giovedì 22 settembre 2011

IL PAPA CHE NELLA SUA GERMANIA LO CHIAMANO "LO STRANIERO"


Il Santo Padre è arrivato in Germania.
Diciamo che questa nazione non è propriamente quella che si definisce una devota seguace del cattolicesimo ed è ovvio quindi che a differenza dei suoi viaggi in paesi più cattolici come la Spagna o la Franca sia entrato con i tacchi in mano per fare meno rumore possibile.
Risponde in maniera incredibilmente docile alle domande dei giornalisti e bisogna fare un grande atto di fede per credere che sia davvero lui quando gli chiedono cosa pensi delle contestazioni che lo aspettano nella sua terra e lui risponde placido: "nulla contro una contestazione che si svolga in modo civile. E' normale, in una società libera e marcata da una forte secolarizzazione. Ne prendo atto e non ho nulla da obiettare”. Ma già me lo vedo subito dopo allontanarsi con la scusa di dover andare in bagno mentre in realtà si è chiuso in uno stanzino per dare cazzotti al muro e scaricare l’incazzatura.
Se la domanda più in voga al momento è chiedere un opinione sui matrimoni gay a chiunque, da Rosa e Olindo a Ronald Mc Donald, il tormentone rivolto agli alti prelati è sempre lo scottante scandalo legato ai predi pedofili.
Quindi, anche in questa occasione, i cronisti teutonici hanno posto al Santo Padre la solita questione.
Benny, deve essere ricorso ai poteri lisergici di qualche calmante illegale a giudicare dal tono accomodante che ha adoperato per rispondere alla “provocazione” o più semplicemente, di fronte al precipizio dei consensi che lamenta la Chiesa in questo periodo, ha capito che è meglio volare bassi, ingoiare il rospo e fare mea culpa.
"Posso capire che, di fronte a crimini come gli abusi su minori commessi da sacerdoti, se le vittime sono persone vicine uno dica: questa non è la mia Chiesa, la Chiesa è una forza di umanizzazione e moralizzazione e se loro stessi fanno il contrario io non posso più stare con questa Chiesa".
Se potessi parlargli francamente però vorrei fargli presente che le persone non si allontanano dalla chiesa per un’aberrazione che alcuni dei suoi esponenti commettono. Ci sono casi di abusi anche nelle scuole elementari ma la fiducia che si ha nei confronti dell’istruzione non mette in crisi l’intero sistema. Fosse infatti quella la sola contraddizione della Chiesa non basterebbe a inficiare la “santità” del loro mandato. Quello che allontana le persone è semmai l’ipocrisia dei loro dettami, la condanna al materialismo da un lato mentre sfacciatamente ostentano opulenza, la ricerca continua e subdola del loro tornaconto, le imposizioni morali fuori dal tempo, l’intolleranza, l’esclusione di categorie sociali dalla compassione e dalla comprensione e la presunzione di parlare per un dio che tace.
Ecco penso siano queste le cose che allontanano le persone dalla Chiesa più di quanto possano fare i preti pedofili.

4 commenti:

E CHI SE NE FREGA. ha detto...

la penso esattamente come te, anche se vado in chiesa per Cristo e non per il parroco di turno.

Oscar ha detto...

amèn sister

Anonimo ha detto...

cazzo conosci benissimo il papa vedo...

Rainbow ha detto...

D'accordo, anche se penso che il punto non sia la mera presenza di preti pedofili ma l'omertà e la "compremsione" dei vertici della CCAR nei loro confronti, soprattutto se confrontata con l'intransigenza mostrata verso il popolo GLBT e non solo.