martedì 25 gennaio 2011

METTI UNA CENA AL CINESE.

















Giovedì scorso io e il mio amico costumista quasi affermato ci regaliamo una sera un po’ folle e decidiamo di andare al ristorante cinese sotto casa mia diventato ufficialmente gay non tanto perché ci vada io (elemento importante ma non determinante) quanto per un’insana attrazione della comunità omosessuale per il glutine e i germogli di soia.
Intorno a noi le solite coppie stanche lui+lei e lui+lui, di quelle che “Amo’ stasera numme va de cucina’”.
“Vabbé te porto ar cinese”.
Espressioni stanche, vestiti giustapposti con la cura di chi e sceso giù a far pisciare il cane e sguardi persi verso un punto laggiù all’infinito. Dietro il mio amico costumista però c’è la coppia regina. Lui è un crocevia di muscoli montati a neve e tatuaggi giapponesi. Uno di quelli che lo vedi e la prima cosa che ti viene in mente è “che coatto” seguito poi da un indulgente “però me lo farei”. Lei è una depresso-chic, pieghe degli occhi che devono puntare verso il basso per coerenza con il look dark di periferia.
Insieme: un esperimento sociologico. La conversazione tra me e Scrappy non può essere più interessante della loro per questo mentre cerchiamo di capire come possano quasi 3 miliardi di orientali afferrare bocconi di riso più grandi di un chicco con un paio di bacchette tiriamo fuori cuffie e microfono per ascoltare cosa si stiano dicendo questi due. Lui si vede che è in assetto di rimorchio. Lei è scoglionata come se stesse seduta su una sedia di ortiche.
Per cercare di battere l’interesse che lei sta dando di più a un piatto di involtini che a lui gioca la carta cinema. Un argomento facile come il tempo che non richiede una laurea in lettere e che generalmente riesce a far riprendere un minimo di quota alla conversazione anche se hai davanti una concorrente de “La pupa e il secchione”.
“La settimana scorsa ho visto “Benvenuti al sud””, fa il nerboruto.
“A me piace Ecce Bombo”, risponde con la grazia di una a cui uno le abbia appena dato della troia.
“Non l’ho visto…”.
“E’ un film sulla crisi esistenziale”, ribatte secca.
Pausa.
Finisce l’involtino e poi secca fa: “E’un film bellissimo, senza musica”.
“Mmmhhh…me sa che numme piace”, risponde il buttafuori sconsolato.
Poi il silenzio. Si alzano, vanno alla cassa lui le sorride, lei si sforza di rispondere e le paga anche la cena.
L’ho sempre detto: le coppie miste non funzionano mai.

6 commenti:

Enrico* ha detto...

Ma sei già tornato da New York?

Oscar ha detto...

le conversazioni di coppie così si concludono generalmente con una solenne scopata, che salva la serata e pure la coppia. quando lui le avrà detto, te lo do io ecce bombo, e lei avrà risposto, ma benvenuto al sud!

awkward ha detto...

Che sconsolazione... spero di non arrivare mai a una simile situazione :D

Anonimo ha detto...

qualcosa mi suggerisce che sei tornato dall'america senza marito e deluso...... non te la prendere... la prossima volta punta sul texas

Anonimo ha detto...

da qualche post a questa parte c'è odor di zitellaggine.

Anonimo ha detto...

MA INSY SEI GIA' TORNATO DA NEW YORK ??? ASPETTAVO CON ANSIA ALTRI TUOI POST GUSTOSISSIMI DALLA GRANDE MELA! dai vedrai che qualche lavoro lo troverai a Roma prima o poi!