mercoledì 29 giugno 2011

100 ragazze per me...

























Forbes è forse la più autorevole rivista finanziaria del mondo. Più che le analisi economiche sono forse le sue liste ad essere famose. Temute e agognate, vedere il proprio nome in una di queste graduatorie è un’onorificenza da sfoggiare che va ben oltre la motivazione reale per la quale si è stati nominati.
Qualche giorno fa in un’oziosa peregrinazione domenicale su internet mi è capitato sott’occhio la lista delle “100 donne più influenti del mondo” stilata appunto da Forbes e mi sono chiesto cosa si intende per influente? In effetti non è del tutto comprensibile quali siano i parametri di giudizio. Se infatti si tratta di ricchezza la cosa è piuttosto semplice, basta vedere la dichiarazione dei redditi per assegnare la palma del nababbo. Ma quando si parla di personaggi “influenti” il sistema di selezione si fa più indefinibile. Per influente penso a un personaggio in grado di creare un cambiamento nella cultura, la politica o l’arte, e che sposti l’ago della percezione popolare.
Due terzi di queste signore però francamente non so neppure chi siano, di alcune ne ho appena sentito parlare mentre solo poche di loro sono effettivamente molto famose e decisamente “influenti”. Scorrendo la lista quindi cerco di capire quale sia la loro “influenza” al livello globale a cominciare ad esempio dalla numero 99: Martha Stewart che per chi non la conoscesse è telecasalinga più famosa d’America. Esperta di bon ton, decorazioni floreali, arredamento d’interni e soprattutto di cucina. Un ibrido tra Anna Moroni de “La prova del cuoco” e Mc Giver, visto la sua capacità di montare a neve chiare d’uovo mentre si lancia da un aereo in paracadute. Lungi dall’essere un talento trascurabile, mi rimane però difficile capire in cosa possa essere così potentemente influente al livello globale soprattutto se messa in confronto agli antipodi della lista che vede al numero 5 la segretario di Stato americano Hillary Clinton, una donna che è riuscita a fondere vantaggiosamente la solidarietà muliebre alla scaltrezza politica, mostrando vicinanza e comprensione nei confronti di un marito finito in ginocchio davanti a una nazione per colpa delle genuflessioni “improprie” di una stagista. Hillary, di fronte all’umiliazione, ha saputo mandare giù il rospo, ha perdonato senza credere nel perdono, consapevole di quanto l’ipocrita opinione comune apprezzi lo spirito di sacrificio di una moglie cornificata. Una parte recitata consapevolmente e che non poco ha favorito la sua sfavillante carriera politica, portandola ai vertici del governo e forse alla futura presidenza degli Stati Uniti.
Sempre restando nei pressi di Washington, ma facendo 4 passi più in su, troviamo invece la più influente di tutte che, ovviamente, non può che essere Michelle Obama. E qui il suo primo posto non lascia spazio a dubbi, basterebbe solo il fatto di essere moglie dell’uomo più potente del mondo per giustificarne la posizione, ma non basta un’osmosi nuziale per arrivare a tanto. Michelle è in gamba, sa stare al suo posto, fa dichiarazioni sensate, presenzia a prime dell’opera come alle inaugurazioni dei centri per anziani ma soprattutto è nera, condizione che è più spesso un limite che un vantaggio, anche nella terra delle libertà, e basterebbe anche solo questo per darle una menzione in più.
Anche la terza è un’americana, anche lei nera. Una vera e propria imperatrice mediatica: Oprah Winfrey. Una donna che se dovesse scrivere il proprio curriculum probabilmente avrebbe bisogno di un mese di tempo. Lei è tutto e ha fatto tutto. Attrice, produttrice, editore, giornalista, stilista; pensate a una professione? Lei l’ha fatta! Perennemente a dieta in bilico tra la taglia zero e le super calibrate, è l’esaltazione della donna comune di successo incarnando, anzi farcendo, l’idea tutta americana del “volere è potere”. Nessuno infatti avrebbe mai scommesso su di lei 30 anni fa, ma la tenacia è un talento imperscrutabile e la sua l’ha portata addirittura a scavalcare Angela Merkel, la cancelliera tedesca scolpita nel marmo con appena 4 colpi di scalpello che si piazza “solo” al quarto posto nonostante si debba a lei la splendida tenuta della Germania sotto la crisi economica.
Sebbene anche io mi allinei al coro adorante di Lady Gaga, devo ammettere che però il suo settimo posto andrebbe un po’ spiegato. Certo, l’influenza di una mega popstar è enorme, soprattutto se rivolta al pubblico gay che, come è noto, a sua volta influenza la cultura popolare del mondo intero. Artista di talento, santa patrona dei diseredati e cantore dei disagi sociali, è ormai talmente adorata da far venire le madonne tanto alla Ciccone (solo 29° della lista) quanto alla Beata (del tutto assente dal ranking).
E le italiane? La prima è solo 35° (anche se Forbes la segna come francese). Si tratta infatti della premiere dame: Carla Bruni. Assoluto genio di perfidia è la quint’essenza dell’arrivismo. Top model negli anni ruggenti, simpatica come una ganascia alle ruote dell’auto, cantante senza voce, ha appeso i tacchi al chiodo per poter scendere all’altezza di Sarkozy diventando, insieme alla Bellucci e la Dellera, l’ennesima italiana che ce l’ha fatta in terra di Francia.
Ovviamente la lista prosegue tra decine di altre donne di sicuro valore e, sebbene questa venga aggiornata ogni anno, dispiace un po’ notare l’assenza di una donna che, nonostante abbia 500 anni e al di là della sua compostezza formale, ha vissuto una vita che oserei dire “trasgressiva”. Una ribelle intellettuale che ha combattuto per affermarsi come scienziata in un mondo e in un ambiente che ai suoi tempi erano infinitamente più maschilisti di oggi: Rita Levi Montalcini. Un giorno in un’intervista televisiva la sentii auto definirsi così: “Io non sono il corpo, io sono la mente”. E basterebbe solo questo per assegnarle d’ufficio il primo posto e per sempre.

4 commenti:

Lilyum ha detto...

D'accordissimo, soprattutto sulla Rita! =)

Enrico* ha detto...

...la lista che vede al numero 5 la segretario di Stato americano Hillary Clinton...

...Angela Merkel, la cancelliera tedesca scolpita nel marmo con appena 4 colpi di scalpello che si piazza "solo" al quinto posto...


Ci sono un po' troppi quinti posti o sbaglio?

Anonimo ha detto...

Rita for ever! In un'itervista l'ho sentita dire che non è mai stata innamorata. Più o meno le sue parole sono state queste: rispetto all'amore sono come gli uccelli, che hanno le piume impermeabili. Caro Insy ho sentito che si è riaperta la stagione estiva della caccia. La prima battuta è accaduta due sere fa al Gay Village a Roma. Che bello sapere che c'è sempre qualcuno che ci mostra un po' d'interesse.
Simone

awkward ha detto...

Influente è tanto discutibile quanto BELLO infondo... ma sulle prime posizioni, per quella che è la mia conoscenza, concordo!