domenica 26 aprile 2009

ROMA-TORINO: IL TRENO DELLA PAURA.

Guardando “Carramba che sorpresa!” mi sono sempre chiesto che razza di famiglie snaturate potessero essere quelle che, sebbene a causa di migrazioni intercontinentali, per decenni non avessero trovato altro modo di rincontrarsi che attraverso una trasmissione tv. Grazie a questo viaggio per Torino ho finalmente capito come tutto questo sia ora a me non solo comprensibile ma anche condivisibile perché, lo dico senza reticenze, anche avessi un figlio affetto da gravi endicap ma abitasse a più di 4 ore di viaggio, piuttosto lo darei in adozione a Madonna o alla Giolì ma di sicuro non avrei la forza di affrontare spostamenti di questa durata o persino più lunghi.
Il tratto Roma-Torino è coperto da l’intersiti in comode 7 ore.
Lo so, avrei potuto prendere l’aereo ma ho fatto male i conti e pensavo inizialmente che il treno impiegasse meno, quindi liquidiamo così la questione dell’infausta scelta.
Salgo sul vagone. Cerco il posto. Controllo il biglietto. E’ quello vicino al finestrino ma è già occupato da una specie di femmina, credo pachistana o di quelle parti laggiù, che mi sorride. Io evito ogni accenno di risposta perché se c’è una cosa che mi urta è trovare il mio posto occupato. Anche fosse una poltrona realizzata con corde di ortiche intrecciate con rovi di spine, se la lo trovo occupata, mi urto (a meno che, come dal comma 43 del Codice dei Ricchioni, non ci si sia seduto un attore porno a caso della scuderia Bel Ami).
Se poi a rubarmelo è anche una femmina la cosa mi diventa insopportabile. Ma siccome io, insieme a la Marini, sono una delle persone più bune del mondo, la lascio stare li ad ascoltare il suo lettore mp3 carico di quella musica che sa di Slamdog milioner.
Mi guardo intorno, non solo non ci sono boni ma non ci sono proprio maschi. Solo donne. Non so come fossero le stanze della tortura nelle viscere dei castelli medioevali, ma è il primo posto che mi viene in mente nel vedermi attorniato da portatrici sane di vulva.

Se prendi la freccia rossa, la voce che annuncia le fermate, per altro pochissime, è quella soave di una ragazza appena diplomata all’accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico. Siccome invece siamo su un intersiti, anche la voce è adeguato al mezzo e al prezzo quindi le stazioni vengono gridate in una lingua che, di sicuro è neolatina, ma che di certo con l’italiano ha ben poco in comune. La sola cosa che intuisco sono i nomi delle città. Che poi: magari fossero città. Vengono elencati paesi esclusi dalle mappe geografiche ormai da secoli.
Dopo la dodicesima fermata preannunciata, mi copro le orecchie per non sentire quante saranno in tutto. In pratica più che un treno, sembra una metropolitana.
Nonostante le orecchie tappate non è però possibile evitare di ascoltare una conversazione telefonica di una donna che, rispettosa della quiete del vagone, adopera un tono di voce con il quale sarebbe in grado di farsi sentire da Messina a Reggio Calabria, durante una tempesta di mare senza utilizzo di apparecchi tecnologici.
A quel punto tiro fuori il mio nuovo mec, lo adagio sul tavolinetto. Attacco la chiavetta che per fortuna funziona, infilo le cuffie con una compilescion di musica che non sappia di cherri e cumino, come quella della ladra di posti che mi siede accanto, e sono pronto a partire. Nell’insieme sembra la plancia dell’Enterprais ed io il tenente Ura.
A Civitavecchia me ne sto tutto bello a ciattare sui soliti forum di filologia bizzantina quando irrompe nello scompartimento la famiglia Cesaroni composti da:
numero 2 di padri con taglie a caso tra la 50 e la 54, uno dei due ha l’aggravante di un codino;
numero 2 di mogli, anche loro in evidente assuefazione da carbonara (anche se una sta provando a smettere dato che le vedo un cerotto alla pancetta tesa, tipico di quanti cercano, grazie al rilascio graduare dei principi attivi del tipico piatto romanesco, di uscire dalla dipendenza);
numero imprecisato di figli, di quelli educati secondo i dettami pedagogici del “fate come cazzo ve pare”.
Una delle femmine del branco viene verso me e Patma e mi fa: “scusa ma questo posto è nostro”.
Mmhhh, oddio io non li tollero quelli che non controllano il loro biglietto. Le mostro quindi il mio e come in una partita di scopa, lei tira fuori il suo.
In effetti carrozza e posto sono gli stessi.
A questo punto la cosa si fa sospetta.
“Aspettiamo il controllore, ci sarà sicuramente un errore”, mi permetto di dire anche con una certa spavalderia.
La signora sorride con aria di sfida e intanto carica sul portapacchi una valigia così grande che sospetto abbia infilato dentro un altro paio di figli per non dover pagare anche i loro biglietti.
Per scrupolo ricontrollo la prenotazione quando sulla mia testa si disegna una goccia gigante di sudore come nei manga giapponesi. Leggo meglio la data: 23 aprile. Oggi che giorno è? Controllo il cellulare: dice 24. Non può essere! Controllo lo schermo del compiuter: anche questo conferma il 24 aprile. Provo un misto di imbarazzo e vergogna ma non voglio darlo a vedere. Sono io quello che ha il biglietto sbagliato!!
Scatto in piedi come mi avessero punto il culo con un forcone.
“Vado a risolvere la cosa con il capotreno, torno subito”, la mia espressione ora è tutt’altro che tronfia.
Mentre esco dallo scompartimento già mi vedo scaraventato giù dal treno in corsa con la mia borsa mentre il controllore mi grida “volevi farci fessi, brutto pezzente!?”, sostenuto dalle risate della signora Cesaroni.
Inizio a cercare il controllore per costituirmi. Faccio il treno per intero sue e giù 2 volte prima di incontrarlo.
Per fortuna incontro il capotreno più buono della storia che credo sopraffatto da un senso di pietà nei confronti di uno sfollato con in braccio un compiuter, sulle spalle 2 borse e madido di sudore per essersi fatto lungo gli scompartimenti l’equivalente a piedi del tragitto fino a Bologna pur di trovarlo, non solo non mi fa ripagare il biglietto ma mi suggerisce di andare avanti nelle prime carrozze dove troverò posto. Lo ringrazio ma io che ho poteri di lettura della mente, mentre mi trascino verso lo scompartimento promesso, avverto il suono dei suoi pensieri che scandiscono la frase: “ma che coglione”.

39 commenti:

cuddlyboy ha detto...

povero ale xD
per la prossima volta,coniglio un carretto siciliano.Molto meno stressante del viaggio torinese.L'unico inconveniente è che devi viaggiare vicino alla paglia per l'asino che traina il mezzo,ma una volta abituato alla puzza e ai pidocchi,non ti sembrerà nemmeno di viaggiare. xD

Watkin ha detto...

Ma non ho capito: sei stato tu hce hai preso il treno nel giorno sbagliato o era sbagliata la pronotazione?
A me ad esempio una volta un bigliettaio stampò un'andata e ritorno entrambi alla stessa ora, anziché un giorno per l'andata e il giorno seguente per il ritorno. Insomma, come se io avessi dovuto viaggiare contemporaneamente in due direzioni opposte.

l@r@ ha detto...

ma sei sicuro di aver preso il roma torino mi pare + l'odissea.
comunque la presentazione e' andata bene?x noi poveri mortali di provincia ci sara' un contentino su youtube?del tuo ultimo intervento in tv non c'e' ne ancora traccia.

Andrea ha detto...

Omioddio, Insy, non sono padre, e ho giusto vent'anni, però ho il codino: ...è grave?
E la Pakistana che fine ha fatto? Ecco perché stava al tuo posto... Magari pure lei aveva un biglietto strano...

zdora ha detto...

e beh caro. probabilmente il controllore era ghei, probabilmente era LO STESSO al quale avevo cercato di fare invano gli occhioni da cerbiatta abbandonata e che, grazie all'errore uguale al tuo, mi ha fatto pagare 80 euri di multa.

Anonimo ha detto...

Ragazzo forse sarai anche ironico maquesto post l'ho trovato di uno squallore incredibile.
Andrea

Anonimo ha detto...

Uh gesù Andrea, e come mai??!! Hai un problema con i treni per caso?

Madavieč'77 ha detto...

Non capisco cosa ci sia di squallido in questo post.
A parte ciò, vedo che le condizioni di viaggio con le Fs non sono cambiate poi tanto.
Vogliamo parlare dei famigerati e forse troppo pubblicizzati "più collegamenti con il sud"?
Saluti,
Rf

Miss California ha detto...

ahah oddio...grazie...mi hai fatto sorridere parecchie volte XD

Memole ha detto...

Tesoro, mi sa che anche se i tuoi poteri psichici non fossero oltremodo sviluppati, non sarebbe difficile captare il pensiero del capotreno...

Anellidifumo ha detto...

Ale, per andare a Torino o aereo oppure frecciarossa fino a Milano e poi coincidenza. Il diretto Roma-Torino è da Fantozzi. Hai avuto culo col controllore, a rigore doveva farti ripagare il biglietto. Coraggio! Mi avevano invitato anche a me al festival del cinema gay ma mannaggia a me sto qui in Canada!!! Sarà per il prossimo anno :-) Spero!

dildo baggins ha detto...

effettivamente Insy, sbagliare addirittura il giorno... se l'avesse pensato sul serio il capotreno, come dargli torto? :D Buona giornata e buona settimana! PS mi sono imbattuto in un tuo omonimo su Ebay credo... ero alla ricerca di DVD di X Files e tale Alessandro Michetti ne aveva in vendita... gli ho subito chiesto se era AM lo scrittore... non mi ha risposto, m'avrà preso per matto... :P

Enrico* ha detto...

Ahahahah!! Ale complimenti, solo pochi rimbambiti al mondo (e modestamente faccio parte di questo club d'essé da anni) riescono in imprese del genere... :-D

Anonimo ha detto...

.... ti ho finalmente visto!!! "incastrato" in una poltrona della feltrinelli....
Leti

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

Dildo, io credo di essere il solo al mondo a non aver mai visto x fails...

ANDREA, ma sai che significa squallido? mah...

Charnego ha detto...

dopo aver setito tanto parlare di questo blog, vi approdo.
e capisco perchè non facevano che spingermi a farlo da mesi.
un saluto di passaggio e complimenti.

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

charnego: grazie e ben arrivato!

Anonimo ha detto...

Al contrario di te, io controllo sempre minuziosamente quanto durino - almeno teoricamente - i viaggi e scelgo proprio in base alla durata ed alla tipologia di treno: preferisco gli ES e non dover effettuare cambi.
La tratta Ta-Rm e viceversa la conosco ormai a memoria, visto che la percorro da quattordici anni e potrei anch'io scrivere interi trattati sulle pessime condizioni dei collegamenti tra la capitale ed il nordAfrica!
Salvo prendere un treno nel giorno sbagliato, che non potrebbe mai riuscirmi, condivido tutto ciò che hai scritto, ma preferirei trovare seduto al mio posto Francois Sagat diretto sul prossimo set e, perciò, in astinenza da almeno un paio di giorni; a quel punto, se anche il treno accumulasse ritardi e tutti gli altri passeggeri fossero donne, riuscirei a considerare gli aspetti positivi di quel viaggio.

Rupert

Anonimo ha detto...

da un pò di tempo a questa parte noto che i commenti di lode sono presi evidenziati ed esaltati, mentre le critiche, di qualunque natura e di ogni livello sono bollate come frecce d'invidia, superbia, incompetenza e non da ultimo apostrofate con l'elegante frase "se non te piace smamma"... questa non è una critica ma una constatazione!
baci

Alessandro C. ha detto...

Insy, vedi che alla fine ti è andata meglio con il treno? Se avessi prenotato per il giorno prima con un volo aereo al check-in ti avrebbero riso in faccia e un biglietto all'ultimo momento l'avresti pagato come tutti i tuoi guadagni per diritti d'autore. :-)

ALESSIO ha detto...

Ah ah..inSy sei il numero 1
P.s. ho fatto una scommessa con un amico: a Roma, in che quartiere abiti? un bacione

Anonimo ha detto...

mi ricordi molto Mary Fisher in She - Devil!

L'Ammaliapi ha detto...

*Pacca sulla spalla*

Sapessi quanti Napoli-Torino con lo stesso intercity ed in condizioni peggiori da quelle descritte da te mi sono fatta..

Xandon ha detto...

Ieri sera eri al Borgo?

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

ANONIMO: ci tengo a precisare come ho già fatto altre volte. se uno mi critica articolando le motivazioni del disappunto in maniera "costruttiva", io sono il primo a prenderne atto. cosa che ho già fatto altre volte. ma se quello che leggo è un insulto che si vuol maldestramente far passare per critica, io non ci sto. dire che un pezzo è squallido, così, brutalmente senza dire il perchè, io lo lego come un semplice insulto e come tale suscita in me una reazione che no deve essere conciliante. siccome ultimante capita che alcuni si limitino a lanciare la sassata senza dare spiegazioni e siccome io non sono gesù cristo che deve perdonare e comprender per forza le frustrazioni altrui, tanto meno quelle degli sconosciuti, io lo invito ad andare altrove dato che scrivo pezzi squallidi. non trovi? riguardo poi l'eleganza della frase, io sono tutto fuorchè elegante.
un saluto

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

XANDOR, si ero al borgo.

ALESSIO ha detto...

Noi siam corrente elettrica/corrente molto forte/per chi tocaa il nostro Insy/c'è pericolo di morte :)

P.s. Insy lasciami un saluto sul mio blog,poi posso crepare contentoXD
http://poracciascove.blogspot.com/

l@r@ ha detto...

BEN DETTO!!!!!E STICA!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Ma non ti puoi indementire a 30 anni....
Un tempo anch'io tagliavo l'Italia in treno. Mi hai fatto tornare alla mente alcune tra le avventure più erotiche della mia vita. Il mio primo olandesino lo conobbi proprio in treno. E che ciuff-ciuff !!!!!!

La Nonna

Anonimo ha detto...

Anonimo Andrea,
perdonami se intervengo, ma quando leggo uscite come la tua mi parte una extrasistole. Dov'è che sarebbe squallido? Insy racconta con ironia quella che è cronaca quotidiana. Il che, visto che me ne intendo un pochetto, è una delle qualità dell'osservatore attento e presente. Utile a che fa scrittura e per questo lo incoraggio a continuare con i libri. Ho provao a rileggerlo, cercando lo squallore che ci hai trovato. Mica lo trovo. Dove sta? Nella presenza di ua ragazza extracomunitaria che occupa un posto non suo? Nella ingombrante vivacità delle due famigliole? Se fosse così sei tu che sei squallidamente conformato ad abusati luoghi comuni. Ma tu lo prendi mai il treno? Come i comuni mortali intendo, non come quei manager fighettini tutti business plan e meeting che viaggiano sul freccia rossa in prima classe con il computer perennemente acceso, che giocano a far finta di muovere le leve del mondo. Oppure viaggi in Audi A7 ed il senso dello squallore ti cade, come magari anche il tuo sguardo, dall'alto in basso per una forma di ipocrita educazione? Mi dici meglio dove sta questo squallore?

La Nonna

gipris ha detto...

Il controllore si sarà innamorato appena ti ha visto...

cmq la prossima volta almeno puta sulla freccia rossa... è più elitaria. :)

Anonimo ha detto...

Hai ragione Insy non dovevo dire che è squallido ma che è misogino e maschilista:"E’ quello vicino al finestrino ma è già occupato da una specie di femmina, credo pachistana o di quelle parti laggiù, che mi sorride. Io evito ogni accenno di risposta perché se c’è una cosa che mi urta è trovare il mio posto occupato. Anche fosse una poltrona realizzata con corde di ortiche intrecciate con rovi di spine, se la lo trovo occupata, mi urto (a meno che, come dal comma 43 del Codice dei Ricchioni, non ci si sia seduto un attore porno a caso della scuderia Bel Ami).
Se poi a rubarmelo è anche una femmina la cosa mi diventa insopportabile." questo è quello che scrivi ed è questo che trovo squallido. Se poi la cosa ti da fastidio non so che farci. L'idea diffusa è che se uno pubblica un libro ha delle doti e se uno lo critica è invidioso. Sbaglio io a venire qui ovvio (un errore che non ripeterò) però ti trovo banale. E trovo terribile che molta gente del mondo GLBT si esalti per così poco. Siamo diventati una massa uniforme e sciocca. Ti basta come contestualizzazione della mia critica o no?
In bocca al lupo per il mondo dei lupi.
Andrea

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

BRAVO Andrea , così va meglio. almeno hai articlato. non sono d'accordo con te ma evito ora spiegazioni sull'ironia, almeno la mia, ma almeno ti sei chiarito.
un saluto da lupolandia

Anonimo ha detto...

Bravo Andrea, una uscita di scena come non se ne vedevano dai tempi di Rossella O'Hara. Poi magari ci dirai cosa fai tu per "elevarti" su vette spirituali più meritorie di queste. Non per banalizzare, ma quando ad una checca escono di bocca cose come quelle che sono uscite a te è perché generalmente non entra niente in altri buchi da troppo tempo.
"Siamo diventati una massa uniforme e sciocca". E dai del banale ad INSY?
"In bocca la lupo per il mondo dei lupi" ...non proprio Hemingway, ma si è sentito da qui il rumore dello svolazzo della gonna (mancata e tanto desiderata) mentre ti giri e te ne vai. Una subrettona.

La Nonna

B. ha detto...

Nonna, sei semplicemente adorabile

dildo baggins ha detto...

Francamente non capisco queste critiche, mi sembra che Insy abbia uno stile volutamente ironico e soprattutto autoironico, non ha paura di raccontare di aver fatto una figura da pirla prendendo un treno il giorno sbagliato, non so quanti si sarebbero esposti così al pubblico ludibrio... se poi ci infila qualche commento misogino o pseudorazzista, lo trovo giustificabile; forse noi affezionati lettori siamo un po' di parte, mi sembra però che certi commenti arrivino sempre da neofiti del blog che per darsi un po' di tono e farsi conoscere si mettono sul pulpito a predicare, ma magari è una mia impressione...

rdm ha detto...

ahahah! (il punto esclamativo è per il gusto rafforzato dalla lettura dei commenti)
Anch'io come Rupert conosco bene la tratta TA-RM, i cui ES sono stati ribattezzati ormai "feccia rossa".
per quanto riguarda i commenti, bhè:
"per vivere ci vuole molto coraggio o molta ironia.
Chi difetta di entrambe vive lo stesso, ma male."


Egidio Arlotti da "Miele amaro"

Elisa ha detto...

E' successo anche a me una volta, solo che era un Eurostar e il controllore mi ha cazziata per bene prima di concedermi la libertà vigilata.
E comunque Roma-Torino conviene farsela a piedi, dammi retta.

Elisa

Artik85 ha detto...

Confermo. Ti voglio sul mio comodino. una storia a notte e ho il buonumore a vita...