venerdì 1 ottobre 2010

-75







Mancano ancora 75 giorni alla partenza per Niu Iorc, qui a Roma ci sono ancora 23°, la sera le cicale gracchiano ancora e continuo a dormire nudo coperto solo da un lenzuolo e due gocce di Aqua Vella. Qualche giorno fa stavo ciattando con un mio amico di quelle parti laggiù e mentre parlavamo di Giast Chids, la biografia di di Patti Smit, mi è venuto da chiedergli come fosse l’inverno niuiorchese (inutile alambiccarsi, non ci sono connessioni tra le due cose, mi è venuto così). “E’ molto freddo qui, la temperatura può scendere tranquillamente anche a 26°, anche di giorno”. Devo dire che rimango un po’ perplesso perché a meno che uno non arrivi da Urano, 26 gradi non sono male, è pur vero che NI è alla stessa latitudine di Napoli ma anche lì non è certo così caldo. Poi mi viene in mente un intreccio di pollici, piedi e miglia e, punto da vaghezza, gli chiedo: “ovviamente parli di gradi Farenait…”. “Sì, certo”, e che ti pare che questi pensano possano esistere altri mondi al di fuori del loro!
Senza fare un fiato gugolizzo la cifra e mi appare un convertitore di misure e scopro che l’equivalente in gradi centigradi è -3°! Mi informo meglio e vengo anche a sapere che la città è soggetta a tormente di neve che possono arrivare a paralizzarla per giorni, senza contare l’umidità dell’oceano, dell’Azzon e delle fogne a cielo aperto. Insomma scene da film di Emeric. Eppure quelle 4 squinzie di Secs and the Siti mi avevano fatto credere con i loro vestitini di seta che Niu Iorc fosse la capitale della Giamaica. Ad ogni modo, diciamo che in generale io no sono un tipo freddoloso, ricordo ancora con orgoglio il mio viaggio a Stoccolma (sempre in dicembre perché sia mai che possa godermi una città in primavera) dove andavo in giro solo con una polo e un giubbotto e con un po’ meno d’entusiasmo ricordo pure la pleurite che mi sono portato poi al ritorno. Quindi ieri ho dato uno sguardo nell’armadio e siccome Roma -3° non li fa almeno da un paio di ere geologiche non ho trovato che giubottini primaverili che lì non andrebbero bene neppure indossati in una doccia solare. Siccome la previdenza è compagna del successo è partito il casting alla ricerca del giubbotto adatto. Detta così uno penserebbe: “Fatti un Moncler e non ci pensare più”. Seee, fosse così semplice. Io con un piumino addosso sembro l’offerta di un televendita di Mastrota dove ti danno materasso, 4 cuscini, 3 piumoni, 2 coperte e un microonde. Tutto insieme, tutto addosso.
Chi senti, senti, tutti mi consigliano un giubbotto tecnico e tra tutti i produttori di giubbotti tecnici pare che il migliore sia Nort Feis.
Quindi ieri, a pausa pranzo, vado in negozio. Un posto dove se non fossi costretto non entrerei neppure morto. Piuttosto troverei più interessante un ferramenta o un ricambio auto ma lì, proprio no. Sono circondato da capi d’abbigliamento dove gli aggettivi “comodo e pratico” hanno sostituito “elegante e alla moda” ma se voglio arrivare a capodanno senza mandare in necrosi il mio corpo per assideramento è meglio che mi adatti.
Io non colgo molto le differenze tra i modelli, sono tutti scuri e qui pochi che hanno 2 colori sembrano esser stati disegnati da Leopardi in un momento di depressione.
Chiedo quindi a una commessa che, visto il negozio, sprizza energia dalle guance rubizze e ossigenate.
“Allora a me serve un giubbotto per andare a Niu Iorc in dicembre. Non voglio piumini, non voglio tre quarti che mi sbassano, se è possibile, un po’ corto e avvitato, non troppo voluminoso né ingombrante”, in pratica un modello disegnato da Mugler. “Ce l’avete?”.
Le i mi guarda con sospetto, abituata a una clientela di rocciatori dai volti rugosi sferzati dai gelidi venti del nord, non capisce (anche lei) io che cosa ci stia facendo lì dentro.
E poi parte.
“beh, dipende. Abbiamo giubbotti in pail, in gortex, climasciel e polartec. Poi ci sono quelli con un interno removibile o sostituibile a seconda del freddo, e dell’umidità. Ogni modello ha diverse varianti, ogni variante, diverse specifiche, ogni specifica diverse caratteristiche…” e continua senza sosta per altri 5 minuti.
Poi passa alle domande, tutte a raffica, di cui registra mentalmente le risposte per tracciare un profilo del mio giubbotto.
“sei freddoloso?”
“no”
“farai moto?”
“si tra un negozio e l’altro”. Ma lei non ride.
“nevicherà?”.
“mah, non lo so…”.
“pioggia?”
Aridaje! MA CHE NE SO!
Alla fine la pizia sentenzia: PLASMA.
Un giubbotto carino, un po’ troppe scritte per miei gusto ma al limite ci passo sopra con un pennarello nero ed è scampato l’effetto tuta da formula 1.
Lo provo, mi piace e mi sta bene.
Non che lo voglia comprare subito ma chiedo il prezzo.
“400 euro”.
Avvampo. Ecco qual è il segreto della Nort Feis, ha i prezzi che bruciano.
Con la classica formula: “grazie, ci penso in caso ripasso”, esco dal negozio.
400 euro è più di quanto ho pagato il biglietto. Piuttosto me ne compre un altro per i Carabi.
Per fortuna ho ancora tempo per provinare altri giubbotti. Alla peggio mi vestirò a strati, mi cospargerò di grasso di foca, mi farà litri di uischi e poi mica devo per forza stare per strada durante la tormenta ma io 400 euro per un giubbotto che metti caso entri in un locale e lo appoggi sulla sedia e te lo fottono non ce li spendono.
Avanti il prossimo!

28 commenti:

Anonimo ha detto...

Mio caro
fattene una ragione: a meno che non te lo compri al più&più i prezzi sono quelli...se vuoi un giubbotto che tenga il freddo e che sia un pò figo ,ti costa più della vacanza.
Il problema vero è che là a dicembra fa freddo davvero per strada, mentre in ogni posto al chiuso ci saranno come minimo i 26° (nostri) di cui parlavi prima, per cui non pensare di sopperire a suon di maglioni sotto il giacchino leggero perchè appena entri da qualche parte muori per shock termico.

Suzywong

Anonimo ha detto...

Vestiti a strati e compra a NYC appena arrivi.

http://www.davesnewyork.com/
qui ho comprato levis' a 35$ (25€) e hanno un sacco di roba anche per l'inverno.

Non puoi fare shopping a ROMA per un viaggio a NYC...ma carrie non ti ha insegnato proprio niente???!!! ;)

ah, vai anche da UNIQLO
http://www.uniqlo.com/uk/
un H&M ma versione Jappo, merita!

Marcello

Enrico* ha detto...

Ecco, il segreto sarà nell'essere sempre ubriaco...
Ti dovrebbe riuscire bene, no? :-)

propofol ha detto...

Secondo me la risposta alla tua domanda è Decathlon, tor vergata (prendi il raccordo verso la Roma- Napoli dalla tuscolana, esci alla Romanina e poi tutto dritto finchè non te lo vedi sulla destra anche perchè è grosso tipo l'empire state building.)
Siccome tra i vari reparti ci saranno 400 tipi di giacconi tecnici di tutte le marche e modelli uno con un rapporto qualità/prezzo accettabile dovresti trovarlo! posso ricordarti anche sciarpa e cappello? Natale a NY è frizzantino!
Buon viaggio!

bianca ha detto...

M'impiccio un po', posso?
Allora se stiamo sul tecnico prova gli antivento e i gusci della montura, oppure della mello's che costicchiano ma sono indistruttibili. Altrimenti potresti andare su un woolrich, che tiene veramente caldissimo, io ne ho due che devo ancora amortizzare, e fa la sua porca figura. Parola di una che vive in un cacchio di posto dove d'inverno fa - 15.

ps: ti pregotipregotiprego portami anche a me a niu iorch
(non sono pazza, eh, solo un tantino bipolare)

itboy_76 ha detto...

Concordo con Propofol. La soluzione è Decathlon. Poi, se arrivato a Niù Iorc fa tanto freddo, tiri fuori gli euri e approfitti del cambio favorevole per un acquisto in loco (così sembri anche un autoctono e non un italiano in visita). Fossi in te, mi preoccuperei anche delle scarpe (lo so: sono fissato). Le snichers fighette con la suola liscia non sono l'ideale, a meno che tu non voglia finire diritto nel pronto soccorso di ER. A proposito, hai fatto l'assicurazione per l'America (tocchiamo ferro e massaggiamoci gli zebedei) che lì basta un mal di denti per ritrovarti indebitato a vita?

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

mi sa che farò così allora: vado lì e compro in loco. alla peggio il tragitto da JFK a casa lo faccio con i girnali sotto il maglione...

Oscar ha detto...

senti, caccia sti 400 e non rompere. costa di più un mese di ricovero nel reparto poliomelitici. oppure alla fine vuoi che ti portiamo a casa giacinta?

Macsi ha detto...

E comunque: a strati. Non sbagli mai. Senza considerare le deliziose scale cromatiche che si possono creare e le scarpe! Se i piedi sono al caldo tutto il resto non sente freddo.

dario ha detto...

devo ricordarti che:
a stoccolma ancora un poco e avevi un giubbotto con la serpentina interna, tipo fornetto mulino bianchi della de longhi.

a milano l'inverno scorso sentenziavi: io un freddo così non lo reggo.

nel trevigiano c'è l'outlet della nor feis.

Anonimo ha detto...

generalmente a new york il freddo atroce arriva verso fine gennaio febbraio..... ma cmq a natale fa il suo discreto freddo...
io vado la prox settimana se vuoi ti aggiorno sui prezzi che ci sono li... nn sempre tutto e' conveniente come il caso della LEVI'S.....

cmq a mio modesto parere... per esperienza personale...io spendo uno stonfo per i vestiti.. ma l anno scorso mi e' capitato di entare da PULL e BEAR... ho trovato sto giubottino che era talmente di plastica che nn passava un filo di freddo... per la bassisima cifra di 79 euri o giu di li....

Anonimo ha detto...

Compra a nyc...fidati.
Marcello

Anonimo ha detto...

sii cosmopolita: portati una ciofeca qualsiasi, poi quando sei a NY vai da syms o da loehmann's e prenditi qualcosa di bello a prezzi da strasaldo.
e accetta un consiglio: il vezzo di scrivere in inglese maccheronico va bena quando nel post ci sono due o tre parole straniere storpiate, ora che parli di NY e c'è una parola in parainglese ogni due righe comincia a dare fastidio... ;)

leo

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

leo richiede solo un po' più di attenzione:)

lo so ma io ho la sindrome del controllo e se non ho tutto già prima dipartire mi agito neppure dovessi andare su un'isola deserta...:(

Tiziana ha detto...

Se proprio vuoi partire già attrezzato, prendi in considerazione che anche oltre il confine USA fa un bel freddino (fidati, ci ho vissuto 4 anni e clima temperato della zona dei laghi un par de ciufoli), quindi dai un occhio anche qui:
http://www.canadianclassics.it/

Ai piedi metti un paio di Timberland e ricordati cappello e guanti se vuoi riportare a casa anche le orecchie e le dita...

:)

PS) per quel che può valere la mia opinione, a me il tuo anglomaccheronico piace moltissimo...

Anonimo ha detto...

Fatti un parka della woolrich, o scegli l'alternativa economica, come ho fatto io, e comprati un parka murphy&nye. Io ci vado pure sulla neve, è addolutamente impermeabile ed è strutturato in modo da non lasciare spiragli che facciano passare vento o acqua, come ad esempio i punti critici polsi/collo. Ah, e ha anche il cappuccio imbottito, no, non dico a criniera di leone come i classici parka, proprio tutto il cappuccio imbottito. E francamente, a -3, io me ne fregherei ampiamente di sembrare tozza con un tre quarti e vorrei qualcosa che coprisse più superficie possibile. C'è tempo per sembrare figa e slanciata dentro gli edifici, non in mezzo alla strada. Pensaci.
Cristina

dario ha detto...

gira con un asino e un bue.

Sally ha detto...

Anche a casa mia d'inverno ci sono stati -3°, forse anche più freddo...
fidati che non si muore! Portati il giubbotto più pesante che hai e se te la vedi brutta quando arrivi chiami Carry and Co. e ti fai dare qualche dritta :D

Baci

Anonimo ha detto...

insy, è il mio spirito da correttore di bozze che ogni tanto si ribella!! :)

leo

Daniela ha detto...

Volevo suggerirti un mammut (è la marca!) ma mi sa che costa come un north face.
Potresti provare con una sexyssima maglia intima tecnica, di quelle tutte e buchini, sopra un pile e sopra ancora un giubbino. In questo modo eviti troppi strati che ingoffano e ti fanno apparire più grosso, e poi prendi due piccioni con una fava: se per caso son già aperti gli impianti sei pronto per sciare!!! :-))

shesama ha detto...

-3 non è così drastica come temperatur;l'anno scorso a Parigi ce n'erano -7 e ho resistito con un cappotto in panno. Anche io a dicembre andrò a Niu iorc, ma il problema che mi sto ponendo riguarda le scarpe...Alla faccia delle Jimmy Choo di Carrie, io credo che comprerò gli stivali imbottiti modello "pescatori eschimesi"!

Anonimo ha detto...

ma lascia perdere marche e firme, io ho trovato una favolosa giacca a soli 90€ finto montone rasato...sai tipo...scamosciato...con il pelo dentro...nera, collo a scialle, un pò alla sam. più che tessuti tecnici io mi butterei su quelli, che poi con una giacca sotto e una jeans sei elegante....mica vuoi entrare da tiffany con una giacca tecnica?????
f

Anonimo ha detto...

Insycura, i tempi nei quali con 1000 lire si comprava un dollaro sono oramai lontani, la città era costantemente presa d’assalto dai turisti ed i negozi delle marche più note (Ralph Lauren, Levi’s, Timberland…) aprivano e chiudevano sempre con la coda di gente fuori. Adesso il cambio è meno favorevole, anche se la situazione generale della città è decisamente migliore, ed il turista italiano deve stare molto attento alle occasioni per poter risparmiare effettivamente qualcosa, consolandosi del fatto che l’occasione più ghiotta è quella di comprare qualche cosa che non arriverà mai nei negozi italiani.
T assicuro ke non farai fatica a trovare un giubotto a Ny, cazzo Insy vai a NY mica a Torvaianica!

Anonimo ha detto...

Consiglio:
Compratelo lì il giubbotto.
I nostri non sono fatti per quel freddo lì.
E sbattitene se il 3/4 ti ingrassa. Lì è una necessità.
Mai patito così tanto freddo come a NY a gennaio.
Nemmeno a Livigno che arriva come niente a -20°

Andre ha detto...

Mamma mia questo post mi ha ricordato Toto' e Peppino che arrivano a Milano con il colbacco ed il lanternino che gh'e' il nebiun...
Porterai anche gli spaghetti a New York? :-)

Anonimo ha detto...

Sorry for my bad english. Thank you so much for your good post. Your post helped me in my college assignment, If you can provide me more details please email me.

Anonimo ha detto...

Insy! non ti puo' "sbassare" nulla.... Purtroppo sei nano di tuo (e lo sai), ora.... possibile che non ti faccia venire nessuna idea brillante in quel di Manhattan? Secondo me stuoli di baldi giovani/giovane faranno a gara per offrirti un cappottino caldo ed una minestra bollente, sono vestiti di blu e cantano la madonna.....

Buon Viaggio!

Anonimo ha detto...

tutte cazzate. ho vissuto in posti freddissimi come la svezia, e ti posso assicurare che con un giubbotto h&m te la cavi benissimo. il segreto sta tutto nel non disperdre il calore. i punti critici sono i piedi (niente scarpe in tela of course) le gambe (mettiti la calzamaglia sotto i pantaloni, lo so che in caso di appuntamenti fa poca scena, ma è una mano santa che usano TUTTI compresi i più fighi del mondo) e la testa (mai testa e orecchie scoperte). se segui queste dritte non solo non patirai freddo ma riuscirai ad avere un aspetto mediamente normale senza sembrare un omino michelin con quegli osceni giubbottoni stile alaska che la gente si ostina a comprare