lunedì 15 novembre 2010

-30

























Non sono mai stato un dormiglione ma ultimamente sono io a svegliare la sveglia. E questo succede ormai anche nel fine settimana. Ci provo a restare nel letto, a concentrarmi per riprendere sonno, ma il cervello una volta acceso non riesce a fermarsi e iniziando a macina pensieri.
Provo comunque a godermi con calma tutto quel tempo che resta prima di dover uscire di casa. Per molti questo è solitamente brevissimo e si scapicollano per infilarci dentro la doccia, la colazione, la scelta degli abiti da indossare e una controllatina al proprio profilo su Facebook (o latri social/erotic network). Io invece, anche se forzatamente, posso fare tutto questo con moltissima calma.
Oggi fuori c’è un tempo da lupi. Piove e fa freddo e mi godo il conforto di chi non è ancora costretto ad uscire. Il rumore del traffico è un lento crescendo che inizia a partire dalle 6. Alle sette, arriva il camion dei rifiuti a svuotare i cassonetti. E’ sempre puntuale. Alzo la serranda ma non troppo per evitare che la luce della lampada faccia della mia stanza un teatrino ancora più visibile a quei 20 appartamenti del palazzo di fronte che affacciano sul mio (spiarli è un piacevole passatempo del quale posso anche io a mia volta esserne vittima).
Attraverso il vetro guardo le persone giù in strada che si muovono con passi brevi e rapidissimi, avvolti da sciarpe e cappotti. Alcuni raggiungono la fermata del bus che inizia ad affollarsi.
Mi rimetto a letto e sotto la coperta con i piedi vado a cercare il tepore lasciato lì dal mio corpo.
Accento la televisione, seguo il telegiornale che quasi sempre propone le notizie riscaldate della sera precedente poi mi alzo, mi preparo il pranzo che mi porterò in ufficio e mentre aspetto che si cuocia mi sdraio nuovamente nel letto. Incrocio le mani dietro la nuca e guardo passivamente le notizie sul calcio (figuriamoci con che interesse).
Insomma nonostante le gocce di biancospino, continuo a dormire sempre pochissimo. Saranno i pensieri.
E tra un mese esatto sarò a New York.

7 commenti:

Enrico* ha detto...

Forse sarà quello (il fatto che tra un mese esatto sarai a New York)...

awkward ha detto...

Condivido con Enrico che è il pensiero di svegliarti a Niu iorch. :D

Enrico* ha detto...

Ma poi che pensieri... Ci potessi andare io a niu iorch, con una minima speranza di poterci rimanere, sarei elettrizzato fino alla partenza... E chi dorme più!!

Anonimo ha detto...

relax, go to west...

Anonimo ha detto...

Anche io è un periodo che dormo poco, sarà il tempo, sarà sto cavolo di orario solare, saranno i pensieri, bho, è un periodo un po' grigio.
Insy ma a Roma c'è così freddo, già da berretto, sciarpa, guanti e cappotto?
Ancora per qualche giorno vivrò in una località di mare ma c'è tutto fuorchè freddo e anche in città non è che ci sia tutto sto freddo! Solitamente al sud o Italia centrale non c'è più caldo? :)
Accendi i termosifoni!!
Ps che ti prepari per pranzo? XD
Ciao Alessandro :*
AlexFe

Anonimo ha detto...

Che post intimista... e per uno che va in giro senza mutande è davvero una svolta.
Magari ti stai creando aspettative troppo grandi per il tuo sbarco nella grande mela. Ma non dirmi che vai a cercar l'amore, fa troppo Non E' La Rai. Spero invece che tu abbia già qualcuno che li ti aspetta, anche solo per approfondire di più la conoscenza e chissà....
Gocce di biancospino, bucolico ma poco efficace. XANAX, 5 gocce e stai sereno.

cumino ha detto...

Era da un po' che non passavo: cambio di template, pigri pensieri un po' malinconici un po' no. Ti invio, la prospettiva di andare a NY è un bel modo per spezzare l'inverno (che qui significa nebbia, pioggia e grigiore). Allora un bacio, anche se forse non lo vuoi.