mercoledì 21 aprile 2010

LA RIVOLTA DELLE SCHIAVE












Pur non essendo una casa di studentesse fuori sede che lasciano ciuffi di peli pubici nel bidé, mozziconi di canne sul materasso o capelli robusti come cime di una nave nelle pentole calcificate dentro il lavandino, non posso dire che casa nostra sia uno specchio. Solitamente una settimana è il tempo massimo che l’appartamento ha prima di regredire allo stadio di catapecchia.
Anche questo mercoledì però la nostra schiava si è data malata. Mai visto una sudamericana tanto fragile. In due mesi che lavora da noi sarà venuta al massimo 5 volte, tre delle quali ha lasciato dietro di se i cadaverici cocci di una lampada d’alabastro, una tazza ricordo della Turca (NDR: non il bagno per soli uomini ma il mio coinquilino) e una cornice della quale non si è neppure presa la briga di togliere dal pavimento i vetri infranti presupponendo forse una mia recondita passione per il fachirismo.
Fosse almeno brava faremmo di tutto pur di tenerla con noi ma dal momento che lei pulisce fin dove arriva (o ha mentito sull’età e ha 10 anni o si tratta di un caso di nanismo armonico) i vetri di casa ormai sono oscurati come i cristalli della macchina di un politico e tutto ciò che si trova oltre i 75 centimetri resta coperto da una coltre di zella.
Stufi dell’andazzo ci siamo rivolti ad un amico che pare abbia un residuato bellico della guerra fredda, una ex militare slava dell’oltre cortina che smonta armadi ad occhi bendati come era abituata a fare con un calasnicov.
“Quant’è alta?”, è la prima cosa che gli chiedo.
“Non molto ma viaggia con una sua scala personale che fa parte della dotazione di serie insieme allo sprai al napalm e una fresa circolare per lo sporco più ostinato”.
“La vogliamo! Dacci il numero!”.
Il nostro amico ci confida però che lei è molto richiesta essendo probabilmente l’ultima donna delle pulizie che fa le pulizie.
Insomma ci rassicura che metterà una buona parola per noi facendo così scalare anche alla categoria delle colf il ranching dei raccomandabili e piazzandola in cima insieme ai medici e agli amministratori di condominio.
Finalmente ieri il nostro amico (del quale continuo a tenere nascosta l’identità per tutelarlo da sudice richieste di altri disperati e bisognosi) ci da la buona notizia.
No, tranquilli, non ha detto che lavorerà da noi ma ci concede un provino. Dice che vuole vedere la casa, chi siamo e se la situazione le piace “potrebbe” considerare l’offerta.
Last Dei (NDR, l’altro mio coinquilino dalla vita sempre in bilico) ed io siamo rimasti basisti ma anche agitati per un controllo che immaginavamo riservato solo alle coppie in attesa di un bambino in affido.
Venerdì dunque arriverà per l’ispezione. Giovedì sera ho fissato un turno di corvé che coinvolgerà amici e coinquilini nel disperato tentativo di rendere l’appartamento il più pulito possibile.
Un po’ come faceva mia madre che il giovedì mattina mi svegliava per farmi uscire di casa presto: “sbrigati che deve arrivare Rita”, mi gridava agitata mentre la vedevo passare lo straccio per terra e spolverare i mobili.
“Scusa ma non viene a fare le pulizie?”, le chiedevo le prime volte.
“Certo, ma non voglio farle credere che viviamo in un porcile!”.
Ad ogni modo, domani sera, per imbonire il terminetor del pulito, stavo pensando di prepararle anche una torta di mele e in segno di rispetto, se lo ritrovo, le regalerò un paio di anfibi da sbarco di mio nonno usati nella seconda guerra mondiale.
Insomma a me questa sembra comunque una situazione paradossale: dover superare una selezione per farmi pulire la cucina e cambiare le lenzuola del letto, ma noi abbiamo più bisogno di lei di quanto sia vero il contrario, quindi accetteremo qualsiasi condizione, foss’anche conquistare il suo rispetto guadagnandocelo con un duello corpo a corpo (no, non ci provate neppure a suggerirlo: io dopo aver lavorato come un somaro tutta la settimana non ci penso proprio a mettermi a pulire casa per conto mio).

13 commenti:

Anonimo ha detto...

fantastica Ale hahahaha
come sempre ;)
minchia però quanto se la tira sta colf........
si potrebbe suggerire a tutti i disoccupati un corso veloce per imparare a fare le pulizie, visto quanto è richiesta questa mansione XD

baci
Emy

Macsi ha detto...

Se la tua vecchia colf è anche filippina è anche la mia solo che lei ai vetri delle finestre manco s'avvicina, in sostanza oltre i 70 cm dal suolo le pulizie devono essere tutte rifatte e siccome, come è noto, lo sporco e la polvere tendono ad andare verso il basso devi rifare anche i 70 cm preventivamente puliti.

Luchino ha detto...

Debbo dire che il mercato meneghino dell'housekeeping, sotto questo profilo, è sicuramente all'altezza delle aspettative, a differenza di quello romano: devi solo scegliere la nazionalità (ivi inclusa quella Calabra, ma anche quella Piemontese, tornate anch'esse in auge e competitive in tempo di crisi) e la tipologia di servizi richiesti (si va dalla pulizia a vapore a quella a setaccio stile CSI Miami, con tanto di luminol... e sa dio quanto bisogno ce ne sarebbe nella mia stanza): per i più pigri, ci si può anche lasciar fare la spesa, cucinare prelibatezze equadoregne e trastullare un po' il volatile, per chi apprezza (non io). Intanto si dice che in Piazza Affari abbia aperto la Borsa Colf... la tratta delle schiave ha raggiunto l'apoteosi anche in Lombardia, e penso che in un attimo apriranno anche un'Università, dove le cattedre insegnino a pulirle col Fabuloso. Baci

Anonimo ha detto...

quoto per l università hahaahaha

emy

Luchino ha detto...

Libero Istituto Universitario di Alta Pulizia Domestica... oppure Accademia Nazionale di Studi Applicati per l'Igiene della Casa e dell'Ufficio...

Oscar ha detto...

hahahahaha!
conoscendo la turca, mi immagino che faccia ha fatto trovando la tazza in pezzi!
è inutile, lo sai bene che l'unica soluzione è pulire casa da cima a fondo prima del suo arrivo, per farle credere che sarà una passeggiata di salute!

Anonimo ha detto...

...c'e' anche il master per filippine "ricche e famose" alla Bocconi ...ma da li poi vai dai Moratti e altri furbetti del quartierino, altroche raccomandazioni :)

Marcondinondinondello ha detto...

deduco che non vi sono tappeti onde cui nascondere residui di et varie altresì che beatozze voi vi concede comunque il lusso di contribuire all'economia dando il lavoro a st'altra che con i dovuti vaglia crescerà mamma, 4 figli, sorella, 4 figli, marito, nonna e zia prima di permettergli di sbarcare qui aprendo un'attività familiare lucrosa e redditizia ed io che mi sbatto (senza lode e non come vorrei...) per un millino osceno...

Anonimo ha detto...

tranqui,anche a noi è stata data la chance dalla famosa philippina di quelli del piano di sopra.....e come voi le abbiamo fatto trovare la casa tirata a lucido.......cmq ci ha accettati,e ci ha messo in riga,il giorno prima che arriva,lun e giov PULIAMO COME ADDANNATI,METTI CHE IL GIORNO DOPO SCAPPA????AHHHHH

FunKu ha detto...

Io mi proporrei come valida alternativa.
Posseggo una laurea in pulizie e varie (meglio nota come "laurea in carie e dentifricio"), assicurazione, partita iva ed emetto fattura.
Non sarò una sopravvissuta alla campagna di Russia, però mi potrei difendere bene...

FunKu ha detto...

Io mi proporrei come valida alternativa.
Posseggo una laurea in pulizie e varie (meglio nota come "laurea in carie e dentifricio"), assicurazione, partita iva ed emetto fattura.
Non sarò una sopravvissuta alla campagna di Russia, però mi potrei difendere bene...

Sally ha detto...

Ma quanto siete simpatici tutti quanti! E dire che la ragione è semplice: vogliono guadagnare, ma la voglia di fare è (come per la maggior parte degli individui, aggiungerei) pari a zero. Ma con questo non le giustifico.. se ti offri come donna delle pulizie, le pulizie è ovvio che devi farle. Secondo me però la nuova ingaggiata fa bene a fare un sopralluogo, dopotutto chi ha voglia di pulire un porcile se nemmeno gli abitanti dello stesso si degnano di farlo?

Più che la torta, Insy, casa pulita e generosità con la paga :D

Anonimo ha detto...

beh com'è andata a finire?
avete superato la selezione??

IsteriaPersonificata