lunedì 16 novembre 2009

"IL MONDO HA FAME? CHE GLI SI DIA CARBONARA!"















Oggi parte a Roma il sammit dalla FAO sull’emergenza alimentare globale. A parte il cattivo gusto di organizzarlo nella capitale della carbonara, a parte pure che come al solito la città viene blindata e se provi a prendere un mezzo pubblico si rischia di finire sequestrati per un tempo appena di poco inferiore rispetto a quello della Betancur in Colombia, ma leggo anche che SS (ndr: Sua Santità) ha qualcosa da dire persino su questo argomento.
In estrema sintesi, Benni sentenzia: “Basta sprechi e opulenza. Il pianeta ha risorse per sfamare tutti”. Una dichiarazione la cui prima parte avrebbe senso se fosse detta da un francescano di Calcutta e la seconda da uno scienziato, ma di quelli che non credono che i pani ed i pesci si possano moltiplicare con la sola forza della preghiera. Il fatto invece che questo monito venga da qualcuno che è a capo dello Stato con la più potente banca del mondo e che quando scende dal letto cerca con i piedini le sue deliziose pantofole di Prada, trasforma questa in una dichiarazione tragicamente comica.
Ma mi sembra abbastanza noioso continuare a speculare su quanto i ricchi non facciano per il benessere dei poveri, di come le logiche di mercato si impongano su quelle del buonsenso e della carità e di quanto questi incontri siano spurghi per coscienze neppure tanto intasate.
Dissentendo da quanto dichiarato dal SS e consapevole di non aver neppure io le competenze tali da poter esprimere un giudizio corroborabile da prove scientifiche, credo che il problema principale risieda nel fatto che siamo troppi. 7 miliardi di persone, sebbene 5 delle quali soggiogate dalla fame, rendono impossibile una produzione sostenibile delle materie prime, il cibo in testa.
Se realmente permettessimo (noi occidentali) di far avvicinare il terzo mondo alla mensa del benessere, sono certo che la terra collasserebbe nel giro di una generazione. Pensate quanti boschi occorrerebbe devastare per permettere di coltivare praterie necessarie a foraggiare miliardi di mucche da macello. I cicli di produzione del grano avrebbero bisogno di superfici troppo vaste e anche per la distribuzione dell’acqua, quella che non ti faccia venire la dissenteria, non basterebbe il discioglimento di tutti i ghiaccia della terra. Il mio non è facile cinismo, ma a volte, se penso ad uno scenario in cui davvero si attuasse una comunione delle risorse con tutti gli abitanti del globo, vengo colto da un senso di vertigine dovuto da una parte all’immagine di un mondo più equo ed altruista e dall’altra a quella di una terra definitivamente strizzata e spremuta fino all’ultima stilla, come una buccia di limone.
Constatare questa situazione è ovviamente ben lontano dal reputarla giusta o giustificabile ma temo che chi abbia davvero competenze e potere per ripensare ad un modo nuovo di ridistribuzone delle risorse (affiancata anche da una politica concreta di controllo demografico) non si senta poi realmente coinvolto: Obama stamattina non era presente al sammit e Berlusconi, nel bel mezzo dell’incontro, si è alzato per andare a fare 4 chiacchiere in salotto con il Papa.
PS: vi allego i Five Rome principles for sustainable food security
e ditemi se non trasudino la deprimente banalità di chi, tutta questa voglia di agire, in fondo non ce l’ha. Poi stai fresco ad illuminare il Colosseo come segno di solidarietà nei confronti del diritto al cibo.



1) Sostenere la responsabilità dei governi nazionali e la necessità di investire in piani di sviluppo country-owned.

2) Maggiore coordinamento tra strategie nazionali, regionali e globali.

3) Approccio two-track, e cioè rispondere all'emergenza alimentare immedita, ma preparare anche misure di sviluppo di medio-lungo termine per affrontare le cause di fondo di povertà e malnutrizione.

4) Vigilare affinché il sistema multilaterale giochi un ruolo centrale grazie a miglioramenti continui dell'efficienza, della reattività, del coordinamento e dell'efficacia delle istituzioni multilaterali. In questo punto viene affrontata anche la questione della riforma della Fao, un organismo che molti paesi vorrebbero meno elefantiaco e burocratico, più orientato verso il raggiungimento dello scopo finale di aiutare le popolazioni dei paesi in via di sviluppo.

5) Garantire un impegno sostenuto e sostenibile da parte di tutti i partners ad investire nell'agricoltura e nella "food security" in maniera tempestiva e affidabile, con la messa a disposizione delle risorse necessarie nel quadro di piani e programmi biennali.

15 commenti:

Oscar ha detto...

non credo che una possibile soluzione sia quella di consentire a tutti di distruggere l'ambiente per consumare sensa senso le risorse come facciamo noi. ma piuttosto di utilizzare meglio quelle risorse in modo che ne godano più persone.

se pensi ai quintali di cibo che viene distrutto dalla UE per calmierare le quote agricole per paese..

The Ant ha detto...

Insy, preferirei accettare di uscire con un uomo piuttosto che dirti ciò che sto per scrivere, credimi... ma stavolta Miss Benedetta ha ragione. Ha ragione, porcapaletta!
Su questo pianeta ce n'è per tutti, altroché.
Quello che proprio non va giù (e tu lo spieghi molto bene in questo post) è il pulpito dal quale lascia calare giù 'ste sentenze!
Basta opulenza e sprechi lo viene a dire a me??! A noi??! A quelli che fanno fatica a pagare le bollette? A quelli che accettano compensi ridicoli pur di tenersi un lavoro? Opulenza e sprechi maddeché?
Don Milani mattina e sera, gli farei leggere e rileggere come penitenza e guida, a 'sti sepolcri imbiancati! Tsè!

She-Ra ha detto...

Guarda sono d'accordo con te su tutto tranne che per una cosa... in realtà il pianeta ha gia le risorse sufficienti per tutti (anche se è vero che siamo tanti, ma comunque le risorse non mancherebbero).
Il problema è che il sistema economico mondiale è sbagliato (finchè dovremo vivere per accaparrarci ricchezza non ne verremo mai fuori...).
Viviamo in un mondo che privilegia i ricchi (che vogliono sempre di più) e questi ricchi sono nei posti chiave del potere dove ovviamente non decideranno mai di ridurre i loro privilegi a beneficio dei poveri... quindi il problema sta tutto li.
La mia sarà sicuramente una soluzione semplicistica dovuta al fatto che non sono un esperto, i problemi da affrontare sarebbero comunque molteplici, ma sta di fatto che basterebbe innanzitutto un cambio di coscienza globale, che permetterebbe il cambio del nostro sistema economico (citando Lucia Ocone.... Seeeeee allora magni..... )

Roccia ha detto...

Josephine (la Benedetta) non ha ragione a prescindere. Comunque io penso che hai ragione sia tu, Insy, che gli altri: di risorse ce ne potrebbero essere in abbondanza, attualmente ce ne sono molte più di quelle che poi nel concreto sono disponibili come ha detto giustamente Oscar. Ma non basterebbero, hai ragione. Se tanta terra non fosse coltivata a coca, ad esempio, e se si operasse sul serio per l'ottimizzazione dei territori (irrigazione etc) ci sarebbe. Ma va anche limitata la crescita demografica perché il benessere porta ad un ricambio lento tra generazioni, e questo significa che se la gente campa fino a 90 anni, devi sfamarla fino a 90 anni. Ma, come dici tu, ai governi non je ne frega un cazzo, quindi le cose restano così.

Enrico* ha detto...

Anche così, per quanto ingiusta e dettata dall'avidità, è pur sempre una selezione naturale...
Ovviamente non penso che sia assolutamente giusto: perché un bimbo deve morire solo perché ha avuto la "sfortuna" di nascere in africa?
Se si seguisse un principio di moralità ed onestà nella gestione delle risorse, cosa succederebbe?
Non penso che sia come dici tu Insy, la Terra ha risorse veramente impensabili, se sfruttate con criterio...

Roccia ha detto...

Rileggendo il mio commento mi sono accorto di una inflazione di "aver ragione" e di una serie di frasi da far restare attonito anche Wittgenstein. Chiedo scusa. A mia parziale discolpa c'è il fatto che nominare la Josephine influenza negativamente il mio emisfero sinistro, perché quello destro è occupato ad insultarla in centinaia di modi diversi :)

angie ha detto...

Ciao Insy, torno a scrivere dopo un fracasso di tempo, ma stavolta non ho saputo resistere. Il guaio è che l'1% della popolazione mondiale detiene il controllo assoluto sulle materie prime e sulla produzione. Il fatto è che di tutto quello che viene prodotto usiamo niente, o quasi, fra obsolescenza pianificata e percepita buttiamo buttiamo e buttiamo il 99,8% di quello che compriamo, pensavi.
De poi pensiamo al fatto che una mentalità tipicamente americana ci fa sentire padroni di risorse che non sono nostre (perché non sono nel nostro territorio) e ce ne appropriamo, le usiamo, le sfruttiamo inginocchiando così ancora di più stati già poveri...
Ce n'è per tutti, e ne avanzerebbe anche. Ma se tutti avessero la possibilità di usufruire delle proprie risorse l'Africa ci farebbe un culo così, e questo ci fa parecchio rodere.
Detto questo ti mando una bacio, e ti rinnovo l'invito in laguna!

Selìn ha detto...

Ovviamente nessuno che faccia riferimento ad una questione basilare: se finalmente si smettesse di mangiare carne ci sarebbe posto a sufficienza per tutti, addirittura per tre terre messe assieme!
La produzione di carne (oltre a produrre più gas serra dell'intero settore dei trasporti)è altamente dispendiosa e inefficiente: per produrre un kilo di proteine animali servono molti kili di proteine vegetali, con in più lo spreco di risorse preziose come l'acqua. Se i vegetali dati in pasto alle bestie saltassero questo passaggio dal tasso di conversione bassissimo e finissero direttamente nelle tavole di tutti ecco che si risolverebbe il problema della fame.
Informatevi!

'Stica ha detto...

Se gli abitanti dei paesi ricchi smettessero di buttare la metà del cibo e dell'acqua di cui dispongono, se non avessero 5 macchine in una famiglia di 3 componenti, se i soldi venissero investiti per salvare chi muore di fame e non per salvare le banche allora forse le cose sarebbero diverse...ma tant'è!

Massi ha detto...

Ho letto più di uno studio sull'argomento che sostiene la disponibilità di risorse per tutti solo modificando le proprie abitudini alimentari. Se consumassimo il rapporto di cereali e carne degli indiani invece che quello degli americani, basterebbero le risorse attualmente disponibili per sfamare tutti senza bisogno di abbattere foreste e nulla. Certo andrebbe ripensato anche il sistema della distribuzione. Ma ai potenti ovviamente non interessa risolvere davvero il problema e se si facesse decidere ai governi del terzo mondo ci sarebbe una cura peggiore del male... La soluzione può venire però dal basso, da un mutamento della coscienza individuale. Informandoci possiamo ridurre nel nostro piccolo il consumo di carne rossa a vantaggio di quella bianca e di una dieta più marcatamente vegetariana. Cominciamo noi il cambiamento, non deleghiamo tutto alle grandi organizzazioni.

Anonimo ha detto...

Il vicepresidente del Parlamento Europeo invita Paul McCartney e Rajendra Pachauri a Bruxelles e in contemporanea il Papa e il direttore della FAO lanciano un appello per ridurre la tragedia fame nel mondo

la_vera_josephine ha detto...

Forse non si e' messo nel giusto rilievo che la maledet*aXVI voleva parlare a suocera perche' nuora intendesse; cioe' la solfa delle risorse disponibili per tutti va interpretata: premettendo che non gliene puo' fregare di meno (secondo me) della gente che muore _davvero_ di fame, ma le interessa solo il controllo delle opinioni, quello che le sta _davvero_ a cuore e' sabotare in anticipo eventuali piani di controllo demografico facendo credere alla gente che non ce n'e' bisogno e che la Terra puo' tranquillamente ospitarci tutti 10, 20, 30 milardi e chi piu' ne ha... se davvero avesse a cuore il destino degli affamati avrebbe (io lo avrei fatto) fatto fuoco e fiamme di fronte a questi "potenti" della terra e non una cantilena stereotipata recitata a mo' di rosario tanto per...

The Ant ha detto...

Intanto: "Negli Stati Uniti 49 milioni di persone non hanno la certezza di avere cibo a sufficienza." Fonte 'La Repubblica' online di oggi 17/11.
Fa paura, eh?
E i grandi della terra pare abbiano (di fatto) fatto spallucce di fronte a fatti così spaventosi.
Verrebbe da dire 'si sono arresi' - ma non sarebbe corretto. Si arrende chi almeno prova a combattere: e non mi pare di aver udito clangori di battaglie contro fame e povertà...
Sigh!

masmassy ha detto...

Il represso capo della chiesa è la persona dalle uscite più infelici del mondo. Ma è un grande, lo stimo e lo rispetto perchè pur proferendo merda riesce a inginocchiare ancora milioni di mentecatti. Auguri!

Anonimo ha detto...

un filino qualunquista. Ma proprio un filino...