lunedì 27 agosto 2007

TUTTI AL MARE A MOSTRAR....


Il modo di intendere l’anno e le sue stagioni ha per i ghei un’ interpretazione diversa. Alle elementari, la mia maestra aveva insegnato a noi bambini ad intendere l’estate come una delle quattro stagioni che partiva sostanzialmente a giugno e terminava a settembre. Tutto questo per i ghei non vale. La stagione può iniziare addirittura ad aprile e terminare ad ottobre.
Basta infatti che la temperatura raggiunga i 20° che il ghei è già in spiaggia. Il costume tanto è già stato comprato a febbraio (se non prima) e non vede l’ora di essere indossato.
Se in genere un etero dedica alla scelta del costume anche meno di quello dedicato alla ricerca del regalo d’anniversario per la fidanzata, per l’omosessuale la ricerca è affannosa e senza quartieri. Da quando poi internet e gli acquisti on-lain hanno allargato il campo di ricerca, potrei dire che questo non ha più quartiere. Un costume, ovviamente, non è stato scelto a caso. Deve aver superato più test di quanto mediamente ne subiscono le auto prima di essere messe in commercio. Innanzitutto devono essere di marca e non importa quanta poca stoffa sia stata impiegata, avranno sempre il prezzo di quanto una famiglia media spende per una settimana, pensione completa in un albergo a 3 stelle per 4 persone a Jesolo.
Alla base della scelta c’è quanto riesce ad esaltare la forma del gluteo frutto di mesi di palestra e, soprattutto quanto riesce a valorizzare il sancta sanctorum del maschio: il pacco. Se la maggior parte degli etero ha abbandonato negli anni 70’ la mutandina per un più castigato pantaloncino, il ghei allo slip non rinuncia. E non certo per un’innata propensione per il vintag. Dallo sgambatissimo al modello più regolare per approdare anche al più ardito e temibile dei modelli: il tanga che, prima di iniziare a frequentare le spiagge ghei, pensavo che la loro esistenza fosse soltanto una leggenda urbana come i coccodrilli nelle fogne di New York. Da qualche anno poi siamo stati tutti fregati da Ossibum (per gli etero: una marca di costumi australiani con un catalogo di costumi indossati da boni assurdi, roba da perdere la ragione).
Ma come scende in spiaggia un gay? Io ricordo la mia famiglia quando arrivava al mare. Dopo 40 minuti di viaggio della speranza in una macchina rovente (erano gli anni in cui l’aria condizionata in auto era un’altra leggenda urbana, sì, è duro ammetterlo ma la mia infanzia risale davvero a un periodo tanto arcaico) ci si riversava in spiaggia come dei profughi cubani sulle coste della Florida. Scesi dalla macchina c’era l’equa distribuzione di: ombrelloni, sdraio, porta pranzo e saccone dei giocattoli. Così bardati, la truppa cammellata si dirigeva nel punto prestabilito dove, come Armstrong sulla luna con la bandiera degli Stati Uniti, piantavamo fieramente il nostro ombrellone, di tela e, ovviamente e fiori. Dopo di che lo stravacco era tale da ricordare l’accampamento di LorenzD’arabia dopo l’ennesimo combattimento con l’esercito Turco.
Se andate in una spiaggia ghei, dimenticate tutto questo.
L’abbigliamento non è casuale. Mai. La canottiera aderente, non è casuale, i pantaloni color sabbia, gli occhiali scuri, la camicia aperta e i sandali in pelle non sono casuali. E neppure lo sguardo rivolto fieramente verso il mare lo è. A tratti quel ghei sembra più il protagonista dello spot di un profumo costosissimo girato da qualche mago del cinema contemporaneo su una splendida spiaggia balinese e non semplicemente un ghei che sta andando ad arrostirsi le chiappe su un litorale segnato dalla bandierina rossa di Goletta verde sotto la dicitura “peggio di una latrina di Calcutta”.
Devo dire che non è che abbia girato tante spiagge ghei nel mondo ma nelle poche in cui sono stato ho sempre riscontrato la presenza di un campo da bicvollei. Ora io non capisco proprio quale gusto si possa provare nel giocare alle 3 del pomeriggio, con il sole che incoccia e con la sabbia rovente sotto i piedi. Il tutto sotto gli occhi di centinai di omosessuali. Se lo fanno per autopunirsi per aver, chessò, fregato il ragazzo ad un amico ed espiare la colpa, viste le condizioni, arrivo a giustificare i primi 5 minuti di gioco ma le restanti due ore? Sarà che a me fa fatica anche alzare anche la capottina della sdraio. Io sono in questo uno all’antica. Per me la spiaggia è lettino, stravacco, birra gelata e pacchi di maschili a perdita d’occhio. E va bene, ditelo pure, sono il solito inguaribile romantico.

4 commenti:

redrum_ ha detto...

io e i miei amici alle spiaggie gaye non ci andiamo, sarà che siamo una compagnia mista (in cui a pensarci bene, però, di etero ci son solo le donne) percui evitiamo senza troppi rimpianti.
tanto, come dire, la gayezza la portiamo - involontariamente - noi ovunque siamo.
Tipo: è usanza comune a formentera (isola sulla quale non esiste traccia di ombra naturale) comprare dei simpatici mini-ombrelloni usa e getta (tanto anche se decidi di riportarli a casa, come noi, te li dimentichi al recupero bagagli dell'aeroporto, come noi. ogni tanto mi sogno di notte il nastro bagagli di orio al serio in tilt e una montagna di valigie bloccate all'uscita del tunnel dai nostri 2 ombrelloni incastrati a fare da sbarramento. Dove sta la gayezza? indovina: 2 pezzi unici, davvero non ne abbiamo visti altri: uno a fiorelloni stile carta da parati berlino est anni 70 e l'altro a righe color arcobaleno come la bandiera gaya esige.

perchè ci saremo ubriacati ogni sera da far schifo a suon di aperitivi in caraffa sulla spiaggia. ma sempre con grande stile...

oscar ha detto...

tutto, ma il tanga noooooo

Anonimo ha detto...

Che meraviglioso spaccato di vita estiva... Io no, sono coperta con il mio bel costume intero stile Zia Fiora Anni 20, con un cappellino col nastro rosa tipo Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany... Pensa se mi vedesse la Patti, morirebbe dal ridere... Ma si sa... Ride ben chi ride ultima! La Tua Amica Trans di Oslo.

Anonimo ha detto...

Non ci posso credere insy!!!!!!!!

hai scritto gay anzichè ghei!!!

cmq 6 troppo un mito... mi fai sbellicare.. mi piacerebbe tanto avere il tuo umorismo..! credo che ti sei appena trovato un nuovo fan! :P

Gabbry