martedì 25 agosto 2009

AGGIORNAMENTI SULL'AGGRESSIONE AL VILLAG


Questa volta mi prendo davvero a cuore l'accaduto. Ho letto pareri contrastanti anche sul mio Feis Buc riguardo l'accaduto. Alcuni mi allarmano molto. In tanti infatti vorrebbero reagire con violenza alla violenza. Questa politica non mi trova affatto d'accordo perché ci ricaccerebbe in uno stato da legge del taglione francamente inaccettabile. Oggi però, sono andato a leggere un po' di commenti sulle versioni on lain delle varie testate giornalistiche ed ho trovato alcuni commenti che mi hanno agghiacciato, non solo per il fatto che qualcuno pensi realmente cose del genere ma anche perché si è permesso che venissero pubblicati. Leggendoli quindi sul forum de IL GIORNALE, mi è sorto un dubbio: la libertà di parola e di stampa può essere tanto inalienabile da permettere che vengano pubblicate opinioni del genere senza neppure una nota di biasimo da parte dell'editore commenti come questi? Anche solo il fatto di pubblicarli, non fomenta l'odio, l'intolleranza e persino reazioni che possono fomentare poi violenza?
Forse leggere commenti del genere ci fa bene. Ci aiuta a non abbassare la guardia e a ricordarci costantemente che noi ghei non siamo così ben accetti ed integrati come sostiene la Signora Garfagna.

19 commenti:

Enrico* ha detto...

Io non ho parole... Certo che anche il solo pubblicarle fomenta l'odio e istiga la violenza!! Qui andiamo sempre peggio...

Anonimo ha detto...

Si Enrico, è sempre peggio. Ma non preoccuparti! il 10 manifestiamo. Quando tutto sarà passato in cavalleria, quando saranno ricominciati gli oppiacei reality shows, quando la gente già organizza le vacanze di Natale, a 2 mesi dall'accadurto, noi manifesteremo. Probabilmente dopo aver litigato sul dove, sul come, sul quando e sul con quali bandiere. Ma ad ottobre non c'è il congresso del PD? Coincidenze? Od abbiamo già venduto il prodotto prima di confenzionarlo?

Anonimo ha detto...

certo che l'involuzione culturale di questo paese viaggia ad una velocità davvero stupefacente...

AtenaG. ha detto...

Abbassare la guardia?
Non credo ci siano molte persone di buonsenso che abbiano abbassato la guardia.
Anche perchè di segnali positivi/di miglioramento non ce ne sono mai stati.

sara ha detto...

...FATTI INCONCEPIBILI DALLA MENTE UMANA PURTROPPO...leggo il tuo blog da pochissimo...ma ti ammiro...per il tuo scrivere fresco e mai banale...a presto...

barfly ha detto...

e se in segno di solidarieta' imma battaglia chiudesse il gay village e cosi tutti gli altri locali per obbligare i gay a manifestare si smuoverebbero masse..e invece? ogni we si continuera' a ballare e scopare perche' si sa, noi gay siamo felici...

fulvio ha detto...

Si può e si deve continuare ad andare a ballare, ancora più di prima, dimostrare ancora più gioia nella nostra vita. Quando verremo attaccati reagiremo con la violenza - non quella delle mani, delle armi, della maleducazione - ma quella dello sbattere in faccia le nostre ragioni, a lettere chiare e tono sostenuto. Non credo che la manifetazione di piazza possa andare oltre l'effetto mediatico. alcuni di noi possono forse permettersi di muoversi fieramente ogni giorno combattendo la mentalità (che parola antica?! forse ne esiste una più cool, ma mi sfugge...) di intolleranza e pressapochismo. Non facciamoci intrappolare in una manifestazione per i diritti finti dei gay oppressi. L'unica manifestazione che riuscirebbe sarebbe quella pro gay, cui nessun gay si presentasse. Immagina che successo vero!

barfly ha detto...

Fulvio, ma dove vivi? Nel mondo di fantasiland? Hai un compagno stabile? Avete un progetto di vita insieme? Hai mai sentito la mancanza di diritti, tipo quando il tuo compagno e' gravamente malato e tu non hai nessun diritto nel decidere che terapia debba fare? Dai su, passivi di culo si, ma di cervello no.

Essere un uomo libero non significa andare a ballare e divertirsi ma avere diritti e chiederli ad alta voce.
Tu sprechi le tue energie cosi', senza fare niente di utile per te e per la tua comunita'.

Sabato sera se tutti i partecipanti al village fossero andati a farsi sentire a montecitorio qualcosa sarebbe successo.
E invece, tutti a ballare e fare finta di essere felici e liberi.

Anonimo ha detto...

questa lettera aperta la condivido sillaba per sillaba. e credo che non avrei saputo esprimere meglio le mie sensazioni
http://www.gay.tv/ita/magazine/we_like/dettaglio.asp?
i=7967&wrd=Italia_2009:_omofobia,_violenza,_intolleranza.
_Quando_i_gay_italiani_iniziano_
davvero_ad_avere_paura

Speriamo che si legga bene il link
gigi

fulvio ha detto...

Caro Barfly, prima di parlare leggi bene, perfavore. Dobbiamo continuare a ballare, sempre.
Ma non dobbiamo limitarci a ballare né dobbiamo limitarci a farci incastrare nelle manifestazioni pseudopolitiche tra la Carfagna e il Veltroni di turno. Basta finte solidarietà, è tempo di vere prese di poszione: è questo che dico. Mi sembra che tu abbia travisato per bene tutto, a tuo piacimento. Per quanto mi riguarda, visto che ti piace tanto farti i fatti degli altri e fare deduzioni di conseguenza: ho un compagno da 8 anni, vico con lui, ho un ottimo rapporto con papà, mamma, suocera, zii e fratelli, mi piace il mio lavoro, meno l'azienda, non gaurdo la tv e guido una vecchissima peugeot scassata. Sono politicamente schierato e impegnato a combattere le banalità che sempre più di frequente sento pronunicare, soprattutto ma non solo, dai progressisti politicamente corretti. E basta con sta storia del compagno malato che sta in ospedale e tu non puoi andarlo a trovare...! Preistoria politicizzata

barfly ha detto...

Andare a ballare sempre puo' andar bene in societa' progredite, con senso civico, dove c'e' uno stato che tutela i cittadini.
In italia no.

PS sara pure la solita solfa, ma quando il mio compagno e' stato ricoverato tre mesi fa all'estero, io dovevo stare al telefono con i suoi perche' non potevo decidere nulla. PEr fortuna che anche noi siamo fortunati...

Scrappy ha detto...

ciao Fulvio,
io non sono politicamente impegnato come te,ma penso che noi omosessuali con una buona situazione familiare,culturale e forse economica, dovremmo pensare a tutti quei gay che non fanno gli stilisti o gli impreditori, supportare socialmente il loro progetto di coppia e proteggerli dalle agressioni omofobe,insomma concedergli una vita sostenibile sia socialmente che civilmente..tu che sei impegnato politicamnte ,che piani hai? ballare e' ok, un po' new age ,ma puo' funzionare...poi?

ballare sempre ha detto...

ah rega,ennesimo attacco omofobo, hanno bruciato il qube!!! allora venerdi' tutti a balla a casa de fulvio, ok?

fulvio ha detto...

Incrociamo le dita, che a Milano stiamo ancora bene! Fino a quando non lo so. Vorrà dire che balleremo in strada o faremo invasione nelle discoteche etero. La tutela dei diritti e della sicurezza è indiscutibile, ma preferirei offrire un aiuto ai ragazzi che devono ancora acquisire sicurezza in se stessi, offrendo gli strumenti, anche sociali, per farlo, piuttosto che "proteggere" il loro stato attuale di minoranza debole, che altrimenti è destinata a restare soggetto debole per sempre, facile preda di attacchi. E' un cambiamento culturale, prima che politico.

Anonimo ha detto...

"... manca l'analisi e poi... non c'ho l'elmetto..."
così diceva una vecchia canzone... e le cose, pare, non sono cambiate granché.
Se dici 'bisogna fare qualcosa' sei uno politicizzato e preistorico... andiamo bene!!

Totale condivisione per le cose dette da barfly e Scrappy.

fulvio ha detto...

Non è che le cose vadano bene solo in relazione al tipo di lavoro che fai, per cui gli stilisti e gli imprenditori gay hanno vita facile e gli altri no. Non è così semplice, lo sappiamo. Lo stare bene e l'aver raggiunto un equilibrio, che si riflette indubbiamente nella propria condotta anche civica, è legato ad altro molto più personale. Oppure vogliamo fare i classisti e cominciare a dividere la società in gay ricchi e senza problemi e in gay poveri e pieni di casini che devonoe ssere aiutati day gay ricchi? Preferisco pensare la società in altri termini. L'elmetto l'indosso tutti i giorni, nella vita quotidiana, con tutte le sue difficoltà come tutti gli altri: cercando di diffondere una cultura di rispetto e serietà. Ma forse sono troppo straight per la community...

Anonimo ha detto...

FULVIO, non che alcune delle cose che dici non siano corrette, ma se i missionari aspettavano di avere la basilica di San Pietro in ogni pizzo di mondo che provavano a civilizzare stavano freschi. Il cambiamento culturale è necessario, ma il cambiamento culturale è indotto dai comportamenti sociali e non vicerversa. A pensare che bastano slogan nelle scuole tipo "dipingiamo il mondo di rosa" per ottenere rispetto siete rimasti probabilmente in due: tu e Renato Zero. Il rispetto ce lo dobbiamo conquistare, non con le molotov ma nemmeno porgendo l'altra guancia. Sarebbe davvero ora che tirassimo fuori le palle, e non solo per trastullarcele tra noi. Ci vuole maggior organizzazione e maggior solidarietà TRA noi e poi proviamola anche a chiederla agli altri, se ne hanno voglia.
Non dimentichiamoci che nell'occasione alcuni gay non hanno mosso un dito. Tu chiamala paura, per me resta vigliaccheria. Ma se pensi che passi ballando fai pure.

rocco

Carlo ha detto...

Insy ti scandalizzi per il commento del giornale? senti un po' qui poi mi dici:
http://www.youtube.com/watch?v=AmjQ6Z4VsTA

Anonimo ha detto...

CARLO, fà veramente schiffo! dove si arriverà così???