giovedì 14 luglio 2011

MA COME TI VESTI?!


















Franca Sozzani è la direttrice di Vogue Italia.
Qualcuno le deve aver detto che sono i particolari che fanno l’icona.
In effetti vedi un tubino nero e pensi a Audrey Hepburn, una frangetta albina ed è subito warhol . Per non parlare poi della ben più potente collega americana Anna Wintour e il suo inconfondibile caschetto in vetro resina. Sarà forse per questo che Carla ha pensato di caratterizzarsi con un’acconciatura ondulata color caramello che ricorda però le orecchie di un cocker. Un taglio davvero improponibile ma sai è la direttrice di una rivista di moda, vuoi che non sappia distinguere il bello dal ridicolo?
Beh, credo proprio di no, perché proprio un paio di anni fa scrisse un editoriale imbarazzante trattando di un accessorio femminile intramontabile, necessario per ogni donna che voglia essere davvero glamour. Si trattava dell’”Amicogay”. A sentire la sua descrizione ne usciva il profilo di un grottesco cicisbeo pariniano, sempre disponibile ad assecondare le bizze tutte frivole dell’amica e soprattutto a tal punto provvisto di buon gusto, sincerità e sensibilità da consigliare all’amica sempre l’abito più adatto per ogni occasione (forse è stato proprio uno di loro a dirle che quel taglio le incorniciava il volto in una maniera “favolooooossssszzza!!”).
Ieri sera abbrutito da un chilo di cocomero (ma tolta la coccia e i semi alla fine non saranno stati più di 500 grammi) sono sprofondato sul divano, mutande a vista, ventilatore pala Agusta c-12 a tutta potenza e telecomando in mano. Tra una corsa in bagno e l’altra (il cocomero si sa causa effetti collaterali) ho iniziato a cercare qualcosa da vedere rendendomi conto che avere Sky non amplia l’offerta di programmi quanto moltiplica la frustrazione di constatare quanto il 80% di quello che passano siano cose inguardabili o ennesime repliche di puntate ornai imparate a memoria.
Finisco quindi su Real Time dove stava andando una puntata della nuova serie di “Ma come ti vesti?”, un format in cui 2 personaggi scaricano le loro frustrazioni su una vittima catturata con l’inganno censurandone il look, elargendole chicche di stile e una carta di credito per rifornire il proprio guardaroba.
Cosa centra però il pensiero della Sozzani con il programma in questione? Ecco, arrivo subito al punto.
Il conduttore in questione è un uomo azzimato e puntuto, celebre Wedding Planner milanese, esperto di buone maniere.
Capace di abbinare perfino i cerchioni dell’auto nuziale con le bomboniere, non è però quel che si dice un simpaticone. Certo un sorriso te lo strappa, ma suo malgrado e sebbene non ne abbia conferma credo non di non sbagliare affatto se dico che è uno di quelli che, come me, ha visto più ere glaciali che donne nude.
In preda quindi ai deliri di moda suoi e della sua collega (una decolorata platino sulla quale non indugio per economia di parole) la vittima di turno si vede stravolta il suo modo di vestire consigliata appunto dal cicisgay.
Ci si immagina quindi, come suggerisce la Sozzani, che la poverina ne esca magnificata e estremamente migliorata e diciamo che a volte il risultato è apprezzabile anche perché solitamente il casting viene fatto tra femmine di tribù amazzoniche, ma molto più spesso vengono conciate come nessuna donna scenderebbe neppure a buttare la mondezza. Troppo stile, troppo look, troppo tutto e questo perché, siamo onesti, il problema delle donne che vogliono farsi consigliare dai loro amichetti gay è che non considerano quanto questo non li rende automaticamente dei validi consulenti (a meno che non siano degli stiliti ma lì è un'altra cosa).
Sono infatti abbastanza convinto che un gay che veste una donna non le consiglierà l’abito migliore per lei ma quello che, potendo, indosserebbe lui se fosse donna il che, nove volte su dieci, significa trasformala in una battona.
Del resto, a parte gli stereotipi, ma come pretendete che qualcuno che non ha mai palpato, tastato o accarezzato il vostro corpo possa sapere cosa vi stia meglio addosso? Insomma è un po’ arrogante pensare che qualcuno dell’altro sesso e così poco avvezzo alle vostre forme anatomiche, ne sappia più di una vostra amica (vera genetica) o di voi stesse.
A questo punto allora forse vale la pena essere un po’ meno “up to date” e scegliere di andare a fare compere con vostra madre, vostra sorella o chi vi è davvero amica (del resto quanto vorrete essere stronze da non averne neppure una sincera e fidata?). Insomma non sarà mica una caratteristica di un genere sessuale la spietata sincerità di persuadervi dall’indossare dei leggins anche se avere il culo di Dumbo.

11 commenti:

La Zitella Acida ha detto...

Io odio quel programma. Odio come parla quello li. Perchè poi pensano che i gay siano tutti così odiosamente insopportabili.
E trovo davvero di pessimo gusto il format del programma.
E il loro modo di parlare? Ogni 3 parole ci infilano un inglesismo inutile. LO ODIO.

Anonimo ha detto...

Lascia perdere "Ma come ti vesti" e occupati di "Cortesie per gli ospiti". Il Ruspoli maestro di buone maniere che incappa minimo in un errore in ogni puntata merita un'attenta analisi insyniana.

A proposito, tu che sai tutto di tutti i "romani bene" cosa puoi raccontarci di lui? Non è il fratello di Tao, e quindi cognato di Olivia Wilde; non è imparentato col principe Lilio Sforza che diede di testa al Costanzo Show, e quindi con la principessa Pia Ruspoli (ex Jane di Tarzan de' noartri); non è questo, non è quello... alla fine, come si interroga l'autore di un altro seguitissimo blog, chi cazz'è questo Roberto Ruspoli?

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

ano caro, ma che ne so. io di araldica pacisco niente...sta a vedere che è un ruspoli in arte come nicoletta è una romanoff per puzza...

Oggi Mordo ha detto...

Se proprio vogliamo dirla tutta, io odio di più la squinzia di Paint your life: se la si lascia libera in casa è capace di fare del decoupage sul water. Però è divertente vedere come certa gente è attaccata ai suoi errori di stile e li difende a spada tratta. "Ma questo maglione di lana cotta è il mio must...!"

Anonimo ha detto...

divertente il post... un suggerimento per il prossimo post? Il rituale della spiaggia gay. Qualche giorno fa "casualmente", dopo aver salciato chilometri di sabbia sotto il sole, ho visto cambiare la tipologia dei bagnanti. Dalle famiglie con secchielli al seguito, dopo una decina di metri di sabbia ho cominciato a vedere solo uomini. Oltre qualche rara eccezione il loro aspetto mi ha convinto a riiscrivermi in palestra! Ero lì con un mio amico "etero come me" e quindi che potevamo fare se non ridacchiare e creare una zona di sicurezza tra noi e "gli altri"? Questo mi ha dato modo di osservare questa specie marina. Non appena siamo arrivati tutti si sono girati per guardarci, poi ci sono le passeggiatine per esporre i muscoli e trovare qualcuno e i bagni senza il costume in compagnia ma la cosa più divertente, devi ammetterlo, sono gli sguardi furtivi che si lanciano e l'allontanarsi nel boschetto! Ho riso vedendo questo rituale che si ripeteva ma mi è rimasto l'amaro in bocca e ora ti chiedo : Significa questo essere gay? è solo questo quello che si può ottenere?

waste ha detto...

Insy post meraviglioso! :D Sto morendo dal ridere.

Sono gay, ma nessuna delle mie amiche mi ha mai chiesto consigli sul vestire... Chissà se sono intelligenti loro o se mi devo preoccupare io...

Anonimo ha detto...

Ciao Insy,
ciò che voglio dirti non è inerente a questo post ma, essendo il primo e più nuovo, ho pensato di scriverti qua.
Sono una tua lettrice da circa un annetto e, pur non essendo sempre concorde con te, trovo che comunque il tuo modo di confrontarti sia sempre costruttivo e mi piace molto come scrivi.
Ho parecchi amici ed amiche a Roma che raggiungo appena posso ed a volte, leggendo delle tue (dis)avventure, ho pensato 'chissà se qualche volta lo incontro'.
Bè ieri è successo, ti ho visto al Gran Buffet sull'Isola Tiburtina, mi volevo avvicinare per salutarti ma mi sono imbarazzata e così ho lasciato perdere.
Ti lascio qui un saluto ed è stato strano e sfizioso vederti dal vivo.
Un abbraccio da una lesbica napoletana...forse l'unica donna che c'era ieri ihihih

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

ciao,
dai potevi venire! forse ti ho anche vista dato che come hai detto te, non c'erano molte donne (palesi).

Anonimo ha detto...

Eheheh la prossima volta mi faccio coraggio ;-)

Anonimo ha detto...

mah, quel programma (come altri tipo supertata, per non parlare dei vari contest) sono quasi tutti format inglesi, che estrapolati dall'ambiente britannico diventano abbastanza inutili e patetici. si sa che gli inglesi hanno (o non hanno) un senso della moda tutto loro, che è completamente diverso dal nostro italico. loro o vanno in giro in pigiama o si mettono in un gran tiro per noi assurdo, come le cugine di william della foto. nei format originali insegnano alle donne a trovare un giusto mezzo tra i due estremi, estremi e giusto mezzo che da noi semplicemente non esistono. lo stesso programma girato in italia ha per forza un'aria un po' finta e surreale. dovrebbero inventarsi dei programmi originali o limitarsi a mandare in onda quelli inglesi!

Anonimo ha detto...

insy, ma quante stronzate hai scritto?'-) gli stilisti, compresi i più bravi , non sono tutti ricchioni?e allora che centra il fatto di toccare o meno il corpo femminile?
perchè..le amiche di una ragazza se la scopano, prima di darle buoni consigli, come dici tu, riguardo l'abbigliamento?credo di no.

e poi su..mica tutti i gay vorrebbero vestirsi da donna.