giovedì 1 aprile 2010

10 suggerimenti personalissimi per una pasqua a Roma.
















Anche questa Pasqua Roma è pronta a ricevere la solita invasione di vecchi in gita parrocchiale e l’arrivo di centinaia di coppie di burini che si chiamano: “amo’!”, dove lui ha una faccia galvanizzata da centinaia di lampade ad alta pressione e lei non rinuncia ad indossare degli stiletto borchiati pronti a ogni passo a piantarsi tra i sampietrini millenari. Ancora pochissimi giorni e le strade del centro saranno assalite da orde di turisti a buon mercato che preferiscono mettersi in posa accanto alle vetrine di Cavalli piuttosto che davanti la fontana della barcaccia di Trinità dei monti.
Ma cosa più importante, a Pasqua, la città verrà invasa da centinaia di omofrociani pronti a lanciarsi nella squinternata movida ricchio-capitolina, evento questo che in me risveglia lo stesso entusiasmo di un cacciatore alla vigilia della stagione venatoria. Come infatti ho ripetuto appena quelle 14 mila volte nel corso degli anni, essendo io il ghei più sputtanato della capitale, ho qualche speranza di accoppiarmi soltanto durante i flussi vacanzieri delle feste comandate, visto che i forestieri ancora non sono stati raggiunti dalla mia fama. In alternativa potrei anche puntare sul famoso ricambio generazionale (credo infatti che le nuovissime leve ancora non mi abbiano visto ovunque) ma, sebbene viva all’ombra “der cupolone” vaticano, a me i ragazzini non piacciono.
Per quanti quindi si accingono a sfruttare la Pasqua per passare qualche giorno nella città eterna, che siano ricchie o etero, ho pensato di suggerire 10 cose che devono assolutamente vedere o fare una volta arrivati in città. 10 esperienze capitoline che non troverete mai in nessuna Rutar o Lonli Planet ma delle quali, al ritorno a burilandia, potrete vantarvi di aver vissuto.

1. un pomeriggi di sciopping da MAS.
Dimenticate i soliti Gucci di via dei Condotti o Miu Miu di via del Babbuino, vendono stracci a cifre con le quali si potrebbe risollevare l’economia di stati africano come il Congo. Correte piuttosto a Piazza Vittorio, in via dello Statuto per scoprire quello che, prima di essere un negozio, è un esperienza estetica seconda solo ad un overdose di LSD.
Un tempo chiamato Magazzini Allo Statuto, da cui appunto MAS, oggi questo palazzo di 4 piani è la versione coatta dell’Arrods londinese.
Le commesse hanno nomi che vanno da Jessika, a Phamela, a Katiuscia. Anche alle 10 del mattino hanno l’espressione benevola delle ospiti di una casa circondariale. Nonostante ognuna presidi un reparto è del tutto inutile chiedere informazioni a meno che non vogliate farvi esplodere sulla faccia il pallone di ciuingam che masticano dal 2008 mentre vi risponde: “ e che cazzo ne so io do’ stanno e mutanne!”.
Potete trovare di tutto, dalla gioielleria alle gavette militari, dalle scarpe alle pellicce di astrakan ed è forse per questo che anche il suo pubblico è, con un eufemismo piuttosto spinto, altrettanto variegato: dalle trans perse tra gli scaffali del reparto langerì alle lesbiche che si preparano per qualche festa delle loro acquistando capi consoni all’avvenimento nel reparto dedicato all’abbigliamento militare.

2. lo Zozzone di Porta maggiore.
Storico chiosco delle prelibatezze che posteggia dai tempi di Caligola a Porta Maggiore, viene preso d’assalto dalle 2 di notte fino alle prime luci dell’alba.
In genere ci si va all’uscita della discoteca a smaltire quei 6 negroni preparati con dosi che stroncherebbero anche Pit Doerti, con la speranza che, mettendo qualcosa di solido in bocca, si possa evitare il ricovero per coma etilico. Spesso il rimedio funziona dato che se si chiede il “mettimici dentro tutto”, ti porti via un quantitativo di cibo sufficiente non solo per la colazione ma anche per il pranzo, la merenda e la cena. La cassiera ha gli stessi lineamenti aggraziati di Marghrita Ac ma non lo stesso talento per i calcoli dato che per darti il resto fare ancora la conversione da euro in lire e da lire in euro.
Se siete particolarmente fortunati, verso le 3 arriva la carovana dei sudamericani che pompano merenghe a tutto volume dallo stereo delle loro Seat e, birre nelle mani, vi improvvisano uno spettacolo che manco i peggiori bar di Caracas hanno visto mai.
Un consiglio: non guardate mai le unghie di chi vi prepara il panino, potrebbe passarvi l’appetito e sarebbe un peccato.


3. Villa Celimontana.
Tra le ville romane è la mia preferita. Non è sputtanata come villa Borghese ne infestata da pariolini insopportabili come villa Ada.
Lì si gode una splendida vista, soprattutto se vi appostate nei cespugli e aspettate che qualche coppia si apparti un po’ per una fugace smucinata nelle mutande.
Se invece siete di gusti più classici, potete stendervi sullo splendido prato, ideale per leggere un libro, fare un pic nic o tirare fuori la chitarra per violentare la memoria Lucio Battisti suonano La canzone del sole.

4. il mitreo di San Clemente
ho pensato molto alla possibilità o meno di metterlo in lista dal momento che è il mio cavallo di battaglia personale. Ogni volta infatti che mi piace un ragazzo, cerco di ammaliarlo portandolo nei suoi sotterranei, sciorinando la storia del tempio ormai con la stessa meccanicità con cui un 12enne recita la poesia di pasqua. Siccome però su 4 che ce n’ho portati, 3 m’hanno mollato il giorno dopo, inizio a pensare che è arrivato il momento che condivida anche con altri il fantastico potere seduttivo del luogo.
Ad ogni modo, è un posto che vale davvero la pena vedere perché si entra in una chiesa protocristiana, si scende giù, attraverso una villa romana, per poi finire in un tempio dedicato appunto a Mitra.
NB: Visti i miei precedenti, mi sento di sconsigliarlo vivamente alle coppie in crisi.


5. la pizza bianca a campo dei fiori.
Per riprendesi dalla maratona attraverso i monumenti, una sosta nella deliziosa piazza di campo dei fiori, vicino piazza Navona, è d’obbligo.
In genere la pizza ve la servono calda, bassa e farcita con fette di mortadella spesse come una fiorentina e insaporita con i pistacchi. Datemi retta, vale più di qualsiasi ristorante scureggione dalle pareti immacolate, i piatti di porcellana quadrati e la musica diffusa di un cazzo di café del Mar.

6. prendere il 64
è una delle linee di autobus più famose e frequentate di Roma. Dal momento che termina al Vaticano è sempre gremito da turisti stranieri e monache. Questo significa che insieme a loro salgano a bordo legioni di scippatori attratti dai primi e di maniaci sedotti dalle seconde (anche se non ho ancora capito se siano i maniaci a salire per le monache o le monache a prendere il 64 con la speranza di sentirsi una mano piazzata nel culo).

7. mangiare le caldarroste con la temperatura di 28°
un po’ come il gelato che, ai miei tempi, era un prodotto esclusivamente estivo, anche le castagno hanno subito lo stesso processo di destagionalizzazione e vengono servite anche ad agosto da africani ridotti in stato di semi schiavitù, gli unici geneticamente in grado di sopportare la canicola estiva e i 12.000 del braciere, dal momento che vengono servite rigorosamente bollenti.
Solitamente appostati in prossimità della lussuosissima via dei Condotti, si adeguano i prezzi alle vetrine. Unico indizio per distinguere le pepite di Bulgari dalle caldarroste è il prezzo: le seconde sono molto più care.


8. Andare al coming aut
E’ l’unico bar, che possa chiamarsi tale, rivolto alla popolazione ghei dal momento che gli altri sono degli scannatoi dove per via orale non si assumono solo gli alcolici, e chi vuole capire, capisca.
La via prospiciente al pub è gremitissima di omoricchioni o turbolelle.
Andare a bere una cosa al caming è sempre un balsamo per quei periodi in cui ti senti un cesso dal momento che la media del pubblico potrebbe benissimo giacere nella categoria “non ci credo che è un essere umano!?”.
Come ne “I guerrieri della 56° strada” (riferimento per le lettrici saffiche) o “Gris” (per i lettori dalle chiappe affamate), la strada è suddivisa in zone, ci sono le bone (…), i finocchi denutriti di 20 anni che pesano come un pacchetto di Cipster (e che avallano la mia tesi che dall’’85 in poi abbiano aumentato la dose di progesteroni negli omogeneizzati) e poi le lesbiche. Data la frequenza di liti tra quest’ultime, è stato da poco allestito un chiosco gestito da Lottomatica dove poter puntare e fare scommesse sull’esito delle loro risse.

9. De rittis e la Casa del rosario
cito i più rappresentativi dei tantissimi esercizi rivolti ai religiosi e agli amanti dei souvenir di cattivi gusto.
De Ritis in particolare propone abiti talari che sembrano disegnati da Capucci. Ardite creazioni geometriche con colori sgargianti e impunture dorate imbarazzanti anche per il carnevale al sambodromo di Rio.
Tabernacoli scolpiti in oro (per chi avesse una chiesa da arredare) arricchiscono le vetrine altrimenti affollate da rappresentazioni della natività e statue di Bernadet in formato 1:1 che a me ricordano tanto Maddalena bambola serena, la pupazza degli anni ’80 grande come una giocatrice di pallacanestro.
Se invece il vostro bagget è più esiguo, La casa dl rosario di Santa Maria Maggiore, fa al caso vostro. Dalla miniatura delle basiliche che cambiano colore con il tempo alle penne con la guardia svizzera che si spoglia nuda quando premete il pulsante.


10. toccare un monumento a caso dei fori imperiali
Se vi capita di venire a Roma e volete davvero provare un’esperienza che pochissimi altri luoghi sulla terra possono regalarvi, appoggiate una mano su una colonna del foro o su uno dei tantissimi ruderi disseminati fino in periferia e provate a pensare che quelle rastremature, quei fregi, quelle statue sono state cesellate, levigate, scolpite più di 2000 anni fa da persone come noi che, forse ignari dell’opera che stavano realizzando, ci hanno regalando una testimonianza preziosissima senza la quale oggi avremmo una civiltà ancora più disgraziata.
Entrate in empatia con quelle persone, cercate di immaginare per qualche istante cosa stessero provando, come vivessero o quali fossero i loro pensieri.
Io, ogni tanto lo faccio, ed è un’emozione fortissima.

32 commenti:

Anonimo ha detto...

W O W

dario ha detto...

bentornato insy!

Salvatore ha detto...

divertente, sarcastico, stupido e poetico come sempre...insy inizio a pensare che davvero Roma possa essere una meta che valga la pena rivivere (magari con te al fianco che fai da cicerone) però perdonami ma io odio i troppi turisti, mi rovinano l'esperienza del passeggiare per i fori (cosa che mi ha fatto innamorare a prima vista di Roma).
besitos guapo ;)

Teo ha detto...

Azz che bei suggerimenti e pensandoci bene ho fatto quasi tutto mi manca il Mitreo, quando mi ci porti ? He he

svergognato64 ha detto...

Si' Si'! Il 64... pensa ci sono salito una volta e non ne sapevo niente... uno ha cominciato a strusciarmisi da dietro; all'inizio mi sono spostato un po' in avanti non capendo... poi visto che questo andava avanti mi ci sono appoggiato di proposito strusciandomi pure io fino al capolinea mentre un paio di signore ci guardavano allibite...

Enrico* ha detto...

Noooo, voglio una penna con la guardia svizzera che si spoglia nuda quando premo il pulsante!!

P.S. La libreria Babele l'hanno chiusa?

LEPANTO ha detto...

BELLO! BRAVO! MI SEI PIACIUTO!...PER ME E' SI!

Antonio ha detto...

Cos'è tutto sto disprezzo per noi ventenni magri?! E' più sindrome da "la volpe e l'uva" o a Roma se non sei un colosso muscoloso di minimo 30 anni non si chiappa? Ditemelo perchè mi ci stavo per trasferire, però se l'aria che tira è questa... Grazie!

Anonimo ha detto...

mi hai fatto venir su la lacrimuccia... Dio, quanto mi manca la mia Roma!!!
Brix in esilio a Milano

Quadraretto View ha detto...

Anonimo 9.05
..ma ti trasferivi a Roma solo per scopare?.se hai l'aspetto da minorenne, con il vaticano vai alla grande!!
Ale ,pasquetta sul terrazzo da me ,te faccio le puntarelle e i carciofi alla giudia.

Quadraretto View ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Desperate HouseGays ha detto...

Calorie Calorie!!!

K@RL ha detto...

Bel post! Villa Celimontana e il Mitreo di San Clemente sono anche i miei preferiti.. Purtroppo quando sono stato a Roma me li sono visti da solo..

Anonimo ha detto...

Fantastico!

Antonio ha detto...

Mamma mia come siete antipatici voi romani...

Supertramp ha detto...

il mitreo non ci son mai stato... e manco sapevo l'esistenza..
per il resto visti un po' tutti.. ma senza te come guida turistica...

quando torno a roma allora ti avviso! :D

Sara ha detto...

bello bello bello questo post! ho copia-incollato l'ultimo pezzetto nel mio blog (www.skinnysara.splinder.com)citandoti ovviamente....ma se non ti va dimmelo, che cancello tutto ;-)
Un bacio

gabriele ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Portinaio ha detto...

Mas è un cult ci vado sempre quando vado a Roma! Altro che America Appareal...e i giubbotti di pelle fantastici...camminano da soli!

Anonimo ha detto...

Wow Insy una perfetta guida turistica. Verrei a Roma tanto volentieri se tu fossi la guida :D
Non ci vengo da secoli... dal 91.
Bellissimo itinerario
AlexFe

Franz e i nei dell'Olimpo ha detto...

Eh...ho vissuto diverso tempo a Roma ma il Mitreo manca pure a me....o meglio, non mi ci ha mai portato nessuno :) se qualcuno vuole rimediare sarò a Roma dal 16 al 18 B-)

Anonimo ha detto...

Ma che ridere .....i ragazzini 20 enni che pesano come un pacchetto di patatine ....LOOOL , Marco

Anonimo ha detto...

ciao, ho sempre sentito il fascino della roma storica.... bell'itinerario.
Sergio

Anonimo ha detto...

ciao, ho sempre sentito il fascino della roma storica.... bell'itinerario.
Sergio

Anonimo ha detto...

ah , hai dimenticato il risotrante Frocinese !!! :) Marco

Anonimo ha detto...

ah , hai dimenticato il risotrante Frocinese !!! :) Marco

Oscar ha detto...

mi hai pure cancellato da facebook!! manco la soddisfazione di cancellarti prima io, uffa! guarda che se ti incontro da Mas, rubo un tacco 20 dalle mani di un trans e te lo tiro in fronte!

no piano, a faje male però!

Alexandre ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

oscar, richiedimela!

Anonimo ha detto...

Interessanti i vari commenti e i suggerimenti di Insy. Mi fermo solo su un punto che a qualcuni potrebbe interessare. Non solo visistate il mitreo sotto la Chiesa di San Clemente,ma anche tutta la costruzione ,anche quella sopra il mitreo e troverete una sorpresa: una prima dimostrazione della lingua italiana. Su Un affresco si legge la frase di incitamento ai lavoratori a lavorare alacremente " Trahite,filii de puta. Non sara' la carta capuana (il primo esemplare di lingua italiana scritta),ma sempre ital comprensibilissomo e', vi pare?
La libreria Babele ha chiuso,si...
Il 64 e' sempre lo stesso,ma ora arriva alla stazione di San Pietro. Quello che porta a San Pietro e' il 40. A me che sono carico di anni non e' mai capitato nulla,ma a voi forse potra' capitare qualcosa,chissa? Sempre se siete persone che gradite "lo struscio" occasionale sui mezzi pubblici. Il vecchio Pier.

Daniele ha detto...

Haha! Ale mi hai fatto morire dal ridere, post fantastico! :D

E grazie per alcune chicche. Nonostante anch'io sia di Roma, c'è sempre da imparare :)

Anonimo ha detto...

Mi sono piegato dal ridere soprattutto sulla parte dei magazzini MAS!!! E' tutto verissimo!!!!! Le commesse ti menano con lo sguardo!!!! ahahahah