martedì 24 luglio 2007

GHEI IN UMIDO. PARTE I


Dopo anni di esperienza sul campo, ecco la prima parte di alcune mie considerazioni sui ghei in sauna.

Se alla maggior parte delle persone lo scenario di un cielo cupo, coperto da nuvole cariche di pioggia e un vento freddo che spazza le strade della città può solo far venire voglia di starsene a casa stravaccati su un divano coperti da un caldo plaid di pail sorseggiando cioccolato caldo e guardando un bel film in DVD, per molti ghei questa non è altro che una buona occasione per passare quel pomeriggio tra i caldi e benefici vapori di una sauna.
Va detto che, per molti ghei, passare un pomeriggio intero in sauna vale come ottimo passatempo anche se fuori c’è un caldo da esplosione atomica. Insomma la sauna riesce spesso ad essere il luogo ideale dove andare sempre e comunque. Certo, tutti sappiamo quanto faccia bene a i pori della pelle il vapore di una sauna. Infatti è per questo che ci si va e non certo per curare l’insorgenza di pruriti e fregole, le quali, proprio grazie agli orari d’apertura continuata delle saune (lo ricordiamo, solo nei uic end) possono essere soddisfatte in ogni momento. Perché le saune stanno al desiderio di scopare come i distributori automatici 24 su 24 di sigarette stanno al vizio dei fumatori.
Che sensazione di sicurezza ti dà sapere di poter contare su dei servizi di prima necessità full taim!
Nonostante la loro funzione socialmente utile, le saune godono però di una fama decisamente scabrosa quanto immeritata. Se chiederete in giro quasi nessuno vi dirà di aver mai neppure messo un piede in sauna: “Ma davvero? Mi dici che il portone da cui sto uscendo adesso con la pelle tesa e idratata come quella di una foca è davvero una sauna ghei? Non l’avrei mai detto!”.
Probabilmente, entrando se vedeste qualcuno di vostra conoscenza difficilmente ammetterebbe di essere li davanti ai vostri occhi imputando semmai tutto questo ad una vostra allucinazione dovuta all’alta temperatura della sauna.
Infatti qui, più che in discoteca, più che per strada, più che tra le coperte, è quasi impossibile che qualcuno vi rivolga la parola, anche solo due giorni prima vi eravate lanciati in conversazioni di ore sui massimi sistemi del mondo e vi eravate promessi di diventare migliori amiche per la vita. Qui, vige una delle leggi pilastro sulle quali poggia tutto il mondo gay: quando si deve scopare, meno si parla meglio è.
Ma siccome, molto spesso, è difficile, se non impossibile, non imbattersi in persone che si conoscono e che tutto vorreste meno che testimonino la vostra presenza in sauna, non è raro assistere ad alcune tra le più temerarie tecniche di fuga. Pur di non farsi vedere dal vicino di casa, dall’amico del proprio fidanzato o da quel ragazzo tanto carino al quale la sera prima, pur di intortarselo, si era giurato sulla tomba della propria madre (ancora viva) che “lui non è proprio tipo da saune o dark perché crede all’amore vero”, è costretto a rintanarsi nel bagno turco fino a quando questo non è andato via o fino a che qualcuno, sentendo il rumore di un tonfo sordo, non chiama un’ambulanza per portarlo al reparto di rianimazione.
Molti altri invece, forti della loro identità, delle proprie scelte, delle sicurezze raggiunte solo con il profondo lavorio di anni d’analisi e, soprattutto, costretti del fatto che, tanto, si sono ripassati un numero così alto di ragazzi da non poter più neppure lontanamente pensare di avere una reputazione da difendere, non si curano di chi possa dire cosa e passano il tempo in sauna andando a caccia di uomini a testa alta.
Ora, anche tra i frequentatori delle saune si ripresenta una delle tipologie che più di altre affligge il mondo dei gay: la fenicottera delle paludi.
Ferme, immobili, appoggiate al muro in una posizione statica e assolutamente innaturale volta a mettere in mostra ogni singolo muscolo che dio, le proteine solubili e 3 ore di pesi al giorno gli ha messo addosso. La loro figura descrive una tensione drammatica che prima solo Fidia era riuscito ad esprimere nelle sue statue. Respirando una volta ogni quarto d’ora per evitare qualsiasi rigonfiamento dell’addome, hanno lo sguardo volto all’infinito e, come fossero stati folgorati dallo spirito santo, hanno un’espressione che sembra dire: “Sì sono qui ma solo in corpo mentre la mia mente è rapita da un dialogo tutto interiore sull’immortalità dell’anima. Però visto che ci sono, se qualcuno vuole elevarmi mettendomi una mano sul culo, faccia pure”.
CONTINUA...

13 commenti:

frontix ha detto...

... la parte prima è molto carina... e l'argomento mi incuriosisce molto perchè... ebbene sì, lo ammetto, non sono mai entrato in una sauna ghèi... a quando il seguito???

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

nri prox gg

Diabolicus ha detto...

So scostumate!!!....Io che non ce so mai stato (pare vero) non posso testimoniare. Tuttavia, se uno ci rimane una giornata intera come dici tu, rischia di uscire come Renato Balestra....con quell'effetto porcellanato Limoge.

Anonimo ha detto...

Molto divertente e realistico (sì ho frequentato parecchio le saune).

Daniele

PS. i link sulla sinistra "a me me piaceno" sono errati (contengono due volte http).

INSY LOAN E LO STATO DELLE COSE ha detto...

grazie daniele. ho corretto. io le saune invece le ho frequeltate solo per scriverne ;)

idrinkatwork ha detto...

sono andato solo una volta in sauna, in occasione di una festa del cine gay di torino. scena bellissima di un mio amico: "oh ma che bello c'è pure un buchino nel muro" (mentre si era in un cubicolo) e proprio mentre passa la mano sulla zona forata della parete esce di colpo un pisellone. un po' come quando il mostro della palude compare all'improvviso nei film dell'orrore...

andre

frontix ha detto...

@ idrinkatwork

...beh un po' ingenuo il tuo amico... ahahah comunque la scena me l'immagino... da morire dal ridere...

vanity hair ha detto...

Per colpa di una strana e imprevedibile forma di pudore, mi sono sempre sentito a disagio tra tutti quegli uomini biotti.
Ciò non sta a dire che io non abbia frequentato... però ho sempre preferito essere fenicottera selvatica da cespuglio.

Anonimo ha detto...

Credetemi, non ridevo cosí da tempo immemorabile, pure le lacrime mi sono venute! Comunque confermo, io ci ho lavorato nelle saune, sia etero che omo, ma la cosa non cambia molto! Anche il piú maschio dei maschi etero ha la sua parte di frociaggine, garantisco che é cosí.
Giulio, palermitano in Spagna.

Giordano ha detto...

Grandioso! Ho le lacrime agli occhi per il divertimento!

pollicino ha detto...

io sono stato in sauna solo una volta...e c'ho beccato due dei miei piu' cari amici, anche loro li "una tantum" non ci siamo imbarazzati, anzi abbiamo riso molto, ma non abbiamo combinato nulla, anche perchè la nostra era piu' curiosità.

Magritte ha detto...

LA FENICOTTERA DELLE PALUDI


hahahaha


ti adoroooo

Anonimo ha detto...

Perche non:)