciva a garantire dato che mio fratello era “uno di quei casi su un milione” sul quale l’infuso aveva invece un effetto eccitante (dubbio di mia madre che venne poi confermato dal pediatra dopo essersi accorta che più ne beveva più lui passava la notte sveglio, urlando e prendendo a pugni il suo orsacchiotto preferito ormai menomato di un occhi, entrambe le orecchie ed una gamba e onorificato a fine carriera con la croce al valore civile dell’ordine dei peluches).
Fu durante una di queste scalate che, tra il quarto e quinto scaffale, la sua morsa cedette facendolo precipitare giù andando a sbattere sul penultimo ripiano con l’unico incisivo che all’epoca gli era spuntato. Dopo anni continua ancora a tutti noi della famiglia capire la dinamica dell’incidente ma siamo più che certi che avesse disperatamente cercato un appiglio aggrappandosi con il dente. Quando atterrò aveva il sangue che gli usciva dalla bocca. Emise un unico urlo lancinante che richiamò i miei genitori poi il suo voltò si tramutò ne L’urlo di Munch: muto e disperato. Tanto era infatti il dolore che andò in apnea e nonostante le fauci aperte, non emetteva nessun suono. Le lacrime si erano impastate al sangue e le sue tempie erano due bracieri. Appena si riprese un po’, mio padre iniziò a pulirgli la bocca incrostata e lì iniziò il dramma vero. Il dente, l’unico, non c’era più. La battuta di caccia alla ricerca dell’incisivo partì subito. Capo spedizione mia madre detta occhio di lince. Io seguivo a quattro zampe e nelle retrovie mio nonno che con le mani giunte dietro la schiena osservava la scena dell’incidente con l’attenzione e lo scrupolo di chi non ha più fretta nella vita.
Niente. Il dente non si trovava.
Credo che i miei genitori abbiano sempre vissuto nel terrore di finire prima o poi inquisiti per violenza verso i minori perché spiegare come un bambino di 18 mesi riuscisse ad arrampicarsi come un capriolo rompendosi un dente a seguito di una caduta di 3 metri era molto meno verosimile che credere di aver massacrato il figlio in un momento di nervosismo eccessivo.
L’unica ipotesi plausibile era che il dente l’avesse ingoiato. A me non sembrava comunque una cosa tanto grave al punto di giustificare il fatto che nei tre giorni successivi, mia madre i mio padre passassero al setaccio la cacca i mio fratello per trovare l’incisivo perduto. Anche qualora l’avessero rinvenuto cosa pensavano di fare? Rincollarglielo?
Ma neppure questa disgustosa ricerca sembrò portare a dei risultati.
Qualche giorno dopo mentre mio fratello come al solito veniva tenuto fermo dalla morsa di mio padre per non farlo divincolare durante la tortura della pappa con mia madre che cercava di forzargli la bocca usando il cucchiaio come fosse un piede di porco per poterci versare dentro l’omogeneizzato, videro l’incisivo che credevano perduto, spuntare fuori di nuovo.
O mio fratello aveva nel corredo genetico la capacità degli squali di sostituire con dei nuovi denti quelli perduti o, come più plausibile, seppur nella sua straordinarietà, l’impatto sul bordo della libreria era stato talmente violento da causare il rientro nelle gengive per poi spuntare nuovamente. Mia madre iniziò a piangere dalla gioia e ad abbracciare Stefano che approfittò del momento di distrazione per sputare il bolo di verdura che aveva in bocca, mentre mio padre si sentì sollevato dalla sicurezza di non dover più rimestare nella merda del figlio che, sebbene fosse sangue del proprio sangue, pur sempre merda era.

25 commenti:

Morgana ha detto...

tutto è bene quel che finisce bene! :D
L'unica volta invece che mia sorella ha urtato (contro il ginocchio di mio padre NdM)...è svenuta! Orribile. Gli istanti più lunghi di tutta la mia vita...li ricordo come se fosse stato ieri.

Enrico Siringo ha detto...

Sob, io figlio unico rimpiango di non aver avuto un fratellino da maltrattare, o un fratellone su cui scaricare le colpe... o una sorella a cui rubare i vestiti :P

massarosa ha detto...

Mio fratello batteva semre la testa per ogni cosa che faceva, dal gattonamento ai primi passi alla bicicletta ....sempre, e una volta il rimedio per le botte sulla testa era una pezza imbevuta di aceto. Mio fratello puzzava d'aceto come un cetriolino da aperitivo, ma io gli volevo ben lo stesso. Io invece avevo sempre le croste sulle ginocchi, cascavo sempre sulle ginocchia, ed il rimedio per le croste erano impacchi di acqua e sale...sembravo una lebbrosa...

Enrico* ha detto...

Ecco, io invece sono il secondogenito che veniva maltrattato dalla primogenita...

jiojio ha detto...

ode ai fratelli minori, pesti,demoni e flagelli della nostra vita da primogeniti!
Come farei senza i miei due non saprei

Anonimo ha detto...

Uno dei post più divertenti - e dolci - degli ultimi tempi.
Il vantaggio di nascere - come me - in quel periodo dell'anno, è quello d'appartenere indiscutibilmente al miglior segno dello zodiaco! :-)

Rupert

itboy_76 ha detto...

Di solito si fa un secondo figlio perchè non si è rimasti soddisfatti del primo. Almeno è quello che ripeto da 30 anni a mio fratello maggiore

Anonimo ha detto...

Insy... che dire? Ancora una volta ci diverti e ci commuovi come pochi altri sanno fare!!

Nel merito del post solo due cosette:
- io sono la quarta di quattro e poiché i miei l'Opus Dei non sapevano manco cosa fosse mi dico 'evviva il secondo errore'!!
- poiché anche la mia compagna è la quarta di quattro dico pure 'meno male che i miei non erano gli unici a non averci capito granché di contraccezione'!!!
- io dico infine (e lo dico anche alle mie sorelle e al mio fratellone) che solo provando e riprovando si può arrivare al miglior risultato... ergo...

Un abbraccio virtuale

Whity

l@r@ ha detto...

ho le lacrime dal ridere.
bellissimo post.
vedi che la mia teoria e' giusta.
io x non provocare traumi al mio cucciolo ho deciso,paganini non ripete e mi fermo a quota uno.
riguardo alla strana ricerca posso dirti x esperienza che quando si diventa genitori ci si rincoglionisce un po'e fai cose completamente assurde.
poi con gli anni ti riprendi,penso sia colpa delle notti in bianco.

Anonimo ha detto...

Leggendo questo tuo post mi è tornato alla mente che anche mio nonno comprava volumi e volumi di enciclopedie dai rappresentanti che passavano da lui in azienda. Eravamo e siamo ancora 3 nipoti, uno era fuori gioco perchè quando gli si presentava davanti qualcosa che solo vagamente avesse le sembianse di un libro era distrutto da un impeto di rabbia (lui infatti non ha avuto una carriera scolastica gloriosa, adesso fa l'inbianchino e naturalmente guadagna più di noi), l'altro era un secchione e si capiva fin da quando ancora non era in grado di leggere così gli sono toccati tutti i volumi (non ho ancora ben capito cosa faccia deve essere un mezzo genio dell'informatica e viene chiamato in giro per il mondo ovviamente guadagna quattro soldi) io invece che ero nella piena mediocrità di quelli che se la cavano senza eccellere ho ottenuto i due volumi di sintesi...dalla A alla M e dalla N alla Z...li ho ancora...quando me ne sono andato a vivere da solo qualche anno fa me li sono portati con me, così almeno non ho dovuto comprare quei libri finti senza le pagine che si trovano negli showroom dei mobilifici...:-)
Andy

giuls ha detto...

ha ha insy sei sempre un mito!!
io purtroppo di fratelli non ne ho avuti ma li ho sempre desiderati.
in fondo gli amici sono i fratellic he ti scegli e quindi ne ho di stupendi!!
mi piacerebbe sapere se tua mamma ha letto il tuo libro e cosa ne pensa di come esce. :)
a proposito i fascicoli su come diventare aguzzini di Pinochet in dodici settimane li ha ancora? mi interesserebbero x qnd sarò pediatra :)
un abbraccio!!

giuls ha detto...

ha ha insy sei sempre un mito!!
io purtroppo di fratelli non ne ho avuti ma li ho sempre desiderati.
in fondo gli amici sono i fratellic he ti scegli e quindi ne ho di stupendi!!
mi piacerebbe sapere se tua mamma ha letto il tuo libro e cosa ne pensa di come esce. :)
a proposito i fascicoli su come diventare aguzzini di Pinochet in dodici settimane li ha ancora? mi interesserebbero x qnd sarò pediatra :)
un abbraccio!!

giuls ha detto...

ha ha insy sei sempre un mito!!
io purtroppo di fratelli non ne ho avuti ma li ho sempre desiderati.
in fondo gli amici sono i fratellic he ti scegli e quindi ne ho di stupendi!!
mi piacerebbe sapere se tua mamma ha letto il tuo libro e cosa ne pensa di come esce. :)
a proposito i fascicoli su come diventare aguzzini di Pinochet in dodici settimane li ha ancora? mi interesserebbero x qnd sarò pediatra :)
un abbraccio!!

oscar ha detto...

ha, che sciccheria sto post!
buona giornata.

Massi ha detto...

Da primogenito posso capirti.. A casa mia era il terzo che dava problemi: mia nonna doveva portarselo dietro pure in bagno!

Anonimo ha detto...

mia sorella il dente invece se l'è rotto a 10 anni circa, sbattendo contro il sopracciglio di mio cugino mentre giocavano a pallacanestro... a lui hanno dato 2 punti, a lei è saltato mezzo dente... non è dato sapere perchè giocasse con la bocca aperta... essere primogeniti è una vita dura...

Maya ha detto...

La storia del dentino e veramente fantastica!

p.s.Il primo nasce di grande amore il secondo di una ragione,ogni figlio e sempre amato, però in scale diverse,
io anche se non ero voluta sono stata dopo quella preferita secondogenita

Nahui69 ha detto...

Solidarietà profonda da una primogenita con sorellina nata il giorno di ferragosto: dopo, niente è stato più lo stesso!!!!!

sottosopra ha detto...

Come sempre i tuoi post sono esilaranti e soprattutto mai banali.
Finalmente ho ricevuto il tuo libro ordinato su IBS....
se mi licenziano perchè lo leggo mentre sono in ufficio, con le lacrime agli occhi per le risate, ti citerò per danni:))
un abbraccio virtuale
(purtroppo non ho ancora avuto il piacere di conoscerti di persona).

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

grazie degli apprezzamenti al post. li rigirerò a mio fratello!

L'Ammaliapi ha detto...

Mia sorella è più piccola di me di circa 7 anni e da bambina adorava infilarsi nel naso qualunque trafila di pasta e far morire di paura mia madre.
Ah e una volta mi ha anche quasi spaccato il naso...che teneri frugoletti i fratelli minori ahahah

Anonimo ha detto...

Insy... le cose più efficaci che scrivi hanno a che fare con la tua famiglia. Non so perché ma quello che scrivi 'arriva' proprio tanto. 'Buca il video' (e la pagina... perché dal tuo libro ho avuto la stessa sensazione).

perciò ho una richiesta per te: scrivi il tuo secondo libro (perché arriverà, vero?) proprio basandoti sulle storie familiari. Vere o presunte tali... a noi ci piaci uguale. E ci piaci assai.

Ti ho già trovato il titolo: 'Dislessico familiare'
:D :D :D

Ti auguro il meglio. Sempre.

Whity

ErY ha detto...

ho inioziato a leggere il tuo libro sbrilluccicoso! quanto mi piace come scrivi! è un mondo nuovo che mi si apre, e adoro esplorarlo :)

Dejavu ha detto...

Mi piacerebbe tanto sapere se tuo fratello ora è uno di quelli che scala i palazzi di vetro e se il suo dentista è stato ricoverato per allucinazioni visive.

Una bellissima testimonianza (detta da un secondogenito non solo di nome ma anche di fatto ...) ;)

Artik85 ha detto...

muhahahahaa.. mi fai troppo morire.... vedrò di centellinarti per avere qualcosa da leggere quando ne avrò realmente bisogno per l'umore.. indi per cui, buona serata (per ora..)