martedì 9 marzo 2010

ALICE IN THE NOIALAND.














Il Maestoso è uno dei più gloriosi cinema periferici di Roma. Una volta il più grande della capitale, con la crisi subì anche questo il frazionamento in 5 sale. Ed è anche forse l’ultimo cinema a permettere agli ambulati di vendere davanti l’ingresso: bruscolini, noccioline, fusaie, zucchero filato, pop corn imbustati in sacchetti di cellofan e prelibatezze locali come i mosciarelli (ndr, per chi vive fuori dal GRA: castagne sbucciate adatte solo a robuste dentature o impianti ortodontali avvitati con il titanio).
Appuntamento alle 20 con Scrappy davanti al chioschetto, il mio amico costumista ormai affermato che grazie a dio stasera non indossa la pelliccia di pelusc nero ma un quasi sobrio giubbotto con guarnizioni argentate.
Facciamo un po’ di spesa per confortarci durante la visione di “Alice nel paese delle meraviglie” di Tim Barton.
In sala inforchiamo gli occhialini per il tre D che, francamente, iniziano ad essere un po’ abusati. Scrappy mi guarda lanciandosi in bocca un mosciarello da 2 etti e dice: “co’ ‘sti occhiali pari Pasolini!”, che, onore al suo genio, francamente proprio un adone non era.
Dunque…sì! Alice.
Io non so praticamente nulla della storia. So che è stato un classico dell’animazione della Disnei, come anche Piter Pan, Bambi e tante altre fiabe a me sconosciute dal momento che quando ero piccolo, mio padre preferiva piuttosto trascinarmi al cinema a vedere Cleopatra, un carrozzone roboante di 12 ore, interpretata da Liz Teilor vestita come una Pussicat Dol, convinto che fosse più educativo per me conoscere la storia attraverso i film che perdere tempo appresso a favole dove dei topini squittanti cuciono vestiti per una stracciona con aspirazioni principesche che fa la sguattera nella villa di due sorelle stronze.
In breve la storia.
Una 19enne si deve maritare con il ragazzo più brutto delle isole britanniche e, davanti alla schiera di amici e parenti, rifiuta la proposta di matrimonio (cosa che avrebbe fatto persino una disperata come Rosi Bindi, figuriamoci lei che ha un bocciolo di rosa al posto delle labbra e capelli come trucioli di legno ambrato). Distratta da un coniglio bianco con un doppiopetto, Alice scappa dalla festa e, corri, corri, cade in un tunnel che la precipita in una stanza dove, beviti una cosa, mangiatene un’altra, la ragazza si allarga e si restringe con la stessa rapidità con cui Gianet Gecson prende e toglie chili. La trama ha il sapore di un acido a stomaco vuoto ma leggendo la biografia dell'autore che ha visto più camice di forza che tramonti, risulta del tutto comprensibile.
La storia è la solita: lei eroina ignara dovrà salvare questo mondo fatato dalla cattiva e macrocefala regina rossa che ha defraudato la sorella bella e buona e per fare questo, Alice, da insulsa signorina che non sapeva neppure farsi una treccia ai capelli, si trasforma in una guerriera che indossa un’armatura d’argento e con una spada decapita un drago, evidente metafora della flessibilità lavorativa anch’essa frutto di sfrenate fantasie governative.
Per arrivare a fare tutto questo, la storia si srotola con ritmo ma senza passione attraverso le scenografie del Signore degli anelli, Avatar, e i Cesaroni. Tanti effetti speciali, troppi, che vanno bene per un video musicale di Ladi Gaga o per uno propagandistico del capo del governo, ma non per un film. Gionni Dep, sembra Suini Tod, che sembra Gec lo squartatore che sembra il pirata dei carabi: ormai sembra un copia e incolla di se stesso.
La recitazione, anche quella sempre impeccabile della Bonam Carter, è asfissiata da troppi effetti visivi che diventato ridondanti. La sola cosa a tenermi sveglio è il rumore di mais tostato schiacciato dalle ganasce di Scappy.
Insomma la fine del film la vivo come una liberazione e non avendo paragoni con cui confrontarlo ne esco con un giudizio abbastanza indifferente. A me poi tutti questi animali parlanti e la filosofia spicciola dell’"essere padrona della propria vita" mi annoiano parecchio e se è questa la lacuna fiabesca che ebbi da bambino, ringrazio mio padre di avermi costretto piuttosto a vedere Ben Hur, sebbene interpretato da quella patata parlante di Ciarlton Eston.

17 commenti:

cumino ha detto...

E io che volevo andare a vedere... Me l'hai stroncato bellamente. Tristezza. Uz.

.pino. ha detto...

è un film che ho tanto aspettato e ora che è uscito, visto che come da copione non mi son precipitato a vederlo il primo weekend di programmazione, ora sento i pareri più discordanti!
"cagata immane"... "bellissimamente poetico"... "poco 3D"... "troppo 3D"... che faccio?

Anonimo ha detto...

sto padre infondo infondo non è poi così malvagio dai ;)
bacio
Emy

Teo ha detto...

..e mo' ci vado o non ci vado? uff comunque recensione esilarante. ciao Teo

Quadraretto View ha detto...

andateci, a me è piaciuto. una esperienza estetica moderata ,ma piacevole..Ale i questo periodo ha il cuore di pietra....
Scrappy

.pino. ha detto...

"...in questo periodo..."?!!?!?!?

dario ha detto...

visivamente il film è mooolto bello. trucchi costumi scenografia.. purtroppo questi aspetti prevalgono sul racconto e soprattutto sui personaggi, ai quali non ci si appassiona mai. come al solito, quello più divertente e che prende un po' di più è la regina cattiva. la regina buona invece è troppo leziosa. alice è vero, è un'eroina talmente tanto moderna che in questo film in effetti non ci azzecca per nulla.. e johnny depp ahimè è vero, è sempre uguale a se stesso in questi generi di film

Gipris ha detto...

Mi hai fatto scompisciare dal ridere, soprattutto quando descrivi cenerentola come una stracciona con ambizioni principesche!

Per quanto riguarda il film, se devo essere sincero, quando mi chiedono se mi è piaciuto rispondo sempre NI... non saprei neanche io dirti cosa mi ha lasciato perplesso. Forse la solita paciugata dell'eroina che deve salvare il mondo dal drago cattivo... o forse il fatto che sto paese delle meraviglie è poco meraviglioso e troppo signore degli anelli, chissà...

Franz e i nei dell'Olimpo ha detto...

Ecco, e mò non lo vado a vedere neanch'io, m'è bastato quanto hai scritto!!! Però vado a vedere Percy Jackson e poi vi racconto....sarà una roba del genere temo...

michelinastreghina ha detto...

'mosciarelle for president' (eh si, da noi si dice al femminile!)
Maaaa...la tipa del diavolo veste prada che fa in questo film? Mica l'ho capito...l'ho solo intravista con lo sguardo allucinato e la carenza di ferro...

Efy ha detto...

l'ho visto ieri notte. diciamo che ti lascia perplesso. begli effetti.. buona la colonna.. da elfman ad avril lavigne che ha abbandonato borchie e trucco pesante.. la trama è praticamente nulla e soprattutto sciocca e banale. Il cappellaio matto, a mio avviso, è stato un cameo (o cammeo.. non mi ricordo) sicuramente il personaggio poteva avete un ruolo più centrale. come dici tu o forse qualcun altro.. è stato ridondante. il 3D assolutamente inutile e qindi evitabile (di certo non è avatar).. insomma anche i miei colleghi sono usciti con l'amaro in bocca nonostante non avessero letto il libro da cui si discosta assai. peccato. il fuori fase Burton stavolta non mi ha soddisfatto considerando anche 1 anno intero di pubblicità che raccoglieva in sé tutte le strategie di marketing richieste per il possibile flop. insomma.. ripeto.. così così.. un blando 6+

Anonimo ha detto...

pubblico qui il mio commento perché sul blog disbanded non compare. Sono Laura, quella che ha scritto in tempi passati sul blog disbanded. Sono sconcertata. Ho visto che compare sul blog lo stesso nome con dei commenti. Io non scrivo più da mesi sul blog. Non so che fare. Che tristezza infinita.
Scusa per questo mio commento qui, ma sono davvero sconcertata.

laura (che da mesi non scrive sul blog disbanded).

Anonimo ha detto...

ho notato che il film piace a chi ha tanta fantasia e voglia di immaginare, meno a chi è più cinico... merita cmq di essere visto.

Andrea ha detto...

Cioe' tu mi dici che non hai visto il cartone della Walt Disney, mai , nemmeno una volta?....
Alice e' prima di tutto un libro..
anzi ne sono 2 , di Lewis Carrol...
cazzo insy!! non sai la storia?se cerchi qualche confronto dovresti leggerli entrambi...pieno di riferimenti onirici, sguardi psichedelici e un linguaggio che ha stravolto gli schemi della narrazione fiabesca...
te che sei creativo dovresti assolutamente leggerli...
uno dei problemi piu' grossi fu' la traduzione dall'inglese, davvero inesauribile.
i libri come dicevo sono 2,e il film dovrebbe calcare il seguito e non la storia classica:
il primo e' "alice nel paese delle meraviglie ", e il secondo e' "attraverso lo specchio e quel che alice vi trovo' ".

pensieriprecari ha detto...

nou! adesso anche burton è zuccheroso...
l'invasione degli ultracorpi di melassa

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie

Saevel ha detto...

A me il film è piaciuto da morire ^_^