giovedì 30 agosto 2007

Meglio un braccio rotto in Italia che un’unghia incarnita in Alabama.



Cherri svolazza per le strade di Manattan leggiadra come Campanellino, la fatina di Piter Pan, avvolta nei suoi abiti d’alta moda, divisa tra branc in bistrò alla moda, serate con le amiche ai parti più esclusivi, concludendo spesso le sue notti tra le braccia di uomini sempre belli, spesso aitanti, a volte persino affascinanti.
Questa è l’America sognata dei telefilm, la terra della felicità dove tutti vorremmo vivere.
Poi ti capita di vedere Siko, il film sul perverso sistema assicurativo sanitario americano di M. Mur e ti chiedi: qual'è la vera America, quella dei sandali da 600 dollari di Manulo Blanic o quella dei malati scaricati fuori dagli ospedali perché privi di un’assicurazione medica?
Ieri sera mi sono reso conto che i vari “Sex en de siti”, “Greis Anatomi” e tutte le divertenti commedie romantiche di Nora Efron non sono altro che prodotti di propaganda né più né meno come lo erano i film sovietici che mostravano contadini sorridenti alla mietitura del grano, tutti belli, tutti sorridenti tutti felici di spezzarsi la schiene nei campi.
E’ questa la grandezza dell’America: aver esportato l’illusione di una democrazia attraverso ciò che hanno sempre saputo far meglio: il cinema. Ma è proprio da questo che arriva fortunatamente, a volte, troppo poco spesso, l’antidoto alla loro ipocrisia e il film di Mur ne è uno molto potente.
Siko non è un documentario ma una grande opera di satira che commuove, che indigna, che fa persino sorridere per l’assurda idiozia di un sistema che costringe gli abitanti della “più grande democrazia del mondo” a ricucirsi da soli le ferite, a dover scegliere quale tra due dita amputate poter far riattaccare (uno costa 12mila dollari, l’altro molto di più), a veder rifiutata l’accoglienza di una bimba di pochi mesi che qualche ora dopo morirà per mancato soccorso. Questo perché nell’america di Cherri se non hai un’assicurazione sanitaria puoi solo pregare che la tua malattia sia mortale e fulminante.
50 milioni di americani non possono permettersela. Quindi è quanto meno logico immaginare che chi invece un’assicurazione può permettersela possa dirsi tutelato dal “miglior sistema sanitario possibile”. Non è vero neppure questo perché può capitare di vedersi negate le cure a causa di cavilli ai quali le grandi compagnie assicuratrici si attaccano per “risparmiare” e accrescere quindi i propri guadagni. E' assolutamente impossibile evitare che gli occhi s’inumidiscano di fronte alle testimonianze che via via compongono il mosaico grottesco composto da Mur. Una commozione fatta di rabbia ed indignazione, stemperata solo alla fine da una sensazione di sollievo, la stessa provata quando si scampa per un pelo un pericolo grosso e fatale. Il sollievo, di essere Italiano. Il nostro sistema sanitario è sì imperfetto e ribadirlo sarebbe banale, ma avere la garanzia di non dover vendere la propria casa per pagare delle bombolette anti asma (in America in vendita a circa 160 dollari l’una), mi da la sensazione di vivere in un paese civilmente avanzato. Almeno rispetto all’America. Almeno sotto questo aspetto.
Ho sempre avuto una grande ammirazione per gli Stati Uniti e per la loro capacita di essere stato faro di democrazia.
Mi chiedo però che fine abbia fatto l’America che alla fine degli anni ’60 aveva dato l’avvio ad una reazione a catena che avrebbe investito anche l’Europa con i suoi movimenti femministi e di liberazione sessuale. Penso alle battaglie, spesso feroci, dei neri, degli omosessuali e delle altre minoranze per vedere riconosciuti i loro diritti, fino ad allora del tutto disattesi. Questo circolo virtuoso ad un certo punto s’è inceppato facendo riavviare il sistema, trasformandolo in un sistema perverso, che sventola lo spauracchio del terrorismo per gettare fumo negli occhi dei propri cittadini che avrebbero nemici più letali, più potenti e più spietati da combattere in patria.

13 commenti:

redrum ha detto...

a me del film ha colpito:

1 - che la colpa di sto sfacelo alla fine sembra essere di Nixon (e tanto per cambiare... je mancava solo questa)

2 - che la Francia come al solito è meglio di noi (che peraltro, se hai notato, siamo segnati in classifica mondiale al secondo posto quanto a qualità del SSN. C'è chi dice che sia impossibile, visto che spesso in italia è vero che ti curano ma rischiano di fare solo peggio. In effetti non sono sempre rose e fiori, ma secondo me oltre alla malasanità ci sono casi di eccellenza e comunque in provincia e soprattutto al nord spesso il livello è altissimo).

3 - mio padre obietta che in italia e in tutti i paesi occidentali la sanità assorbe tipo il 30% dei fondi statali, creando buchi enormi. insomma, in francia forse ce la faranno a gestire bene il sistema con quel che pagano di tasse... in italia siamo meno bravi. Secondo lui il sistema americano è l'unico che permette di non far fallire uno stato e alla lunga toccherà pure a noi... con buona pace di tutti quelli che pensano che lo stato debba comunque garantire assistenza a tutti i cittadini

4 - Comunque moore dovrebbe mettersi a dieta e almeno ammettere che negli stati uniti le malattie cardiovascolari sono le meno rimborsate dalle assicurazioni, ma è anche vero che se non fossero tutti obesi forse sarebbero meno soggetti a tali malattie...

5 - io i suoi docu-film li guardo sempre, però devo sempre ripartire "il succo del discorso" (che rende legittima la polemica) da tutto il contorno lacrimevole o stucchevole che lui ci spalma intorno. il fatto che sia dovuto tornare a tirare fuori l'11 settembre anche stavolta temo sia davvero la riprova che gli americani sono dei caproni che han bisogno di stimoli ben precisi per farsi smuovere... comunque se non consideriamo la retorica, è innegabile che il film faccia luce su delle cose che inequivocabilmente non funzionano, in quel sistema.

6 - certo che però il dottorino esotico residente a londra con la lexus e la casa da un miliard... ehm sto divagando :D

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

spero non arriveremo mai a quel livello. ritengo che uno stato civile debba essere anche uno stato etico e morale. non importa quanto debba spendere per la salute che deve essere pubblica. Dobbiamo concepire la società come una struttura organica dove tutti aiutano tutti. anche controvoglia, anche pagando per chi non può farlo. Su questo sono molto fermo. Riguardo lo stile di Mur, che dire, è il suo e il suo pubblico di riferimento è quello un po' de coccio degli Americani. Ovvioche quindi a volte tenda al pleonastico.
Peri il dottore sono d'accordo. E' tipo mio pieno ;)
INSY

FireMan ha detto...

no, non arriveremo mai a tanto anche perchè - per fortuna - al di la di DocHouse e Nip&Tuck sappiamo tutti come funziona la sanità delle assicurazioni... che poi la sanità pubblica sia meglio o peggio di quella privata è vero come è vero il contrario: basti pensare che molti dei migliori medici degli USA hanno studiato alla Avana (CUBA!) che ha il miglior sistema sanitario al mondo...

io penso e temo che arriveremo ad un sistema misto pubblico/privato dove si acederà forse per soglie di reddito o per problematicità delle prestazioni richieste, staremo a vedere.

una cosa è certa: per la prima volta leggo un tuo post Insy senza ridere e te ne sono grato e se ho perso il fil di MrMur sulle twin towers non perderò assolutamente questo.

FireMan

PS: però quando mi fai ridere ti son grato lo stesso ;)

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

Caro FM: Lieto di "non averti fatto ridere" e lieto di averti invogliato a vedere un film che, a mo modestissimo parere, merita :)
INSY

oscar ha detto...

il popolo nord americano presenta i due volti che ha sempre avuto:
da una parte è ancora vivo lo spirito oscurantista dei mormoni, dall'altro è il paese dove più saldi sono i diritti individuali.
da una parte è il paese delle opportunità con un sistema economico che non sembra smettere di adattarsi e dall'altra è un paese dove chi è povero è abbandonato a se stesso.
da una parte ci propone i suoi mega polpettoni in salsa partiottica, dall'altra ci spedisce i film di maggiore denuncia e auto-critica.
gli americani sono bambinoni con la pistola in mano. questa è la loro forza, e la loro debolezza.
quanto al regista, è uno sbrodolone, ma il messaggio fondamentale lo fa arrivare a destinazione.

Anonimo ha detto...

Film commovente, ma fazioso. Documentario, senza documenti.
Banale nel suo raccontare cio' che e' noto a chi vive in questo mondo. Forse nuovo per l'americano medio che comunque non andra' a vederlo. Sto tipo ciccione pare abbia molto piu' successo di pubblico da noi in Europa pittosto che nel paese dove mangia grassi a volonta'. Assurdo il sistema sanitario privatistico americano,umanamente ingiustificabile, ma ahinoi insostenibile economicamente quello francese (o italiano)a meno di un serio processo di efficientamento e di una gestione opposta a quella esistente. Ma avete mai provato a prenotare una visita specialistica con qualche macchinario supermoderno? Altro che rapidi...magari ci muori nell'attesa in italia (a meno ke tu non conosca qualcuno, ovviamente). Ed il pronto soccorso? CHE TE LO DICO A FA!!SISTEMA MISTO E' la risposta.... quando lo facciamo?

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

Caro Anonimo: nonostante ciascuno potrebbe portare episodi felici quanto infelici pro o contro il nostro sistema sanitario, dire che il saistema USA sia brutale non significa dire che in Italia viviamo nel miglior sistema possibile. quello che reputo superiore è l'etica diffusa in Europa (e moltre altre nazioni) dove non ti scaricano per strada se non hai l'assiocurazione.
Sulla banalità del racconto, nessuno, nè io, nè lo stesso Mur definisce "lirico" lo stile del suo cinema. Racconta in maniera semplice e populista la sua versione dei fatti. A chi ha invece la verità vera dalla sua parte, l'impegno di confutarlo.
seconda cosa: che male c'è ad essere grassi? Non sei il solo a criticarlo per questo come quasi fosse una colpa (grasso e fazioso!).
Ultiima cosa: mi piacerebbe la prossima volta che alla fine del tuo commento (che è il primo che mi capita di rilevare con questa caratteristica sul mio blog) appaia un nome, uno pseudonimo, una qualsiasi cifra. I messaggi totalmente anonimi un po' mi spaventano molto :)

Anonimo ha detto...

confuto quanto detto dell'anonimo. il film in questione, col cavolo che non ha avuto successo nel suo paese. il film, costato 9 milioni di dollari, in usa ne ha già incassati 25 milioni. quindi proprio snobbato dagli americani moore non mi sembra...
insy, ti linko questo post a seguito del mio di due righe. xchè non avevo tempo ma x fortuna hai detto benissimo quello che ho pensato anche io vedendo sicko. ci vediamo x un pranzetto alla carrie bradshow xò prox settimana? glitter

Anonimo ha detto...

E un dubbio: se per te Sex&thecity, in cui non si accenna mai al problema della copertura sanitaria nemmeno durante la malattia di Samantha, è un film di propaganda, che dire allora di E.R? A me non sembra che lì mai nessuno sia stato sbattuto fuori dal pronto soccorso, eppure sembra una cosa all'ordine del giorno negli States. E se in Sex&thecity il quinto protagonista è Ny, in ER il protagonista n°1 è l'ospedale, forse era prorpio in quella sede che si sarebbe dovuto affrontare l'argomento. no? glitter

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

Caro glitter: non teniamo conto di chi non si firma neppure con uno pseudonimo simpatico come il tuo. Credo che alcune persone non possano andare oltre i loro convincimenti sclerotizzato e cristallizati. personalmente io sono sempre pronto a cambiare le mie opinioni quando quando mi rendo conto che le cose non sono come credevo. Non tutti però sono del mio stesso avviso.
Per il pranzo alla SEtC, il che significa un'insalata scondita e un cucchiaino di gelato, sono sempre disponibile.
INSY

glitter ha detto...

insy ma che sei rincoglionito? anonima io? ma lo sai benissimo chi sono! "caro glitter"! ale ma sono io!!! glitter life style... ma invece de imbriacatte de chiacchiere in spiaggia svejateeeee. oggesù manco me riconosce...

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

X Glitter: perdonami, se non ti ho eiconosciuto!! adesso lo so mi farai fare la fine di E.: calci in culo da qui fino a Viterbo. Ti prego, vacci piano, sono vecchio, con quei quadricipiti che ti ritrovi mi sfondi!! PS: visto che ho più tempo di te, a presto ti dedicherò un post!!
INSY

Anonimo ha detto...

E' la televisione che veicola un'idea di democrazia felice. Il cinema è sempre un pò più critico, artistico, intellettuale anche in USA. Per esempio "Silkwood" bellissimo film con Meryl Streep, una bravissima Cher - da noi nota solo per le plastiche - e Kurt Russel. Ti consiglio di vedere i documentari di Frederick Wiseman su tutti i campi della società americana. "Near Death, Primate, Welfare ecc... Capolavori assoluti.